Il presepe di Segusino. Inno alla vita e alla natura ispirato al Cantico delle creature di san Francesco

Apre la notte di Natale il famoso presepe artistico di Segusino. Filo conduttore di quest'anno è il Cantico dei Cantici di San Francesco. Negli anni passati l'attenzione dell'Associazione parrocchiale Amici del Presepio di Segusino si è concentrata sulla storia centenaria dei luoghi della pedemontana, quest'anno invece ci si immerge quest'anno in un tema a carattere religioso che celebra la terra, il creato. Ogni elemento citato nel cantico di San Francesco trova posto nella rappresentazione del presepio e un ricordo particolare è dedicato anche a don Francesco Maragno, parroco dei paesi di Segusino, Vas e Caorera, mancato nel dicembre dell'anno scorso.

Il presepe di Segusino. Inno alla vita e alla natura ispirato al Cantico delle creature di san Francesco

Il famoso presepe artistico di Segusino, allestito nella ex casa del cappellano, quest’anno celebra la lode per il mondo che ci circonda. E lo fa riprendendo, nel titolo ma anche nell’ambientazione, il Cantico delle creature di san Francesco. «Una lode a Dio che è anche un inno alla vita – racconta Carlo Stramare, presidente dell’associazione parrocchiale Amici del presepio – Una preghiera che richiama gli elementi della natura.  Dopo aver raccontato per varie edizioni la storia e le tradizioni centenarie dei nostri luoghi, abbiamo voluto dare valore a un tema a carattere religioso che celebra, tramite san Francesco, la lode per il mondo che ci circonda, per la terra e il creato che purtroppo l'uomo, spesso mosso da interessi economici, sta progressivamente rovinando. Un tema anche di attualità, con l’intento di lasciare, a chi viene a visitarlo, una riflessione, seppure semplice, di rispetto verso le meraviglie del creato».

Terra, aria, acqua e fuoco, ogni elemento citato nel Cantico trova posto nella rappresentazione, fra scene riflesse tramite specchi che ne aumentano la profondità di visione, attrezzi tipici del tempo come la mussalegn, mezzo di trasporto del fieno, fuocherelli o neve che cade, ambienti rurali di un Veneto pedemontano fra il 1920 e il 1940. I lavori di progettazione vengono avviati già a gennaio-febbraio, poi l’allestimento vero e proprio inizia, per tradizione, l’ultimo lunedì di agosto.

«Un ricordo particolare – conclude il presidente – quest’anno è rivolto a don Francesco Maragno, parroco di Segusino, Vas e Caorera, che è mancato nel dicembre di un anno fa. A lui, in qualche modo, è dedicato anche il tema della natura, della semplicità. Chi lo ha conosciuto ritroverà facilmente il suo spirito umile, semplice, di accoglienza verso i deboli».

Il presepio fa parte della rassegna "Alla scoperta dei presepi e dei borghi di Segusino” che prende avvio la notte di Natale. In programma il 19 gennaio, alle 14, su un sentiero nel bosco di circa cinque chilometri, in collaborazione con gli alpini di Segusino, una passeggiata alla scoperta del nuovo percorso naturalistico della valle della Riù. In piazza a Segusino poi una Natività in legno fatta con gli alberi caduti a causa di Vaia. Per info: www.presepesegusino.it

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