A Gallio l’avvento ha i ragazzi come protagonisti

Nell’unità pastorale di Gallio (che comprende anche Foza, Sasso e Stoccareddo) l’avvento 2015 ha il sapore del dialogo tra piccoli e grandi. Dove i piccoli sono i ragazzi che stanno compiendo il percorso della catechesi. E i grandi sono anche loro ragazzi, ma di prima superiore. 

A Gallio l’avvento ha i ragazzi come protagonisti

Di “particolare” c’è che, nella scorsa quaresima, hanno ricevuto il sacramento della confermazione, che dopo questa tappa sono entrati a far parte del gruppo issimi e ora, a loro misura, si mettono a servizio della comunità.
«Nei sabati sera di avvento – spiega don Federico Zago, parroco moderatore dell’up – sono stati invitati a messa i ragazzi della catechesi con i loro genitori. Per coinvolgerli maggiormente, con le catechiste abbiamo individuato una parola chiave per domenica e, con una semplice attività che chiama in causa i ragazzi di prima superiore, li aiutiamo a comprenderla e a viverla poi nella quotidianità».

E così, ai piccoli e ai loro genitori vengono consegnate quattro parole: vegliare, preparare la strada, accogliere ed essere concordi.
«Lo spunto per questa attività – continua don Zago – è un percorso proposto dal Centro pastorale ragazzi della diocesi di Verona, “Statuine in fuga”, ma anche il nostro desiderio di far capire ai piccoli, ma non solo, che nell’eucaristia c’è un vangelo da portare a casa. C’è da capire perché la chiesa ci propone proprio quel vangelo, e c’è la possibilità di viverlo in famiglia. Le parole che accompagnano il nostro avvento sono un punto di partenza proprio per vivere il vangelo. Questo percorso vale per me, prete, per le catechiste, per i ragazzi di prima superiore, per i più piccoli con i loro genitori».

Il coinvolgimento dei ragazzi di prima superiore dell’up nasce anche da una loro domanda.
«Durante la preparazione alla cresima più volte mi sono sentito chiedere: don, cosa facciamo dopo? Avevamo bisogno di sapere come sarebbe continuato il loro cammino in parrocchia. Ora stanno frequentando il gruppo giovanissimi – sono una trentina – ma ci è sembrato importante coinvolgerli anche su altri fronti. Forti anche della convinzione, come mi ha sempre “insegnato” don Roberto Tura, originario proprio di Gallio, che la cresima è il sacramento dell’amicizia e della missione. Nel senso che i doni dello Spirito santo sono per la relazione e per metterli a disposizione. Stiamo lavorando proprio per questo».

Sullo sfondo di questa iniziativa, che coinvolge piccoli e grandi, c’è il cammino che tutta l’unità pastorale sta compiendo.
«Ora c’è un unico consiglio pastorale – conclude don Federico – e anche un solo consiglio per la gestione economica. Le quattro parrocchie si stanno muovendo insieme».

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