Minori, la vicenda di Bibbiano infiamma lo scontro politico. E non solo

Matteo Salvini accusa: “Che schifo una certa sinistra che fa business sugli immigrati e perfino sui bambini”. Il dem Emanuele Fiano risponde: “A me invece fa schifo la destra di Salvini che specula su bambini già purtroppo oggetto di vicende terribili”. Minacce al presidente di Arcigay Bologna

Minori, la vicenda di Bibbiano infiamma lo scontro politico. E non solo

ROMA - "Ci fanno passare per delinquenti. Pazzesco… Ascoltate la testimonianza di questo papà che otto anni fa si è visto strappare sua figlia, senza motivo. Sarò presto a Bibbiano, questi crimini non possono e non devono rimanere impuniti. Che schifo una certa sinistra che fa business sugli immigrati e perfino sui bambini”. Lo ha scritto su facebook Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno, con riferimento diretto ai fatti della Val d’Enza, sui quali sta indagando la magistratura.
La risposta di Fiano. In risposta, sempre su Facebook, Emanuele Fiano, deputato del Pd, ha scritto “A me invece fa schifo la destra di Salvini che specula su bambini già purtroppo oggetto di vicende terribili. La magistratura condanni quanto prima i responsabili, poi se qualcuno ci diffama condannerà anche loro. Se Salvini ha da addossare qualche colpa al Partito Democratico su Bibbiano, lo faccia con più coraggio, direttamente, così ci vediamo in tribunale”.
Polemiche sul Tg2. "Dopo la vergognosa intervista diffamatoria e senza contraddittorio di Uno Mattina al vicepremier Di Maio, il quale ha parlato di Pd come 'partito di Bibbiano', ancora una volta ci troviamo a condannare l'ennesima aggressione ai danni del secondo partito del Paese, questa volta in un servizio andato in onda nell'edizione delle 13 del Tg2". Lo scrive in una nota la vicesegretaria del Pd, Paola De Micheli. che precisa: "In un servizio confezionato ad arte dal Tg2 oggi si e' parlato dell'inchiesta sui minori in corso da parte della Procura di Reggio Emilia, ponendo esclusivamente l'accento sul Pd e sul sindaco di Bibbiano, sospeso dal partito, senza specificare, come ha fatto la Procura, il capo di imputazione relativo a un, assolutamente non centrale, abuso d'ufficio. Siamo in presenza dell'ennesima violazione da parte del servizio pubblico del pluralismo e delle garanzie dell'opposizione e del Pd nei cui confronti è in atto una campagna diffamatoria, sui social e nei media, di cui tutti i protagonisti ne dovranno dare conto in sede penale e civile. Chiediamo nuovamente ai vertici Rai - conclude De Micheli - di intervenire per stabilire le condizioni minime di agibilità politica da parte del partito di opposizione".

Minacciato il presidente di Arcigay Bologna. Nel contempo, il presidente di Arcigay Bologna ha denunciato telefonata di uno squilibrato lo scorso 1 luglio. Branà ha denunciato il fatto alla Polizia e oggi ha reso pubblica la vicenda con un post sul suo profilo Facebook.
La telefonata, il cui autore non è ovviamente qualificato, è durata, scrive Branà, "due minuti esatti, 120 secondi di odio urlato, con la bava alla bocca". Nel suo post, il presidente dell'Arcigay bolognese spiega di aver reso pubblica la cosa solo oggi "perché ció che quella sera mi era sembrato un fatto isolato, al quale non bisognava dare visibilità, oggi - alla luce di quanto è successo negli ultimi 20 giorni - mi pare tutt'altra cosa". Il riferimento è a quella che definisce la "strumentalizzazione della vicenda degli affidi di Bibbiano, le cui indagini hanno prodotto già due clamorose smentite", che secondo Branà "si sta rivelando una strategia precisa, molto simile al terrorismo, che tiene assieme Governo, estrema destra, gruppi pro-vita e stampa becera, e che ha dei precisi obiettivi".
In particolare in Emilia-Romagna, prosegue Branà, l'inchiesta sui presunti affidi illeciti in Val d'Enza "viene usata per colpire la legge contro l'omotransfobia usando ogni mezzo". Alla luce di quanto sta accadendo, il presidente di Arcigay Bologna chiede, nel suo post, se "ci rendiamo conto di quanto è grave quello che sta succedendo? Riusciamo a cogliere il legame stretto tra gli striscioni, le minacce, le dichiarazioni del vicepremier (il riferimento è alle frasi di Luigi Di Maio sulla vicenda di Bibbiano, ndr), le sentinelle in piedi, la campagna mediatica e tutto quello che ancora verrà?".

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Fonte: Redattore sociale