Giovani padovani "Per mille strade". L'affidamento a sant'Antonio

«Percorreremo insieme gli ultimi 200 metri che separano Prato della Valle dalla Basilica del Santo», annuncia don Mirco Zoccarato, direttore dell’ufficio diocesano di pastorale dei giovani. L’appuntamento è alle 9 del mattino di venerdì 10 agosto. Poi, oltre 500 giovani padovani faranno rotta su Roma.

Giovani padovani "Per mille strade". L'affidamento a sant'Antonio

Nei giorni precedenti avranno conosciuti santi, testimoni ed esempi da seguire. Poi, però, venerdì 10 agosto, prima di far rotta verso Roma, i giovani provenienti dai sette cammini diocesani, raggiunti da altri 300 ragazzi che si uniranno a loro solo in quel momento, faranno visita al Santo per eccellenza della Diocesi di Padova, la cui devozione è diffusa in tutto il mondo.

«Percorreremo insieme gli ultimi 200 metri che separano Prato della Valle dalla Basilica del Santo», annuncia don Mirco Zoccarato, direttore dell’ufficio diocesano di pastorale dei giovani. L’appuntamento è alle 9 del mattino. Alle 9.30, in basilica, un momento di preghiera con il vescovo Claudio e padre Oliviero Svanera: il vescovo benedirà i pellegrini che poi, alle 12, a bordo di dieci pullman, partiranno verso la capitale. «Prima della partenza – spiega don Zoccarato – faremo un gesto concreto di venerazione nei confronti di sant’Antonio, dopo aver camminato tanto ed esserci confrontati con diversi territori della nostra diocesi. Partiamo però tutti insieme, alla volta di Roma, dove il papa ci attende con tutti gli altri giovani italiani».

Il desiderio aumenta: «Ormai manca poco, e c’è voglia di camminare, anche se si fa fatica. C’è voglia di camminare soprattutto interiormente, dentro se stessi, per pensare, riflettere, sperimentare il sacrificio e l’attesa». E allora la scelta di vivere tanti cammini costellati dall’esperienza dei santi non è solo puro devozionismo: «Le figure dei santi, specie quelle che parlano più ai giovani, ci permettono di capire, a partire dalla loro esperienza di fede, come avvicinarsi al Signore e vivere il nostro rapporto con Lui».

Rileggendo esperienze estive “forti” nella propria vita, specie di giovane, ci si può individuare a volte l’inizio, altre volte la conclusione di un percorso. Ma per i giovani di Padova questo pellegrinaggio non è né l’uno né l’altro, quanto un importante punto di congiunzione: «Arriviamo alla fine del nostro Sinodo dei giovani diocesano, mentre a ottobre inizierà il Sinodo dei vescovi sui giovani. Alcuni temi emersi dal confronto dei nostri giovani spingono le nostre comunità a dare una risposta. Noi porteremo questo lavoro a Roma non per mettere la parola fine, ma per condividere le nostre domande con i giovani di tutto il mondo. I nostri giovani ci chiedono di essere accompagnati: hanno bisogno di guide preparate che camminino con loro, che si mettano a fianco passo passo, che facciano fatica insieme a loro senza fare i “maestrini”. Cammineremo anche questa volta con loro, nelle loro ricerche, nel loro silenzio, nella loro fatica». Anche chi starà a casa.

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