Spegnere la luce di notte fa bene. Alla salute e all'ambiente

Troppa luce nella notte comporta non solo un inutile spreco energetico ed economico, ma anche gravi interferenze sulla nostra salute e sulle abitudini della flora e della fauna. Ad Asiago è allo studio un parco per chi voglia contemplare la bellezza della volta celeste. Rigorosamente al buio.

Spegnere la luce di notte fa bene. Alla salute e all'ambiente

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Dante conclude così la sua Commedia, ma settecento anni dopo gli sarebbe difficile vedere persino la via lattea, nonostante sia stata dichiarata patrimonio dell’Umanità.
Il 60 per cento della popolazione europea, infatti, vive in regioni dove la via lattea non si può osservare e, tra i paesi del G20, l'Italia risulta la più inquinata assieme alla Corea del Sud.

Il problema dell’inquinamento luminoso appare sottovalutato perché la luce notturna si associa alla sicurezza, ma troppa luce nella notte comporta non solo un inutile spreco energetico ed economico, ma anche gravi interferenze sulle abitudini della flora e della fauna.

Martin Aubé, dell'università Cégep di Sherbrooke, in Canada, uno dei maggiori esperti internazionali in modelli di propagazione dell'inquinamento luminoso, ha individuato quanto questo incida anche sulla salute umana, in particolare a causa dei meccanismi di soppressione della melatonina, l’ormone che regola il ciclo veglia-sonno, che ha un ruolo importante anche nel proteggere il nostro organismo dall'insorgenza del cancro.

Da anni l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha notato che chi è esposto alla luce artificiale per molte ore al giorno, come ad esempio gli infermieri che fanno i turni di notte, ha una più alta insorgenza di tumori, e ha inserito l'inquinamento luminoso tra i fattori classificati "probabilmente cancerogeni".
Studi scientifici hanno evidenziato un'incidenza di tumore al seno più alta nelle donne impegnate nel turno di notte, mentre negli uomini si è scoperto un aumento del rischio di cancro alla prostata.

Pare che in Italia non ci siano più zone davvero prive di inquinamento luminoso.
Non solo: gli impianti spesso sono irrazionali, illuminano dove non è necessario e troppo intensamente, confondendo i reali punti sensibili e generando abbagliamento, riduzione delle condizioni di sicurezza e un generale impatto ambientale negativo oltre che un enorme spreco energetico ed economico.

Se prendiamo una mappa notturna e confrontiamo la situazione di Milano con quella di Monaco, vediamo che mentre Milano è brillantissima, Monaco si legge appena.
«Dagli anni '70 in poi, l'illuminazione notturna è aumentata in modo considerevole, soprattutto nell'area della pianura padana. Oggi in Italia abbiamo un lampione ogni cinque abitanti, in Germania la metà, uno ogni dieci» spiega Sergio Ortolani del dipartimento di fisica e astronomia dell'università di Padova.

Una gestione migliore dell’illuminazione notturna comporta anche un notevole risparmio energetico ed economico, e l’Arpav spiega che tra il 2010 e il 2013 i comuni veneti hanno risparmiato 4 milioni di euro usando in maniera diversa la luce.

In Italia, uno dei migliori siti per l’osservazione del cielo stellato è l’altipiano di Asiago – luogo che gode di circa 200 notti serene l’anno, molte di più che in tante altre aree montane – dove dal 1942 ha sede uno dei più importanti osservatori astronomici nazionali.
Qui, l’Osservatorio regionale sull’inquinamento luminoso dal 2013 insieme ai comuni ha organizzato le “notti buie”: spenti i punti luce pubblici e molti di quelli privati, si è potuto lavorare ad esperimenti scientifici mentre i cittadini hanno goduto del cielo stellato.
Ora si sta delineando il progetto del “Parco delle stelle dell’Altipiano”, un’area in cui sarà possibile realizzare attività a tutela del cielo stellato, ma anche di valorizzazione ambientale e turistica.
«Il Parco – anticipa Andrea Bertolo, referente Arpav per l’Osservatorio regionale sull’inquinamento luminoso – sarà una grande opportunità per tutti: cittadini, turisti e scienziati. All’interno dell’area sarà possibile realizzare zone attrezzate per osservazioni naturalistiche e del cielo notturno, un planetario, percorsi didattici per i cittadini e le scuole, eventi a tema per ospiti e turisti, accesso agli osservatori astronomici, strutture per l’ospitalità giovanile».

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