Sant'Egidio. Una bussola per orientarsi nel mondo dell'accoglienza

Una guida in mano ai senza fissa dimora e ai volontari per orientarsi nel mondo dell'accoglienza. Un opuscolo gratuito con oltre 400 indirizzi di luoghi dove mangiare, lavarsi, poter riposare, ma anche cercar lavoro. E per la prima volta mettendo assieme Padova, Venezia e Treviso. Realizzata dalla Comunità di Sant'Egidio, la guida "Dove" è alla terza edizione in Veneto ed è una bussola per orientarsi in un mondo bello e generoso, quello della solidarietà

Sant'Egidio. Una bussola per orientarsi nel mondo dell'accoglienza

La dedica, in apertura di libro, è per Modesta Valentini, una donna senza fissa dimora che morì nel 1983 alla stazione Termini di Roma non soccorsa perché troppo sporca, e a tutte le persone per la strada che hanno perso la vita in questi anni. Come Gigi, un senzatetto padovano di 65 anni che stava per realizzare il sogno di una casa, ma che non ce l’ha fatta, colto da un malore alla fine di gennaio pochi giorni prima di un nuovo inizio.

Togliere vite fragili dalla strada, dar loro un pasto o indicare strutture dove dormire o lavarsi è un tema stringente per l’Italia e per il Veneto, a cui la Comunità di Sant’Egidio dedica ora la terza edizione padovana di Dove mangiare, dormire, lavarsi, un tascabile gratuito di 224 pagine di indirizzi utili ai poveri e ai senza dimora e a chi li aiuta durante tutto l’anno. Sul modello della prima guida di Roma realizzata trent'anni fa, per la prima volta in Veneto sono stati raccolti insieme più di 400 indirizzi e numeri telefonici di Padova, Treviso e Venezia tra mense, centri d’ascolto, uffici dove cercare lavoro e scuole di lingua.  

«La guida è un gesto di attenzione per chi è povero, è una bussola per orientarsi in un mondo bello e generoso, quello della solidarietà – spiega Alessandra Coin, responsabile in Veneto della Comunità di Sant’Egidio – In queste tre città, da anni assieme alle altre associazioni, oltre alla distribuzione della cena, del tè caldo o delle coperte, siamo presenti come presidio di umanità, un aspetto importante perché contrasta l’abbandono a partire dall’esserci».

L’opuscolo, stampato in duemila copie grazie al sostegno di un’iniziativa promossa dalla cooperativa Populus durante l’edizione 2018 di Civitas, è suddiviso in 13 sezioni: le prime cinque contengono riferimenti sui luoghi dov’è possibile mangiare, dormire, lavarsi e vestirsi, curarsi e trovare ascolto e orientamento; le restanti otto rispondono a necessità di orientamento in tema di supporto legale, pensione, ricerca del lavoro, indirizzi utili per gli stranieri e sui mezzi di trasporto.

A Padova, secondo i dati raccolti dalle associazioni, si stima che i senza dimora siano circa 400. Molti di loro rientrano nei circuiti dell’accoglienza, ma diverse decine continuano a dormire all’aperto: «È uno strumento per chi vuole dare un aiuto, un modo per guardare diversamente alla necessità delle nostre città – osserva Mirko Sossai – Durante l’inverno c’è stata una crescita di richieste di posti letto, sono aumentati gli italiani, mi colpisce molto il ritorno del dramma della tossicodipendenza, ma abbiamo iniziato a vedere anche gli effetti del decreto sicurezza: questa è una grande sfida per il futuro, per l’integrazione e il contrasto all’irregolarità».

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