Eucaristia. È l’ispiratrice delle opere di misericordia

Dall’Eucaristia, in cui Gesù Cristo si dona agli uomini, trovano alimento tutte le forme di bene con cui si viene in aiuto ai fratelli. Questo si constata in maniera evidente e chiara nella vita dei santi

Eucaristia. È l’ispiratrice delle opere di misericordia

Giustamente diciamo che l’Eucaristia è il sacramento dell’amore. Questo è prima di tutto vero in riferimento a Gesù Cristo, che nell’Eucaristia si rende presente e si dona, in modo mirabile, a noi. Le modalità di questa donazione raggiungono il vertice incredibile con la comunione, con cui si fa nostro cibo e nutrimento. Ma se lui è «pane spezzato e vino versato per un mondo nuovo», significa che, comprendendo e valorizzando il dono dell’Eucaristia nella nostra vita, essa alimenta soprattutto la virtù della carità. Dall’Eucaristia trovano quindi ispirazione e alimento tutte le svariate forme di bene, con cui noi veniamo in soccorso, in aiuto dei fratelli. Questo lo constatiamo, in maniera evidente e chiara, nella vita di tutti i santi. Quando cerchiamo di scoprire quale fosse l’alimento dello zelo, della donazione, delle tante opere a favore del prossimo, ci accorgiamo che la fonte di tutto è stata l’Eucaristia. La messa, la comunione, l’adorazione sono state ispiratrici dei gesti più straordinari ed eroici di carità. San Vincenzo de Paoli, Cottolengo, san Camillo de Lellis, padre Kolbe... hanno tratto forza e ispirazione, per il dono di se stessi ai fratelli, proprio dall’Eucaristia.

L’esempio più luminoso vicino a noi è quello di madre Teresa di Calcutta. Lei, per la realizzazione della sua vocazione, con chiarezza ed evidenza, aveva sperimentato che senza l’Eucaristia era impossibile passare, con amore e dedizione, le giornate accanto ai sofferenti e ai moribondi. Alla sua morte, risulta che avevano abbracciato il suo ideale di carità circa 4.500 religiose. A loro madre Teresa chiedeva per regola che con un’ora di adorazione eucaristica iniziassero la giornata e con un’altra la concludessero. Può sembrare una prescrizione esagerata, troppo esigente. Ma invece si tratta di impostare il giorno ascoltando, ai piedi del tabernacolo, i suggerimenti che Gesù può dare. Alla conclusione del giorno, magari stanchi e sfiniti, si fa poi il bilancio del lavoro fatto e tutte le persone che sono state incontrate vengono messe ai piedi di Gesù, presente nell’Eucaristia.

In passato si diceva che le anime si salvano con le ginocchia. Significava: con la preghiera, con l’adorazione eucaristica. Questo lo devono sempre ricordare i sacerdoti, i diaconi, i catechisti e tutti gli operatori pastorali. La prima forma di apostolato, che è anche la più efficace, è quella della preghiera. Importante e urgente è l’apostolato della parola e dell’azione, ma che porta più frutto è l’apostolato della preghiera, tante volte impreziosito, da un elemento nascosto, ma assai efficace, che è la sofferenza. Tutto trova sostegno nell’Eucaristia, che fornisce la forza, per essere perseveranti. Gli esempi dei grandi apostoli della carità, che hanno messo in pratica le opere di misericordia, in maniere tanto spesso eroiche, dovrebbero essere sempre tenuti presenti dai buoni cristiani. Se l’Eucaristia è la fonte, ma anche il culmine della vita cristiana e di ogni attività della Chiesa, essa è soprattutto forza ed energia per ogni opera di carità e di misericordia. Parola di Dio, Eucaristia e carità: sono sempre i tre elementi indispensabili, che qualificano la vita del cristiano.

Completiamo queste riflessioni, con un episodio che mons. Antonio Mattiazzo ha raccontato sulla sua esperienza prima di essere vescovo. Era addetto alla Nunziatura pontificia a Parigi, quando papa Giovanni Paolo II fece il suo viaggio apostolico in Francia. Una sera, assai tardi, arrivò dal Vaticano una telefonata urgente per il papa. Mons. Mattiazzo andò a bussare discretamente alla porta della sua stanza. Nessuno rispondeva. Allora andò alla cappella della Nunziatura: non vide nessuno e la luce era spenta. Ma... ecco, con stupore, alzarsi da terra il papa, prostrato in profonda adorazione. È un particolare della vita di Giovanni Paolo II quanto mai edificante. Dopo giornate di grandi incontri, discorsi, applausi, incredibili emozioni, al buio, disteso per terra, davanti all’Eucaristia, completava la sua giornata e faceva un buon rifornimento di grazia per il giorno dopo.

mons. Pietro Brazzale
postulatore emerito per le cause dei santi

Settembre

Intenzione universale del papa

Preghiamo affinché tutti facciamo scelte coraggiose per uno stile di vita sobrio ed ecosostenibile, rallegrandoci per i giovani che vi si impegnano risolutamente.

Intenzione dei vescovi

Perché quanti investono energie nel mondo della scuola, della formazione e dello sport siano mossi da sincere motivazioni a servizio della persona.

Intenzione per il clero

Cuore di Gesù, ristora e delizia l’anima dei tuoi ministri, perché essi siano strumento di Grazia a beneficio di tanti.

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