Giugno Antoniano. Sant'Antonio ci insegna la via dell'incontro

Il tema del Giugno Antoniano, giunto quest'anno alla tredicesima edizione, è legato all’incontro con l'altro, prendendo spunto da due fatti storici avvenuti entrambi ben 800 anni fa. Due incontri che cambiarono la storia del francescanesimo, quello tra san Francesco e il capo dei musulmani, il sultano al-Malik al-Kamil e quello fra il monaco agostiniano Fernando e cinque frati che si stavano recando in Marocco, inviati da Francesco d’Assisi.

Giugno Antoniano. Sant'Antonio ci insegna la via dell'incontro

Questi due episodi offrono spunti per parlare dell’incontro con l’altro, visioni diverse del mondo e prospettive culturali altre, anche in una dimensione intraecclesiale. Un tema che è naturalmente molto attuale. Tante le occasioni di riflessione, incontro, approfondimento offerte all'interno del calendario della manifestazione. Tra le novità una cena medievale, e una visita guidata alle cupole della Basilica, oltre ai concerti, incontri, momenti religiosi, mostre ed esposizioni. Ad incarnare il tema anche il concerto evento di chiusura: il 28 giugno sarà Simone Cristicchi con "Abbi cura di me" a chiudere la rassegna.

Un Giugno antoniano dedicato al tema dell’incontro con l’altro. La tredicesima edizione della rassegna prende spunto da due fatti storici avvenuti entrambi 800 anni fa, due incontri che cambiarono la storia del francescanesimo. Il 1219 è un anno decisamente importante per tutta la Chiesa cattolica: in Egitto, nel bel mezzo della quinta crociata, san Francesco, armato solo del suo saio e della sua fede, oltrepassa il campo crociato per incontrare il capo dei musulmani, il sultano al-Malik al-Kamil. Il loro incontro ancora oggi non smette di interrogare credenti e non, e in questo anniversario sta animando dibattiti non solo interreligiosi. L’altro episodio invece cambiò la vita di un giovane sacerdote: in Portogallo il monaco agostiniano Fernando incontra cinque frati che si stanno recando in Marocco, inviati da Francesco d’Assisi. Verranno uccisi e i loro resti saranno portati nella chiesa di Santa Croce a Coimbra, proprio dove si trovava Fernando: è la scintilla della vocazione francescana in sant’Antonio.

Questo dunque è il leit motive del Giugno antoniano. «I due incontri – spiega padre Oliviero Svanera, rettore della Basilica del Santo – hanno entrambi un forte richiamo all’altro, al diverso. San Francesco e il sultano d’Egitto e sant’Antonio e i francescani martiri in Marocco. Questi due episodi offrono spunti per parlare dell’incontro con l’altro, visioni diverse del mondo e prospettive culturali altre, anche in una dimensione intraecclesiale. Un tema che è naturalmente molto attuale viste le difficoltà che abbiamo di accogliere l’altro e vederlo non come un pericolo ma come una risorsa, in un tempo in cui si fa molta fatica a integrare la diversità. Francesco e Antonio ci insegnano a non omologare l’altro al nostro pensiero, a non convincerlo e convertirlo. Antonio, in modo particolare, ci indica la via del dialogo, l’arte della dialettica, la predizione sapiente».

I due episodi di 800 anni fa ritornano vivi e attuali grazie anche alle parole di papa Francesco durante l'incontro dello scorso 4 febbraio ad Abu Dhabi con il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, quando hanno sottoscritto il “Documento sulla fratellanza umana”: «Ci rivolgiamo agli intellettuali, ai filosofi, agli uomini di religione, agli artisti, agli operatori dei media e agli uomini di cultura in ogni parte del mondo affinché riscoprano i valori della pace, della giustizia, del bene, della bellezza, della fratellanza umana e della convivenza comune, per confermare l’importanza di tali valori come àncora di salvezza per tutti e cercare di diffonderli ovunque».

Il diverso, quindi, in un clima di dialogo e conoscenza reciproca, non solo interreligiosa, ma soprattutto interculturale. È su questo piano che si collocano i diversi appuntamenti dedicati al tema all’interno del Giugno antoniano, a partire dalla tavola rotonda “Francesco e il sultano, un dialogo ancora attuale” sul dialogo interreligioso e interculturale di venerdì 7 alle 18 al cinema Porto Astra con padre Fabio Scarsato, direttore editoriale delle Edizioni Messaggero Padova, e Ahmead Abd al Alivy Venanzi della sezione giovani della Coreis, la comunità religiosa islamica italiana. E ancora il 17 giugno nella sala dello Studio teologico al Santo, il dialogo su “Maria, un ponte tra cristianesimo e islam” con il teologo cristiano padre Fabio Ciardi e la teologa musulmana iraniana Sharzad Houshmand. Una kermesse che amplia la festa liturgica di sant’Antonio tenendo assieme la dimensione religiosa e la dimensione civile, coinvolgendo diversi attori istituzionali e realtà associative di Padova e Camposampiero, che hanno lavorato insieme, a sottolineare come la rassegna abbia cercato di aprirsi ancora di più all’incontro con la cittadinanza nel suo insieme.

Un programma ricco che offre concerti, esposizioni, visite guidate, incontri. L’8 giugno alle 20.45 al Santuario dell’Arcella il concerto “Rosso di sera… concerto per sant’Antonio" con il Romabarocca ensemble che eseguirà la prima assoluta della Cantata napoletana per sant’Antonio di Girolamo Rossi. Nelle Salette, nuovo spazio attiguo al Museo antoniano, si può visitare la mostra “Il Santo com’era. Raffigurazioni della Basilica attraverso i secoli” (fino al 6 luglio). Il Teatro Verdi ospiterà il concerto della banda della Polizia di stato (11 giugno). Il chiostro Generale al Santo invece ospita la mostra fotografica “I santi della porta accanto. Giovani testimoni della fede” promossa dal Centro francescani giovani (fino al 23 giugno).

«In questo Giugno Antoniano – conclude il rettore – lo spirito che emerge e vogliamo condividere è lo spirito fraterno con cui Francesco voleva che i frati si accostassero agli altri. Questo è lo spirito delle numerosissime iniziative in programma. Avvicinarsi all’umanità con un approccio di prossimità. Piccoli spunti che danno un segnale di vicinanza e apertura».

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