Regolarizzazione: fiorisce il mercato dei contratti falsi

A Milano dai 6 mila euro in su per il pacchetto completo “inoltro della domanda + contratto di lavoro”. Una truffa: “Ma poi il datore di lavoro fasullo scompare quando si tratta di firmare in Questura”, avverte Maurizio Bove, presidente di Anolf Milano. Per arginare gli speculatori è nata la Rete degli sportelli immigrazione, al quale aderiscono 15 associazioni della città

Regolarizzazione: fiorisce il mercato dei contratti falsi

Immancabile con ogni regolarizzazione di immigrati, fiorisce il mercato dei contratti di lavoro falsi. Tanto che ci sono pseudo agenzie di pratiche o associazioni che offrono il pacchetto completo: inoltro telematico della domanda e contratto di lavoro. Dai 6 mila euro in su. “Ci sono migranti che ci chiamano e non sapendo bene chi siamo ci chiedono se procuriamo anche il contratto di lavoro”, racconta Edda Pando, presidente dell'associazione Todo Cambia, che insieme ad altri 15 enti ha creato la Rete Sportelli Immigrazione Milano proprio con l'obiettivo di arginare truffe e speculatori e “monitorare lo svolgimento della cosiddetta sanatoria che creerà gravi disparità di trattamento e lascerà migliaia di persone migranti senza un permesso di soggiorno e quindi senza diritti”.

La regolarizzazione dei migranti è prevista dall'articolo 103 “Emersione di rapporti di lavoro” del decreto legge 19 maggio 2020 n. 34. E riguarda coloro che sono impiegati (in nero ovviamente) nei settori agricoltura, allevamento, zootecnia, pesca, acquacoltura, assistenza alla persona e lavoro domestico, presenti in Italia prima dell'8 marzo 2020. Ed è per questo che chi lavora in altri settori, oppure è senza lavoro, sta cercando di comprare la disponibilità di un falso datore di lavoro che finga quindi di volere assumerlo tramite appunto la regolarizzazione. “L'aspetto drammatico è che si presentano al nostro sportello migranti che lavorano come cuochi, baristi, fattorini con veri datori di lavoro che vorrebbero assumerli ma che non possono perché non sono settori contemplati dalla sanatoria”, spiega Edda Pando. “Come è già successo in altre sanatorie - aggiunge Maurizio Bove, responsabile del Dipartimento immigrazione Cisl e presidente Anolf Milano - questi falsi datori di lavoro poi non si presentano in Questura per la firma del contratto. Il migrante quindi paga ora migliaia di euro, ma dopo che è stata accettata la domanda e arriva la convocazione da parte della Questura rimangono senza niente”.

L'inoltro delle domande è iniziato il primo di giugno e c'è tempo fino al 15 agosto. La Lombardia è la regione da cui ne sono state presentate di più: 8.027 su un totale di 23.950 (dato aggiornato al 15 giugno). Per rendere l'idea: la Campania, seconda regione nella classifica, le domande sono state 2.730. E Milano è la prima provincia italiana per richieste di regolarizzazione: 4.199. Segue Roma con 2.100. Dati che fanno immaginare quale business si stia creando su Milano e la Lombardia con la vendita dell'illusione di potersi regolarizzare anche se non si è un domestico o un badante.

Le associazioni ed enti della Rete Sportelli Immigrazione chiedono solo il pagamento della tessera associativa (di solito meno di 50 euro), che vale un anno e offre anche altri servizi. “Ci sono agenzie che solo per l'inserimento della domanda chiedono come minimo 150 euro -sottolinea Edda Pando-. Sono cifre assurde”. Alla Rete degli Sportelli Immigrazione di Milano aderiscono queste realtà: Acli, Anolf Cisl Milano, Arci Todo Cambia, Asociacion AmmiC, Asociación de Salvadoreños en Lombardia, Associazione AccoglierSi, Associazione Abareka, Associazione Dimensioni diverse, Cambio Passo, Camera del Lavoro, Comunità Nuova, Cub, Naga, Progetto IO-ArciGay Milano, Soleterre Onlus. (dp)

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Fonte: Redattore sociale (www.redattoresociale.it)