Verso la Giornata dell'infanzia e dell'adolescenza: il "Manifesto per la partecipazione"

La Garante nazionale Garlatti chiama a raccolta governo, istituzioni, mondo della ricerca e società civile, per mettere a sistema le esperienze di partecipazione rivolte ai giovani e renderli parte attiva nei processi decisionali. L'appello: “Serve una norma primaria”

Verso la Giornata dell'infanzia e dell'adolescenza: il "Manifesto per la partecipazione"

 La priorità è ascoltare, la condizione è dare voce, l'obiettivo è rendere partecipi dei processi decisionali: sono i temi che la Garante nazionale per l'Infanzia e l'adolescenza Carla Garlatti ha scelto di mettere al centro della Giornata mondiale dell’infanzia 2021 (20 novembre), in cui si celebra la ratifica della Convenzione Onu del 1989. “Fate partecipare i minorenni alle vostre decisioni”, è l'appello della Garante, che oggi ha chiamato a raccolta, presso l'Ara Pacis di Roma, i rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico, della società civile e naturalmente dei ragazzi e delle ragazze, per condividere il “Manifesto sulla partecipazione di bambini e ragazzi”: un documento in cinque punti, elaborato in occasione della Giornata di quest'anno, per rimettere al centro un diritto che, come più volte e da più parti è stato denunciato in questi mesi e ricordato anche questa mattina, con la pandemia è spesso silenziato. All'evento “Una società che ascolta” hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Camera Roberto Fico, la presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia Licia Ronzulli e la ministra per le Politiche giovanili Fabiana Dadone. Assenti “giustificati”, per via del concomitante CdM, la ministra Bonetti e il ministro Bianchi, che hanno trasmesso un messaggio ai partecipanti.

Il diritto ad essere ascoltati e partecipare “è uno dei meno noti e meno applicati, ma oggi particolarmente urgente – ha affermato Fico – Condivido con la Garante quindi l'esigenza di individuare modalità congrue per il coinvolgimento dei giovani nelle decisioni politiche che li riguardano. In questa direzione si muovono l'Osservatorio nazionale Infanzia e Adolescenza e la Consulta dei ragazzi e delle ragazze, istituita dall'Autorità Garante. Sono convinto che su molte delle questioni cruciali del momento, a partire dall'ambiente, i giovani abbiano molto da dire”.

La ministra Dadone, dal canto suo, ha trasformato il titolo del convegno in un interrogativo: “E' una società che ascolta? Ovvero, esiste una disponibilità oggettiva all'ascolto?”. E ha precisato: "Un conto è proporre questionari e realizzare ricerche, un conto è invitare a sedersi realmente ai tavoli istituzionali. Ed è questo che siamo chiamati a fare: umilmente disporci all'ascolto dei ragazzi, sia nella fase di elaborazione delle decisione ma anche in fase di valutazione delle ricadute”.

Ed è proprio quello che si propone Carla Garlatti: “Immagino un’Italia nella quale nessuna decisione che coinvolga i bambini e i ragazzi venga presa dalle istituzioni senza prima averli ascoltati e senza aver tenuto in adeguata considerazione le loro opinioni - ha detto - Il Paese sta vivendo in questo particolare momento storico una fase di riprogettazione e di rilancio dalla quale i bambini e i ragazzi non possono essere lasciati fuori: è il momento giusto per attivare una nuova dinamica democratica, che preveda anche la partecipazione dei cittadini che hanno meno di 18 anni. Non solo perché è loro il futuro, ma perché appartiene a loro pure il presente. Nell'ultimo anno e mezzo i ragazzi hanno dimostrato di aver acquisito consapevolezza del loro diritto a essere ascoltati e a poter dire come la pensano. È quello che fanno dal 2018, ad esempio, i componenti della Consulta delle ragazze e dei ragazzi dell’Autorità garante. E la nostra sperimentazione potrebbe essere un modello da replicare a livello nazionale”.

I cinque impegni: dalla “norma primaria” alla Giornata dedicata

Garlatti ha quindi presentato i cinque impegni contenuti nel “Manifesto sulla partecipazione dei minorenni”. Con il primo, l’Autorità garante raccomanda alle istituzioni di accompagnare ogni futura scelta che interessi i minorenni - di carattere generale, normativo o programmatorio - con iniziative che promuovano la partecipazione di bambini e ragazzi alla decisione. Il secondo punto del “Manifesto” riguarda l’introduzione di una norma primaria che regolamenti – e sostenga con risorse adeguate - la partecipazione attiva dei minorenni alle scelte di carattere generale che li riguardano. La terza richiesta, questa rivolta al governo, è quella di “mettere a disposizione di tutte le pubbliche amministrazioni una piattaforma online ad hoc per le consultazioni di minorenni”.

Quarta istituzione chiamata in causa è la scuola, a cui si chiede “l’inserimento, all’interno dell’offerta formativa scolastica, della partecipazione attiva dei minorenni come elemento dell’insegnamento di educazione civica, nonché come metodologia e pratica educativa”. Al legislatore, infine, viene raccomandato di istituire la Giornata nazionale della partecipazione delle persone di minore età, con l’obiettivo di monitorare l’effettiva applicazione di tale diritto, di sensibilizzare sul tema e di promuoverne la cultura e la consapevolezza.

Durante il Convegno ha preso la parola anche Matteo, ultimo anno di liceo, portavoce della Consulta dei ragazzi e delle ragazze istituita presso l'Agia, che ha lanciato un appello: “Noi non vogliamo essere al centro del dibattito: vogliamo esserne parte attiva”. E Lorella, 16 anni, ha raccontato l'esperienza del Progetto Agia Enya 2021, che ha messo in contatto i ragazzi e le ragazze delle diverse consulte europee delle rispettive autorità garanti.

Sempre l’Autorità garante, in collaborazione con la Consulta nazionale delle associazioni e delle organizzazioni presieduta da Carla Garlatti, ha dato vita a un gruppo di lavoro per un approfondimento in tema di partecipazione dei minorenni. A coordinare la ricerca, è Anna Rosa Favretto, docente di Sociologia presso l'Università di Torino. “L'obiettivo della ricerca – ha detto – è raccogliere in un anno le diverse esperienze di partecipazione dei ragazzi e delle ragazze, realizzate da alcune amministrazioni e da associazioni del terzo settore, per poi metterle a sistema e valorizzarle, facendo in modo che si conoscano l'una con l'alta. Ne scaturirà nei prossimi mesi un documento di studio e proposta, con alcune specifiche raccomandazioni. Sarà inoltre redatto un vademecum sulla partecipazione destinato agli adolescenti”.

Chiara Ludovisi

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Fonte: Redattore sociale (www.redattoresociale.it)