Dio è più grande del nostro peccato, il suo amore è un oceano

Il Papa ha concluso il ciclo di catechesi sulla misericordia  nell'Antico Testamento offrendo ai circa 30 mila fedeli presenti in piazza San Pietro una meditazione sul Salmo 51, il "Miserere". "Dio è più grande del nostro peccato", ha ripetuto per tre volte insieme alla folla. Dio "non nasconde il peccato, ma lo distrugge e lo cancella dalla radice, non come fanno in tintoria". "Tutti siamo peccatori": la "dignità" del perdono di Dio è "quella di alzarci".

Dio è più grande del nostro peccato, il suo amore è un oceano
“Dio è più grande del nostro peccato”. 

Durante l’udienza di oggi, l’ultima dedicata alla misericordia nella prospettiva biblica, il Papa parlando a braccio ha invitato per ben tre volte i circa 30mila fedeli presenti – tra cui quasi 4mila ragazzi provenienti dalle diocesi di Milano e di Cremona per la loro “professione di fede”  – a ripetere insieme con lui questa frase. Al centro della catechesi, il Salmo 51, attribuito al re Davide, capace di confessare un peccato anche quando “è brutto”, quando si tratta di adulterio e di assassinio, come nel suo caso.

Confessare anche “un peccato brutto”. 

Il “Miserere è “una preghiera penitenziale in cui la richiesta di perdono è preceduta dalla confessione della colpa e in cui l’orante, lasciandosi purificare dall’amore del Signore, diventa una nuova creatura, capace di obbedienza, di fermezza di spirito, e di lode sincera”. Il consiglio del Papa è di fare come il re Davide, che non ha avuto paura di confessare “un peccato brutto”: “e non era un peccato da poco, una piccola bugia, quello che aveva fatto: aveva fatto un adulterio e un assassinio”, ha commentato  parlando a braccio. 

“Il re Davide, chiamato da Dio a pascere il popolo e a guidarlo sui cammini dell’obbedienza alla legge divina, tradisce la propria missione e, dopo aver commesso adulterio con Betsabea, ne fa uccidere il marito”, ha ricordato Francesco: “Un brutto peccato!”, ha esclamato fuori testo subito dopo, ma Davide riconosce la propria colpa, la confessa e così si riconcilia con Dio. “E qui Davide è stato umile, è stato grande!”, il commento del Papa. “Chi prega con questo Salmo – ha proseguito – è invitato ad avere gli stessi sentimenti di pentimento e di fiducia in Dio che ha avuto Davide quando si è ravveduto e, pur essendo re, si è umiliato senza avere timore di confessare la colpa e mostrare la propria miseria al Signore, convinto però della certezza della sua misericordia”. Nella preghiera di Davide, in sintesi, c’è “il vero bisogno dell’uomo”:

È il perdono l'unica cosa di cui abbiamo bisogno 

“L’unica cosa di cui abbiamo davvero bisogno nella nostra vita è quella di essere perdonati”, ha assicurato il Papa: “Dio è più grande del nostro peccato. E il suo amore è un oceano in cui possiamo immergerci senza paura di essere sopraffatti”.

“Perdonare per Dio significa darci la certezza che lui non ci abbandona mai. Qualunque cosa possiamo rimproverarci, lui è ancora e sempre più grande di tutto, perché Dio è più grande del nostro peccato. Dio non nasconde il peccato, ma lo distrugge e lo cancella”, ha spiegato Francesco.  Non “come fanno in tintoria, quando portiamo un abito e cancellano la macchia”, ma “dalla radice, tutto”.

“Noi, peccatori perdonati, che abbiamo accolto la grazia divina, possiamo persino insegnare agli altri a non peccare più”. Nella parte finale della catechesi, il Papa si è soffermato sulla “dignità” conferita dal perdono di Dio e sulle conseguenze che essa ha nella nostra vita e in quella degli altri. “Ma padre, io sono debole e io cado, cado, cado…”, ha proseguito a braccio Francesco immedesimandosi nella condizione del penitente: “Ma se cadi, alzati”, la risposta.

Facciamo come i bambini 

“Quando un bambino cade, cosa fa?”, ha chiesto il Papa ai fedeli ancora fuori testo: “Solleva la mano alla mamma,  al papà perché lo faccia alzare”. “Facciamo lo stesso”, l’invito del Papa: “Se tu cadi per debolezza nel peccato, alza la tua mano: il Signore la prende e ti aiuterà ad alzarti. Questa è la dignità del perdono di Dio! La dignità che ci dà il perdono di Dio è quella di alzarci, perché lui ha creato l’uomo e la donna perché stiano in piedi”. 

“Il perdono di Dio è ciò di cui tutti abbiamo bisogno, ed è il segno più grande della sua misericordia”, ha detto Francesco sulla scorta del Salmo 51: “Un dono che ogni peccatore perdonato è chiamato a condividere con ogni fratello e sorella che incontra. Tutti coloro che il Signore ci ha posto accanto, i familiari, gli amici, i colleghi, i parrocchiani… tutti sono, come noi, bisognosi della misericordia di Dio”. “E’ bello essere perdonato, ma se tu vuoi essere perdonato perdona tu anche, perdona!”, ha concluso Francesco, salutato da un applauso.

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Fonte: Sir