I giovani dell'up di Vigonza cercano compagni di pellegrinaggio verso la Terra Santa

L'idea di mettersi in cammino sulle orme di Gesù è nata la scorsa estate all'interno del gruppo giovani dell'unità pastorale che vede unite a Vigonza anche Peraga e Pionca. Si aggregheranno i giovani di Codiverno, ma la proposta è aperta fin da subito a tutti i giovani tra i 18 e i 35 anni della diocesi di Padova e il programma è già pubblicato nel sito del servizio diocesano di programmazione pellegrinaggi. 

I giovani dell'up di Vigonza cercano compagni di pellegrinaggio verso la Terra Santa

L’islam lo mette tra i suoi precetti più sacri: almeno una volta nella vita, il vero credente deve mettersi in pellegrinaggio verso La Mecca. Anche se i cristiani, per i quali i luoghi più sacri del mondo sono le terre in cui Gesù ha messo i suoi piedi, non conoscono questa prescrizione, il pellegrinaggio in Terra Santa è rimasto nei secoli tra le esperienze più ricche di significato e di fama.

Don Vincenzo Cretella, vicario nell’unità pastorale di Vigonza, concorda:

«Almeno una volta nella vita ogni cristiano dovrebbe mettersi in cammino verso Gerusalemme. Abbiamo bisogno di vedere, toccare e annusare. Dopo un viaggio in Terra Santa, leggere il vangelo o ascoltarlo la domenica a messa diventa un’esperienza totalmente diversa, perché ci permette di vedere quello che dice Gesù e dove lo dice».

Proprio per questo il giovane sacerdote ha organizzato un pellegrinaggio per i giovani in Terra Santa, in programma dal 13 al 20 agosto, con volo da Venezia. L’idea è nata in seno al gruppo giovani dell’unità pastorale di Vigonza, Peraga e Pionca, a cui si aggregano i giovani di Codiverno proprio per mettersi sui passi di Gesù, ma fin da subito la proposta è stata aperta a tutti i giovani della diocesi, dai 18 ai 35 anni, che vi volessero partecipare. Il programma è già pubblicato su www.viaggioinpellegrinaggio.it sito del Servizio programmazione pellegrinaggi dell’ufficio diocesano del turismo, diretto da don Massimiliano Zoccoletti: dopo l’arrivo all’aeroporto di Tel Aviv, ci si trasferirà nel sud di Israele a Sde Boke, dove si dormirà in tenda.

Nei primi tre giorni, infatti, si resterà nel deserto, dove si visiteranno aree archeologiche come Tel Bersheva e Massada. Nel pomeriggio del giorno dell’Assunta si arriverà a Nazareth, con la messa dalle suore a pochi metri dalla basilica dell’Annunciazione. Il 16 agosto vedrà la scoperta dei luoghi attorno al lago di Tiberiade, con le città di Magdala e Cafarnao. Il 17 agosto si arriverà a Gerusalemme, dove fino al 19 si visiteranno i luoghi principali della storia della salvezza, compresa la vicina Betlemme. Il viaggio si concluderà domenica 20 agosto con la partenza per Venezia.

Ma cosa succede a un giovane che per la prima volta visita la Terra Santa? «La prima volta è una grande confusione – ammette don Vincenzo, reduce da cinque viaggi tra Israele e Palestina – che serve per intuire cosa sono quei luoghi oggi: un miscuglio di religioni, di fedi, di popoli che ti colpisce. Poi, però, un po’ alla volta si diventa capaci di togliere le apparenze e di andare al cuore della propria fede, per mettere i piedi sulla terra dove ha vissuto Gesù, vedere chi la abita, parlarci insieme, affrontando anche i temi dell’oggi, come il muro, i campi profughi, i rifugiati». Il rischio più grande è che invece non succeda niente:

«Se chi viene lo prende come un viaggio in qualsiasi altra città del mondo, vedrà i sassi, le pietre, i posti come un turista. Ma se qui si cammina con la Bibbia in mano e si vede la terra con gli occhi della fede, è possibile osservare la storia della salvezza che si fa carne. Può succedere quello che con una parola grande chiamiamo “conversione”, per credere sempre di più in Gesù, conservando immagini che accompagneranno per sempre l’esperienza del credente».

Il viaggio sarà accompagnato dal biblista don Andrea Albertin: il costo dell’esperienza è di 990 euro. E nell’up di Vigonza stanno partendo le attività di autofinanziamento: «Il gruppo giovani da noi prosegue bene con un percorso legato ai sacramenti, incontrando le persone e le storie, come quella di un’ex catechista ora affetta da una malattia degenerativa. Le domande dei giovani sono sempre legate al senso, in particolare al senso della vita. La risposta è che il senso della vita è proprio quel Gesù, morto e risorto per noi, su cui passi cammineremo in Terra Santa».

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