La ministra Dadone detta le linee programmatiche: “Approccio organico per le politiche giovanili”

Audizione in Commissione Affari sociali della Camera della ministra per le Politiche giovanili. Banca dati delle esperienze e delle competenze dei giovani, case digitali, sviluppo di una rete di centri di ascolto e orientamento. Ampia la pagina del servizio civile: “La leva sociale, economica e culturale di tale servizio è evidente. Agganciare chi abbandona il percorso scolastico”

La ministra Dadone detta le linee programmatiche: “Approccio organico per le politiche giovanili”

Si è svolta nel pomeriggio del 16 marzo l’audizione in Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati della Ministra per le politiche giovanili, Fabiana Dadone, sulle linee programmatiche delle sue deleghe anche in relazione ai contenuti della Proposta di Piano Nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Dadone ha subito sottolineato come per la prima volta “lo sguardo sui giovani viene posto non su di loro come problema, ma sui problemi dei giovani”, ricordando poi i dati relativi alle principali problematiche che riguardano il mondo giovanile: lavoro, formazione e fiducia, in riferimento soprattutto ai Neet (Not Engaged in Education, Employment or Training), la cui quota di giovani in Italia è la più alta in Europa.

Rispetto alla linee di intervento della sua azione politica, la Ministra ha ricordato innanzitutto il Servizio Civile Universale, definito come “un istituto solido e di ampia diffusione sui territori e tra i giovani: una realtà irrinunciabile per il Paese” e del quale ha evidenziato gli “oltre 523 mila giovani che lo hanno svolto, di cui circa 8 mila all’estero”.
“La leva sociale, economica e culturale di tale servizio è evidente”, ha ribadito l’on. Dadone. E rispetto ai traguardi da raggiungere ha indicato quelli di garantire la partecipazione di tutti i giovani che intendono fare questa esperienza, agevolare la partecipazione di quelli con minori opportunità, agganciare chi abbandona il percorso scolastico, aprirlo a nuovi settori di intervento e nuovi ambiti dei progetti offerti “quali quelli della transizione ecologia e digitale, anche attraverso il rafforzamento del Servizio civile digitale”, rendere più stretta la collaborazione con le regioni, e allo stesso tempo, “assumere a sistema le best practice territoriali”.
Tra le varie proposte avanzate quella di “una banca dati delle esperienze e delle competenze dei giovani, con una partecipazione volontaria ovviamente, che possa consentire di avere accesso alla certificazione aggiornata delle proprie attività svolte, che possa essere utilizzata a titolo curriculare e apprezzata e valorizzata dai datori di lavoro. Questa banca dati potrebbe essere collegata a analoghe banche dati di altri Paesi, in particolare europei, e contribuire ad un riconoscimento effettivo delle attività svolte”.
“È inoltre strategico – ha ribadito l’on. Dadone - proseguire l’azione volta a stabilizzare le risorse sul Fondo nazionale, provvedendo da subito ad individuare nuove risorse per il 2023, per cui sono previsti appena 100 milioni di euro, e per gli anni a venire. Guardo infine con grande attenzione alla possibile connessione del nostro Servizio civile universale con programmi europei dedicati allo stesso target giovanile e incentrati sui temi della solidarietà e della cittadinanza attiva, così come all’idea che circola in altri Paesi di sviluppare una sorta di Servizio civile europeo per il quale con le sue buone pratiche l’esperienza italiana potrebbe rappresentare un utile strumento”. La Ministra ha successivamente ricordato gli stanziamenti previsti Fondo per le politiche giovanili, la Carta Giovani Nazionale, la Piattaforma GIOVANI2030 e il Fondo per il credito ai giovani – Fondo per lo studio.

Rispetto alle proposte per il PNRR, l’on. Dadone ribadisce la previsione di “un incremento del numero di giovani partecipanti – fino a 80 mila volontari che possono accedere a tale opportunità, con una stabilizzazione dei posti annui – e un innalzamento del livello di qualità dei programmi e progetti in cui i giovani vengono impegnati, anche sulla base di quanto ho prima illustrato rispetto a nuove iniziative e prospettive del SCU”. E “centrale è la leva occupazionale rappresentata dal Servizio civile che, proprio attraverso la definizione degli strumenti di certificazione e riconoscibilità delle competenze e delle esperienze maturate, permetterà ai giovani di capitalizzare il servizio svolto ai fini lavorativi”.
La Ministra con delega è poi tornata sulla proposta del “servizio civile digitale, elaborato in collaborazione con il Ministero per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, che risponde all’obiettivo di sostenere la transizione digitale ed è funzionale a incentivare la creazione di posti di lavoro nel periodo successivo alla crisi da Covid-19. Ciò attraverso l'attivazione nel prossimo triennio di circa 5-6 mila volontari e almeno 100 enti per servizi di facilitazione digitale di cui usufruiranno circa 1 milione di cittadini”, con un investimento ipotizzato di circa 35 milioni di euro.

Un altro progetto ricordato è quello relativo alle case digitali, “ finalizzato alla creazione su tutto il territorio nazionale di circa 70 luoghi per l’innovazione, la cultura digitale e per rafforzare le competenze digitali per i cittadini, con utilità specifiche destinate e dedicate ai giovani. L’idea è quella di recuperare e riqualificare immobili dismessi o messi a disposizione dall’Agenzia del Demanio oppure dall’Agenzia per i beni confiscati così da valorizzare l’esistente anche in una ottica più ampia di sostenibilità ambientale e sociale”.

Infine un auspicio da parte della Ministra Dadone: “Un approccio olistico, complessivo e organico per le politiche giovanili e credo che questo sia il Governo che permetterà la realizzazione di un piano così ambizioso”. Dopo la pandemia peraltro “diventa centrale sviluppare una rete di centri di ascolto e orientamento. L’ascolto e la rilevazione delle esigenze dei giovani, in base alle fasce d’età e in una ottica di parità di genere e di equità nelle opportunità, rappresentano le levi fondamentali di questo mandato”. Obiettivi da raggiungere con “un tavolo permanente di confronto che raccolga non solo la Consulta nazionale dei giovani, l’Agenzia nazionale dei giovani e i rappresentanti dei territori ma anche i rappresentanti del mondo economico, produttivo, scolastico, universitario e associativo”, con “un coordinamento permanente e trasversale in materia di politiche giovanili” e promuovendo “lo sviluppo di una formazione specialistica e professionale tecnica per permettere ai giovani di entrare velocemente nel mondo del lavoro”. (FSp)

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Fonte: Redattore sociale (www.redattoresociale.it)