Agricoltura, Donne in campo: oltre 5 mila asili nido a rischio

Quando l'emergenza Coronavirus sarà superata rischiano di non riaprire quelle che le istituzioni classificano come microimprese, tra cui compaiono anche le scuole per l'infanzia. Preoccupata l'associazione al femminile di Cia-Agricoltori italiani

Agricoltura, Donne in campo: oltre 5 mila asili nido a rischio

Tutelare gli asili e le strutture per disabili e anziani. Quando l'emergenza Coronavirus sara' superata rischiano, infatti, di non riaprire quelle che le istituzioni classificano come microimprese, tra cui compaiono anche le scuole per l'infanzia, casa e luogo di crescita dei bambini. A lanciare l'allarme e' Donne in Campo, l'Associazione al femminile di Cia-Agricoltori Italiani, preoccupata per le ripercussioni di tutto cio', sulle donne del settore come sulla quotidianita' di tante mamme che stanno sostenendo carichi di lavoro oltremisura.

Secondo i dati di Donne in Campo-Cia sono 5.500 gli asili nido che, in Italia, accolgono bambini dai 0 ai 3 anni e oltre 7 mila le scuole per l'infanzia private che stanno affrontando, ora, una situazione drammatica perche' inattive e prive, quindi, di quelle rette che ne garantirebbero la sopravvivenza.

"Stiamo parlando di attivita' -spiega la presidente di Donne in Campo-Cia, Pina Terenzi- fino ad ora senza tutele o aiuti, ma di grande valenza per il contributo che apportano alla dimensione sociale delle famiglie e delle donne stesse, la gran parte degli operatori del settore.

"A questo proposito -aggiunge Terenzi- come Giunta nazionale Donne in Campo-Cia, riteniamo, dunque, necessario ricordare, perche' il Governo torni ad investirci, il ruolo svolto dall'agricoltura sociale, per essere quell'insieme di pratiche agricole in grado di generare benefici per le fasce piu' deboli della popolazione e forti di quella distintiva imprenditorialita' al femminile che, negli ultimi dieci anni, ha visto crescere e moltiplicarsi progetti come gli agri-asili, le scuole in fattoria o le residenze per anziani e disabili.

"Non possiamo permetterci -prosegue Terenzi- di vanificare quanto fatto dalle donne per il Welfare di questo Paese e di scaricare su di loro responsabilita' insostenibili, a tal punto da pregiudicare l'ultimo presidio sociale per i piu' deboli, che queste rappresentano.

"Consapevoli dei disagi che stanno affrontando tante famiglie -conclude, infine, la presidente di Donne in Campo-Cia, Pina Terenzi- rinnoviamo al Governo alcune delle richieste di Cia per la "fase 2". Sostenga i genitori fornendo, per esempio, coupon da spendere negli agriturismi, dia incentivi per permettere ai bambini dai 3 ai 14 anni, di partecipare ai centri estivi delle fattorie didattiche".

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Fonte: Redattore sociale (www.redattoresociale.it)