I giovani di Dolo in cammino sotto il sole: «Questa è la Chiesa dei miei sogni»

Uno sguardo "live" ai cammini dei giovani padovani alla scoperta di santi locali prima di incontrare a Roma, sabato e domenica, Papa Francesco. L'avventura dei ragazzi di Dolo, iniziata nella comunità monastica “Piccola Famiglia della Risurrezione” di Marango di Caorle: «Mi sono sentita chiamata ad una santità che chiede di far partecipare i poveri alla nostra stessa vita».

I giovani di Dolo in cammino sotto il sole: «Questa è la Chiesa dei miei sogni»

In cammino tra storie di “santità” semplici, fatte di accoglienza e di dono di sé. Quel tipo di santità capace di far dire ai giovani «Questa è la Chiesa dei miei sogni».

A Musile di Piave si registrano 33 gradi. 34 gradi è la temperatura percepita. Oggi 26 ragazzi giovani del vicariato di Dolo stanno percorrendo, sotto il sole, i 39 chilometri che li separano da Marango di Caorle, dalla quale sono partiti questa mattina alle 5, ben prima dell’alba.

È la prima tappa del percorso “Per mille strade, chiamati alla santità – Facciamo alla nostra Chiesa il dono di nuovi santi”, uno dei sette cammini “ufficiali” della Diocesi di Padova in preparazione all’incontro dei giovani italiani con papa Francesco che si terrà a Roma sabato 11 e domenica 12 agosto.

Il percorso, iniziato sabato proprio a Marango nella comunità monastica “Piccola Famiglia della Risurrezione” di don Giorgio Scatto, si concluderà giovedì al Santuario del Noce di Camposampiero alla (ri)scoperta della figura di sant’Antonio di Padova.

«Sta andando molto bene, c’è tanto entusiasmo», ci racconta al telefono don Enrico Garbuio, vicario parrocchiale a Cazzago di Pianiga, «il sole rende molto impegnativi questi chilometri, ma i ragazzi sono aperti anche al cammino più importante, che è quello spirituale. Alcune tappe sono in silenzio, altre con la recita del rosario, altre ancora con momenti di condivisione a coppie».

Sabato e domenica i giovani – tra i quali figurano anche tre ragazzi africani del Mali, del Camerun e della Nigeria, due cristiani e un musulmano – hanno avuto modo di confrontarsi con l’esperienza di Chiesa nella “Piccola Famiglia della Risurrezione”, capace di «spogliarsi della struttura medievale del monachesimo per essere Chiesa accogliente, ospedale da campo come dice papa Francesco». «Sono sette monaci – racconta don Enrico Garbuio – ma con loro ci sono anche alcuni fratelli reduci da dipendenze o da solitudini. È una Chiesa che è insieme ai poveri e non solo per i poveri». Prima del cammino vero e proprio, a Marango, i giovani hanno ascoltato la catechesi di mons. Mario Pasqualotto, vescovo emerito di Manaus, sul significato del cammino.

«Mi sono sentita chiamata ad una santità che chiede di far partecipare i poveri alla nostra stessa vita», racconta Sara Baldan, «ma mi sono sentita chiamata anche a lasciarmi educare e guidare dai poveri. I santi sono coloro che sanno obbedire, che sanno accettare il rischio dell’ascolto profondo della Parola che ti pro-voca. Tutti possiamo essere santi quando accogliamo l’umano nell’essere divino di Cristo. Anche io voglio essere santa, cercando il Signore prima di tutto: il resto viene da sé».

Questa sera, lunedì 6 agosto, i giovani di Dolo a Musile di Piave ascolteranno la testimonianza delle famiglie, nel ricordo della figura della Serva di Dio Chiara Corbella Petrillo. Da Musile di Piave poi faranno rotta a Mogliano Veneto, dove saranno ospiti della Casa religosa Collegio Salesiano “Astori”, alla scoperta della figura di san Giovanni Bosco. Prima di arrivare a Camposampiero e far rotta su Roma, i giovani si fermeranno nella parrocchia di san Leopoldo Mandic a Mirano, per la celebrazione penitenziale nel ricordo del santo confessore cappuccino.

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