Una casa non ha porte. Famiglie e accoglienza

Due incontri dedicati alle famiglie affidatarie o adottive, ma aperti anche alle coppie che desiderano sensibilizzarsi su queste esperienze. L’ufficio diocesano di pastorale della famiglia propone lungo l’anno pastorale due appuntamenti spirituali per valorizzare e promuovere queste esperienze offrendo occasioni di condivisione del vissuto, ascolto della Parola e scambio fraterno. Non un itinerario concatenato ma degli incontri distinti, con un filo conduttore comune, che volta per volta affronta aspetti diversi. Si parte il primo dicembre con "Tu sei prezioso ai miei occhi. Incontro fra famiglie accoglienti" e ci si ritrova poi il 2 febbraio con "Che cosa cercate?". Sede degli incontri è Casa Sant’Andrea a Rubano, dalle 16.30 alle 19 con cena porta e offri.

Una casa non ha porte. Famiglie e accoglienza

La famiglia è luogo di accoglienza per eccellenza: si accoglie il marito e la moglie, si accoglie un figlio che può essere naturale o adottivo o anche in affido.

Si accoglie qualcuno di diverso. Questa ricchezza sabato 1° dicembre viene condivisa in un incontro dal titolo “Tu sei prezioso ai miei occhi. Incontro fra famiglie accoglienti”. «L’Ufficio diocesano di pastorale della famiglia – spiega il direttore, don Silvano Trincanato – desidera valorizzare e promuovere le famiglie che vivono l’esperienza dell’affido e dell’adozione di minori. Ha pensato così di proporre lungo l’anno pastorale alcuni incontri spirituali non solo a chi ha adottato dei bambini o è famiglia affidataria, ma anche alle coppie che desiderano sensibilizzarsi su queste esperienze. Incontri comunque aperti a tutte le famiglie della Diocesi. La proposta si è concretizzata dall’incontro con alcune famiglie adottive che hanno manifestato esplicitamente il desiderio di un itinerario di accompagnamento, consapevoli che la loro esperienza ha bisogno anche di alcuni aiuti particolari per essere vissuta alla luce della fede. Si è così messo mano a un progetto che l’Ufficio diocesano aveva già pensato di attivare».

Gli incontri sono promossi e coordinati da un’apposita equipe formata da tre coppie (Luciano e Patrizia Artusi di Rivale, Sante e Silvia Pagnin di Camin, Tiziano e Manuela Polverino di Padova) e da don Silvano Trincanato e suor Lia Pasquale dell’ufficio diocesano. «La nostra vita – afferma Luciano Artusi – è stata segnata da uno slogan dell’Azione cattolica: una casa non ha porte. Ci sforziamo di essere famiglia che non si chiude in se stessa. Quello che ci mancava come persone di fede era un supporto per far crescere i nostri figli che portano addosso problematiche e fardelli alle volte impegnativi. Nelle famiglie adottive o affidatarie emerge continuamente un vissuto che spesso è legato a un sola parola: abbandono. Sentivamo la necessità di rinnovare la scelta fatta e ritrovare la forza che viene dalla fede. Obiettivo degli incontri è riflettere sulla bellezza del dono ricevuto, sui nostri figli, e sulla scelta di accoglienza che ogni famiglia compie».

Per ora in calendario ci  sono due incontri, per non appesantire l’impegno quotidiano delle famiglie già attive su altri fronti nelle loro parrocchie di appartenenza. Punto di partenza non è il supporto psicologico, già fornito dalle Ulss, quanto sostenere l’impegno delle famiglie affidatarie e adottive offrendo loro occasioni di condivisione del vissuto, ascolto della Parola e scambio fraterno. Non un itinerario concatenato ma degli incontri distinti, con un filo conduttore comune, che volta per volta affronta aspetti diversi, così da permettere anche a quanti partecipano saltuariamente di fare un’esperienza significativa.

«Il vissuto delle famiglie affidatarie e adottive – conclude don Trincanato – viene accompagnato dal confronto con alcuni contenuti tratti dalle scienze umane, ma soprattutto con la Parola di Dio. Abbiamo scelto di organizzare pochi incontri che siano però rilevanti per lo stile, i contenuti e le tempistiche, optando per valorizzare il vissuto e le risorse delle famiglie partecipanti, piuttosto che l’intervento di esperti esterni, anche se intenzione dell’Ufficio è di garantire e promuovere l’interazione e l’eventuale collaborazione con le realtà ecclesiali che promuovono l’affido e l’adozione familiare».

I dettagli

Gli incontri si tengono a Casa Sant’Andrea a Rubano, dalle 16.30 alle 19 con cena porta e offri. Il secondo incontro, “Che cercate?”, è il 2 febbraio. Poi il 5 maggio all’istituto Manfredini di Este il convegno diocesano delle famiglie. Se necessario c'è il servizio di baby sitting. Per partecipare: 049-8771712 oppure ufficiofamiglia@diocesipadova.it

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