Test di ingresso e studenti con DSA: esistono delle normative specifiche

Il periodo delle immatricolazioni universitarie si avvicina. Terminata la maturità, dopo un po' di pausa estiva, è tempo di scelte. Cosa prevede la normativa per studenti con DSA, i disturbi specifici dell’apprendimento? Come si comporta l’Università patavina? Quali strumenti compensativi sono previsti durante i test di accesso e poi agli esami durante l’anno accademico?

Test di ingresso e studenti con DSA: esistono delle normative specifiche

É del 9 Febbraio 2017 l'accordo sottoscritto dai Rettori delle università di Bolzano, Padova, Trento, Trieste, Udine, Cà Foscari di Venezia, IUAV di Venezia e Verona per istituire il Coordinamento Università del Triveneto per l’Inclusione (UNI3V), che ha lo scopo di promuovere azioni orientate a rafforzare la cultura dell’inclusione agendo sulle dimensioni personali e contestuali. É una rete di coordinamento per favorire l’inclusione e la piena partecipazione alla vita universitaria degli studenti con disabilità e con disturbi specifici dell’apprendimento

In generale, in tutte gli Atenei, per accedere alle prove di ammissione ai corsi di studio, lo studente deve presentare la diagnosi clinica di DSA rilasciata dalle strutture del Servizio Sanitario Nazionale o dagli enti o professionisti accreditati dalle Regioni e se ottenuta dopo i 18 anni, resta valida per tutto il percorso universitario, se fatta prima della maggiore età, le Linee Guida della CNUDD (Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità), dicono che deve essere aggiornata dopo tre anni.

Quali caratteristiche deve avere la diagnosi? Deve:

  • rispondere ai criteri della Consensus Conference (2011),
  • riportare i codici nosografici e la dicitura esplicita del DSA in oggetto,
  • contenere le informazioni necessarie per comprendere le caratteristiche individuali di ciascuno studente, con l‘indicazione delle rispettive aree di forza e di debolezza. 

È importante che la diagnosi sia il più dettagliata possibile perché se sono esplicitati in modo chiaro gli strumenti compensativi e le misure dispensative è più probabile che le indicazioni dello specialista vengano rispettate. 

Esistono poi delle indicazioni precise in merito ai test di ingresso: le Linee Guida 2011 e le Linee Guida CNUDD prevedono la possibilità di utilizzare strumenti compensativi durante i test di ammissione, diversi rispetto a quelli normalmente concessi durante l’anno accademico. Si può richiedere tempo aggiuntivo (per gli studenti con DSA il 30% in più, per i ragazzi invece certificati ex legge 104/1992 fino ad un massimo del 50%) oppure utilizzare la calcolatrice non scientifica, il video-ingranditore del testo e anche l’affiancamento di un tutor (lettore umano).

Una volta passato il test o comunque quando sarà il momento di seguire le lezioni e sostenere poi gli esami le Linee Guida del 2011, al punto 6.7 “Gli Atenei” e le linee guida CNUDD del 2014, specificano le misure dispensative e compensative, le modalità di valutazione e di verifica a tutto ciò che concerne il percorso universitario.

Prima di approcciarsi al mondo accademico però è fondamentale informarsi sul Servizio per la Disabilità e i DSA presente nell’Ateneo e fissare un colloquio.

Per info più dettagliate, supporto, aiuto, si può contattar la Sezione AID più vicina o il servizio di Help-Line Nazionale (helpline@aiditalia.org). A questo link https://www.unipd.it/inclusione/referenti-servizi-inclusione invece Referenti e servizi per l’inclusione e la disabilità dell’Università di Padova

 (Alcune informazioni sono tratte da https://www.aiditalia.org/it/ )

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