Pandemia, aumentano i fumatori: oltre un milione in più

“Ruolo chiave” dei nuovi prodotti del tabacco e e-cig. Il 4,7% di chi non ha mai fumato sigarette tradizionali è diventato fumatore durante il lookdown del 2020. Fumano circa 11,3 milioni di persone, (5,8 milioni donne). Non diminuiscono i giovani consumatori. Oggi la Giornata senza tabacco

Pandemia, aumentano i fumatori: oltre un milione in più

Dopo una riduzione ad aprile 2020 rispetto a gennaio 2020 (pre lockdown) aumentano i fumatori che a maggio 2021 sono circa 11,3 milioni (5,8 milioni sono donne) rispetto anche a novembre 2020 (24%), oltre un milione di fumatori in più. Non diminuisce inoltre il numero di giovani consumatori: 1 su tre tra i 14 e i 17 anni ha già avuto un contatto con il fumo di tabacco e quasi il 42% con la sigaretta elettronica. E’ quanto emerge da uno studio longitudinale dell’Iss svolto in collaborazione con l’Istituto Farmacologico Mario Negri e presentato oggi 31 maggio, in occasione della Giornata mondiale senza tabacco. Sono state realizzate 3 survey su un campione (3.000) di 18-74 anni rappresentativo della popolazione italiana secondo le principali variabili socio demografiche nei seguenti tempi: gennaio 2020 (pre lockdown), aprile 2020 (pieno lockdown), novembre 2020 (parziale lockdown), maggio 2021 (parziali riaperture).

Un ruolo chiave nell’aumento dei fumatori – dice Roberta Pacifici, direttore Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell'Iss - lo hanno avuto i nuovi prodotti del tabacco (sigarette a tabacco riscaldato, HTP) e le e-cig. Infatti il loro uso in Italia contribuisce alla iniziazione e alla ricaduta del consumo di sigarette tradizionali e ne ostacola la cessazione, alimentando l’epidemia tabagica”. 

Inoltre a novembre 2020 il 4,7% dei mai fumatori di sigarette tradizionali, ad aprile (durante il lockdown duro) è diventato fumatore.  Infatti, mentre il 2,1% di chi non ha mai usato le e-cig è diventato fumatore di sigarette tradizionali, ben dieci volte di più il 19,6% di chi è un utilizzatore di e-cig è diventato anche fumatore. Similmente, mentre il 3,2% di chi non ha mai usato HTP è diventato fumatore, il 19,3% di chi è utilizzatore di HTP è diventato anche fumatore di sigarette tradizionali. 

Silvio Garattini presidente onorario del Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, sottolinea il peso delle "condizioni di restrizioni delle libertà e di stress conseguenti alla pandemia" nell'aumento dei fumatori. Secondo lo studio il numero di sigarette fumate al giorno nella rilevazione di maggio 2021 è tornato ad essere come in situazione di pre lockdown, e mediamente di 10,8 sigarette al giorno (11,4 maschi, 10,1 femmine). A maggio 2021 usa regolarmente + occasionalmente la sigaretta elettronica (e-cig) il 9,0 % della popolazione, con un numero medio di svapate al giorno di 30. Il 65% usa più frequentemente la tipologia ricaricabile, il 22% con serbatoio grande e il 13% usa e getta. Il 67% la usa con liquidi contenenti nicotina. La percentuale di utilizzatori di e-cig pre lockdown era dell’8,1%, è salita al 9,1% ad aprile 2020 ed è rimasta tale sia novembre 2020 che a maggio 2021.   
A maggio 2021 il 7% della popolazione usa regolarmente o occasionalmente la sigaretta a tabacco riscaldato (HTP).  La percentuale di utilizzatori di HTP è significativamente aumentata durante la pandemia, infatti il consumo è passato dal 4,1 % di gennaio 2020, a 4,4 % di aprile 2020 sino al 7% di novembre 2020 per rimanere stabile al 7% a maggio 2021.

Rispetto alle ricadute, si evidenzia che Il 17,2% di chi era un ex fumatore di sigarette tradizionali ad aprile durante il lockdown duro, a novembre è tornato a consumare sigarette tradizionali. Anche in questo caso hanno giocato un ruolo importante come fattore di rischio il consumo di HTP e di e-cig.
Infatti, mentre il 7,7% di chi non ha mai usato e-cig è tornato a fumare ben il 39,1% di chi è un consumatore di e-cig è ricaduto nel consumo di sigarette tradizionali. Similmente, mentre l’11,2% di chi non ha mai usato HTP è tornato a fumare, il 58,3% di chi usa HTP è tornato anche a consumare sigarette tradizionali. A novembre il 14,6% degli individui che erano fumatori di sigarette tradizionali ad aprile durante il lockdown duro, sono riusciti a smettere. Anche in questo caso l’uso dei prodotti di nuova generazione come HTP e e-cig hanno giocato un ruolo negativo sulla cessazione. Infatti, il 15,4% di chi non ha mai usato e-cig è riuscito a smettere di fumare, mentre soltanto il 6,7% di chi è utilizzatore di e-cig è riuscito in questo intento. Similmente il 15,5% di chi non ha mai usato HTP è riuscito a diventare ex fumatore, mentre nessuno di chi usa HTP è riuscito a diventare ex fumatore.

Telefono verde, 8000 chiamate nell'ultimo anno

Dall’inizio della sua attività (2000) il Telefono Verde contro il Fumo 800554088 dell’Istituto Superiore di Sanità, servizio nazionale, anonimo e gratuito, che sostiene i fumatori nel percorso di cessazione ha gestito circa 89.300 telefonate di cui 8.000 nell’ultimo anno di attività. I fumatori sono i principali fruitori del servizio (94%), il pacchetto di sigarette continua ad essere la principale fonte di conoscenza del numero verde, e proprio grazie alla disponibilità immediata del numero aumentano i giovani che contattano il servizio. La principale motivazione che spinge i fumatori a telefonare è il desiderio di smettere di fumare (96%) e per questo il servizio offre soluzioni che rispondono alle diverse necessità o bisogni dell’utenza come invio presso i Centri Antifumo (71%), materiali di self-help per smettere in autonomia (28%), percorso telefonico di cessazione (6%) 

Centri antifumo, 268 attivi in Italia

"La pandemia da Covid-19 ha inciso sull’operatività di molti Centri Antifumo che, talvolta, hanno dovuto impiegare gli pneumologi a servizio dei reparti Covid-19 o riconvertire gli ambienti in Covid Center", sottolineano gli osservatori. Tuttavia, grazie alla disponibilità degli operatori dei servizi, il censimento avviato nel 2021 è stato comunque realizzato e conta 268 Centri Antifumo attivi sul territorio.  L’aggiornamento confluisce, come per gli anni passati, nella “Guida ai servizi territoriali per la cessazione dal fumo di tabacco”.

Le vendite di sigarette e prodotti di nuova generazione

La vendita di sigarette nel 2020 rispetto all’anno precedente è diminuita di 4,5 punti percentuali. Diversamente seguitano ad aumentare le vendite dei trinciati (più 6,8%). In forte crescita le vendite delle sigarette a tabacco riscaldato con un incremento del 1089% dal 2017 quando compaiono sul mercato. Aumentano anche le vendite di e-cig del 616% dal 2017.

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Fonte: Redattore sociale (www.redattoresociale.it)