L'arte di Zoe nei luoghi nascosti di Padova: è sempre per le piccole cose che ci si perde

I suoi uccellini multicolorati sparsi un po’ ovunque a Padova, anche all'Arcella, ma volano delicati e si posano su muri screpolati, pareti, giostre, barche arenate disseminati in altri luoghi nascosti d’Italia. È il piacere del perdersi scovando proprio le piccole cose come scriveva Dostoevskij. La sua arte, minuta e delicata, si inserisce un un quadro urbano artistico che ne fa di Padova un palcoscenico sempre più variopinto

L'arte di Zoe nei luoghi nascosti di Padova: è sempre per le piccole cose che ci si perde

«Le piccole cose hanno la loro importanza: è sempre per le piccole cose che ci si perde». L’aforisma dello scrittore russo Fëdor Dostoevskij, a suo modo, è quanto di più calzante ci possa essere per esprimere a parole i sentimenti che generano gli uccellini multicolorati di Zoe .

Sono sparsi un po’ ovunque a Padova, quartier generale dell’artista, ma volano delicati e si posano su muri screpolati, pareti, giostre, barche arenate disseminati in altri luoghi nascosti d’Italia. È il piacere del perdersi scovando proprio le piccole cose, essere minuscoli, ma essere vivi. Esserci. Che è un po’ una visione opposta rispetto al muralismo che prende facciate di edifici di quattro piani, imperante e dilagante e visibile a “occhio nudo”.

«Intervenire in punta di piedi» è proprio l’espressione che Zoe ha utilizzato per descrivere la sua arte. Lascia parlare quest’ultima, ma tanto basta per incuriosire chi, passeggiando distrattamente, “inciampa” in un dolce pennuto con in testa ora una coroncina dorata, ora un cappello, ora un’aureola. Con zampette all’aria o saltellando da una finestrella all’altra: «Ho iniziato a fare i primi uccellini nel 2017 – ci racconta Zoe con disponibilità – All’inizio erano spesso grandi, accompagnati da altri animali e disegnati per lo più a pennello. Piano piano sono passata agli spray e gli uccellini sono diventati sempre più piccoli ed essenziali: è una ricerca continua, ma ho capito che il modo che mi rispecchia di più, al momento, è intervenire in punta di piedi, con una presenza semplice, piccola e delicata, ma sufficientemente colorata e inaspettata da farsi notare».

Zoe Arce 2

Inaspettati al punto che strappano un sorriso quando li vedi. Anche all’Arcella, in quattro distinti punti. Ve ne suggeriamo uno – il parcheggio davanti all’ingresso del Pedro, appena sotto la silhouette nera di Kenny Random – e vi lasciamo scoprire gli altri.

La scelta del luogo e del taglio fotografico rappresenta per Zoe una parte fondamentale dell’opera nella sua interezza. Da oltre dieci anni gravita nel mondo della street art e a un certo punto, confessa, ha sentito la necessità di entrarci in qualche modo, partecipando a questo movimento in prima persona con una parte di sé stessa. Mantiene un lato intimo e discreto e dove tutto questo percorso la porterà non lo sa nemmeno lei. Come i suoi uccellini si lascia ispirare e trasportare dal vento: «Non esiste un progetto o almeno non esiste nessun progetto conscio: seguo il flusso delle cose con apertura e curiosità di scoprire dove mi porterà».

E chissà dove la porterà questa curiosità che ci aiuterà a perderci e a calmarci come una camomilla rilassante in mezzo a un trambusto visivo fatto di cemento, smog, manifesti pubblicitari e gigantografie.

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