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L’appuntamento “Una ‘spinta gentile’ per una crescita inclusiva” di Segnavie, il ciclo di incontri sulla contemporaneità promosso dalla Fondazione Cassa di Padova e Rovigo, – il 6 giugno, con inizio alle 20.30 all’Mpx di via Bonporti – è con Tinna Nielsen, antropologa ed economista comportamentale.

Fino al 7 giugno alla Fondazione Robert Hollman (via Siena 1 a Padova) c'è la mostra “Il parco che vorrei”: oltre 1.300 creazioni e idee dei bambini di 26 scuole dell’infanzia e primarie padovane che hanno partecipato ai laboratori di coprogettazione su inclusione e disabilità nel corso dell'anno scolastico per il futuro parco inclusivo sensoriale che sorgerà al Basso Isonzo. Promotori del progetti la Fondazione Hollman e il Comune di Padova, in collaborazione con 16 enti non profit e sociali padovani.

Gli agricoltori sono già in allarme in tutta la provincia, in particolare nella Bassa Padovana dove si concentra la maggior produzione di frutta, su tutte le mele e le pere, molto gradite dall’orripilante insetto. Se pioggie e temperature al di sotto della media di queste settimane hanno tenuto a bada la le cimici, Coldiretti Padova ricorda che l'inverno passato è stato mite e secco con temperature minime raramente sotto lo zero.

Il 28 maggio si celebra la Giornata mondiale del gioco, per la quale l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha lanciato l'invito a far giocare tutti insieme, con laboratori di gioco e/o di lettura ad alta voce per bambini e ragazzi con disabilità insieme agli altri coetanei: “Giocare tutti, nessuno escluso”. L'occasione per lanciare l'iniziativa è stata data dalla presentazione del documento di studio e proposta dell’Agia “Il diritto al gioco e allo sport dei bambini e dei ragazzi con disabilità”, nel quale si mettono in luce alcune carenze nel nostro Paese: in Italia sono solo 234 i parchi gioco inclusivi, concentrati prevalentemente al Centro Nord e spesso non accessibili ai ragazzi con disabilità intellettiva o con disturbi dello spettro autistico. Manca una legge che renda effettivo il diritto al gioco e allo sport per tutti i minore, quelli con disabilità compresi. Servirebbero, inoltre, risorse economiche adeguate per supportare progetti e servizi locali come ludoteche, ludobus, giochi nei quartieri e consentire la riappropriazione degli spazi pubblici urbani senza barriere

Venticinque alberi, tanti quanti sono gli anni che quest’anno compie Fondazione Città della Speranza, per contribuire a migliorare la qualità dell’ambiente e la salute della città in cui opera. È un dono speciale quello che l’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza ha voluto fare al Comune di Padova e ai suoi cittadini, in occasione dell’anniversario d’argento del proprio promotore e principale finanziatore e nell’ambito della seconda edizione della rassegna “Viaggio al centro della Scienza”, quest’anno interamente dedicata alle tematiche ambientali.

È stato Federico Miotto, presidente del Gal patavino a illustrare le novità relative agli ultimi finanziamenti assegnati dal Gruppo di azione locale sul territorio. Poco meno di 1 milione e 200 mila euro di contributi che consentiranno la realizzazione di 42 progetti presentati dalle imprese agricole che insistono nel territorio di pertinenza del Gal patavino e identificabile in un’area collinare, corrispondente ai colli Euganei, ricompresi all'interno del Parco regionale dei Colli Euganei, e un’area pianeggiante, posta a Sud dei colli, delimitata dal fiume Adige. 

Nell'ambito delle risorse aggiuntive a disposizione del Gal patavino, premiato dalla Regione con un'ulteriore dotazione in quanto ente virtuoso nel gestire i fondi destinati dall'Ue e dal Psr veneto, ammontano a 149.843 euro i contributi assegnati anche ai consorzi e alle realtà di promozione dei prodotti di qualità, per progetti che valorizzano l’immagine e la qualità delle doc e docg, nonché la produzione biologica (bando 3.2.1).

«Cervi, caprioli, cinghiali, cormorani, volpi, lepri, storni stanno proliferando anche in Veneto in modo incontrollato e causano gravi danni all’agricoltura e all’ambiente: dobbiamo cambiare approccio e passare da un regime di protezione assoluta a uno di gestione controllata mirata». È quanto ha ribadito l’assessore all’agricoltura e alla caccia della Regione Veneto accogliendo i rappresentanti regionali della Cia (Confederazione italiana agricoltori) che hanno illustrato a palazzo Balbi i contenuti della loro richiesta di riforma della legge nazionale 157/1992 per una corretta gestione della fauna selvatica.

Oltre le comunità, per diventare vera comunità. Così si può sintetizzare il progetto denominato “Oltre” e promosso dall’associazione Welcome di Padova, una delle realtà no profit del territorio impegnate nella gestione di comunità di accoglienza per minori in stato di disagio e a rischio di emarginazione.

Autonomia è una parola “ombrello”, che può avere infiniti significati perché innumerevoli sono i gradi e gli ambiti nei quali si può esplicitare. Questo ci spiega perché, anche per le persone con disabilità, i percorsi di autonomia non possono essere univoci e devono diventare percorsi di accompagnamento ad acquisire nuove capacità. Lo spiega Laura Dalla Nora, dell'associazione Famiglie persone con disabilità Irpea. - Foto Davide Righetto

«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici» recita l’art. 27 della Dichiarazione universale dei diritti umani. Per contribuire a rendere effettivo questo diritto è partito nei mesi scorsi il progetto "Padova per tutti" con un laboratorio di teatro-danza, un tavolo di lavoro sull'accessibilità aperto alle realtà del territorio per costruire una mappa che definisca un itinerario turistico accessibile.

La Pasticceria Graziati festeggia un secolo di dolcezza. Sono infatti passati 100 anni dall’apertura dell’esercizio commerciale da parte di Giorgio Bartolomeo Graziati, che il 23 Maggio 1919 - poco dopo la fine della grande guerra - aprì la sua “offelleria” nel cuore del centro di Padova, in Piazza della Frutta 40, in un edificio con mille anni di storia e che già nel medioevo ospitava un forno.

A settant’anni era divenuto l’icona di un tempo, quello del breve sogno glamour del passaggio tra i battaglieri Settanta e i nottambuli ed eleganti, a modo loro, Ottanta. L’incendio della sua Ferrari nel 1976, che pur lasciandolo sfigurato per sempre non gli impedì di ritornare in competizione ufficiale dopo poco più di quaranta giorni, la sua freddezza fino alla glacialità (ringraziò solo dopo molti anni i suoi soccorritori, suoi colleghi che avevano rinunciato a proseguire la gara per soccorrerlo), erano diventati proverbiali, come anche la sua proverbiale capacità di programmare la sua attività