Giovani, per quale amore vivete? Si preannuncia un'estate di cammini

L'estate 2019 per i giovani della Diocesi sarà alla ricerca di un’esperienza che mostri il volto di una Chiesa che risponde “Eccomi” alla chiamata del Signore, come ha fatto Maria. Un campo di servizio, un pellegrinaggio, un cammino sulle orme di un Santo, un viaggio di gruppo: ogni proposta va bene purché incontri un “pezzetto” di Chiesa. Un' idea semplice, personalizzabile, adattabile alle esigenze e caratteristiche dei tanti gruppi giovani. A conclusione dell’estate, il 15 settembre, i vari gruppi si ritroveranno per un momento di festa, di confronto e preghiera insieme al Vescovo Claudio, in Basilica di Santa Giustina. 

Giovani, per quale amore vivete? Si preannuncia un'estate di cammini

Eccomi, risponde Maria alla chiamata del Signore, dopo aver ricevuto l’annuncio dall’Arcangelo Gabriele. E subito dopo si mette in cammino. Proprio quell’Eccomi segnerà le esperienze estive dei giovani della nostra Diocesi. «L’anno scorso – chiarisce subito Giorgio Pusceddu dell’Ufficio diocesano per la Pastorale giovanile – i giovani hanno vissuto una bellissima esperienza a Roma. Ogni parrocchia, vicariato, gruppo ha messo in piedi, in autonomia, una propria proposta, un pellegrinaggio inventato o riscoperto, un cammino. È emersa una tale ricchezza e creatività dai diversi territori, un movimento bello, vario e vivo che ci ha lasciato il desiderio di ripetere l’esperienza. La proposta quindi che lanciamo ricalca un po’ quella dell’anno scorso, anche se manca il momento forte ed emozionante dell’incontro con Papa Francesco. Una scia comune, data dallo slogan “L’Eccomi della Chiesa” e poi libera creatività nell’organizzarsi in gruppo per vivere un’esperienza che mostri il volto di una Chiesa che risponde “Eccomi”, come Maria». 

I giovani dai 18 anni in su quindi sono invitati a guardarsi attorno e trovare un cammino sulle orme di un Santo, un pellegrinaggio, un luogo dove fare servizio, una realtà da conoscere che possa rispondere alla domanda “che pezzettino di Chiesa incontro?”. Una proposta semplice, personalizzabile, adattabile alle esigenze e caratteristiche dei tanti gruppi giovani. Diverse esperienze che possano rappresentare un pezzettino di Chiesa e che ci sia anche un’eco nella vita dei ragazzi stessi. A conclusione dell’estate, il 15 settembre, i vari gruppi si ritroveranno per un momento di festa, insieme al Vescovo Claudio, in Basilica di Santa Giustina, per confrontarsi, raccontarsi, testimoniare il pezzetto di Chiesa che hanno incontrato, ma anche per dirsi che cosa hanno scoperto della propria vita. 

«L’estate – continua Giorgio Pusceddu – è un tempo molto vivo, di sicuro molti giovani si metteranno in moto. L’idea di questa proposta è, sì di incontrare in modo diverso un pezzetto di Chiesa, chiedendosi “Per chi è questa porzione di Chiesa che sto conoscendo, incontrando, aiutando”, ma c’è anche un risvolto personale. Il passo in più che vorremmo proporre ai ragazzi è molto provocatorio e individuale. Siamo abituati a chiederci “chi sono io”, facciamo uno sforzo in più e chiediamoci “Cosa dice questa esperienza, questa realtà, questo pezzetto di Chiesa alla mia vita? Per chi sono io?”. Una provocazione tutt’altro che banale, ma nei giovani c’è una fortissima ricerca di senso. Una volta che hanno imboccato la strada giusta, che hanno capito il loro percorso, hanno voglia di approfondire, di conoscere. Per chi sono io, offre un particolare punto di vista da cui guardare la propria vita. Quello della dimensione dell’altro. Ci si sofferma sul fatto che non siamo soli, ma siamo in relazione con altre persone. Nei ragazzi si percepisce il desiderio di fare qualcosa e quando ne trovano il senso, l’utilità, hanno voglia di scavare, si buttano a capo fitto. Ma la domanda va posta con attenzione, perché può essere una novità destabilizzante». 

Ecco dunque che la proposta estiva va pensata, organizzata e studiata perché sia fruttuosa: c’è un prima, un durante e un dopo che richiedono una preparazione. Nel prima gli animatori sono chiamati a far emergere aspettative, idee, timori, dei ragazzi: l’esperienza è nuova, perché la Diocesi fa questa proposta? Durante, invece, i ragazzi dovrebbero vivere l’esperienza entrando a contatto con mente, cuore e mani: cosa pensano, cosa provano, cosa fanno concretamente. Parlare con chi incontrano, con i referenti delle realtà dove prestano servizio o le persone che conoscono lungo i pellegrinaggi. Parlare, sentire, fare. E dopo, tornati a casa, provare a rileggere quanto vissuto alla luce delle aspettative iniziali e di quanto si è raccolto durante, e rispondere alle diverse domande, dal per chi è questa porzione di Chiesa e cosa dice questo alla mia vita al per chi sono io. 

Il primo passo da fare lo aveva già suggerito papa Francesco all’apertura della Giornata Mondiale della Gioventù a Panama quando aveva esortato i giovani a «non aver paura di ricevere la vita come viene, non avere paura di abbracciare la vita così com’è» e poi aveva aggiunto che «sognare il futuro significa imparare a rispondere non solo perché vivo, ma per chi vivo, per chi vale la pena di spendere la mia vita». «Maria – conclude Giorgio Pusceddu –  presenza importante a Panama, è il punto di partenza. Maria è stata capace di domandarsi “Per chi, per quale persona sono io, in questo momento? Per la mia cugina”, ed è andata. Ha detto sì, convinta, decisa, una accettazione non passiva, ma attiva. Maria, giovane e determinata, è esempio per i ragazzi. E così anche i giovani non dovranno essere passivi davanti alla proposta che vivranno in estate, ma dovranno chiedersi che risonanza avrà questa esperienza nella loro vita. C’è uno sguardo di vocazione per l’altro che durante l’esperienza va nutrito attraverso l’ascolto di testimonianze, gli incontri con le persone».

Iscrizioni via mail

Per aderire alla proposta il gruppo che partecipa può mandare una mail a info@giovanipadova.it entro il 31 agosto indicando la tipologia del gruppo e una descrizione della proposta.

L’appuntamento da segnare in agenda è il ritrovo comune a fine estate con il vescovo Claudio: domenica 15 settembre, dalle 16 alle 18.30, nella basilica di Santa Giustina, per raccontare l’esperienza e vivere un momento di preghiera insieme.

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