I giovani di Abano Terme alla scoperta della santità della porta accanto

“La santità in mezzo a noi” è il nome del percorso “Per mille strade” proposto ai giovani del vicariato di Abano Terme che si svolge proprio tra le strade e le parrocchie dell’Aponense. Tra le tappe anche la comunità per disabili "La Tenda" e l'accoglienza Sprar per migranti. Poi, dritti, tappa su Roma per l'incontro con il Papa.

I giovani di Abano Terme alla scoperta della santità della porta accanto

“La santità in mezzo a noi” è il nome del percorso “Per mille strade” proposto ai giovani del vicariato di Abano Terme che si svolge proprio tra le strade e le parrocchie dell’Aponense. Perché a volte non è necessario cercare lontano, anzi: le storie più “vicine”, prima nemmeno conosciute, sono quelle che possono avere l’impatto maggiore con la propria vita.

Il campo, che vede la presenza in qualità di accompagnatore di don Sebastiano Bertin, vicario parrocchiale a Montegrotto, è partito martedì 7 agosto da Montegrotto, con la visita alla comunità per disabili “La Tenda”, esperienza nata dal volontariato di alcuni giovani del patronato di Montegrotto. Nella stessa giornata, i giovani sono passati per Mezzavia per conoscere lo Sprar locale e ascoltare la testimonianza di alcuni rifugiati. Dopo una notte a Valsanzibio, mercoledì 8 agosto i giovani sono stati a Villa Immacolata per conoscere la casa di spiritualità diocesana, mentre in serata, a Monteortone, hanno sperimentato l’accoglienza della comunità dei Salesiani. Giovedì 9 agosto i giovani si sono confrontati con il Centro di Aiuto alla Vita di Abano e con la cooperativa Nuova Idea di Abano, mentre a Giarre hanno camminato nei luoghi di origine della beata Liduina Meneguzzi. Ultimo giorno, venerdì 10 agosto, a Padova, l’incontro al Santo con tutti gli altri giovani di Padova e la partenza alla volta di Roma per la duegiorni con il Papa.

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«Siamo accompagnati nel nostro cammino da una brezza incredibile – racconta la giovane Alessandra Chicco, raggiunta al telefono durante una tappa del pellegrinaggio – è bello vedere posti in cui vivi ma che non hai mai approfonito in modo reale». «All’inizio del nostro percorso – aggiunge Alessandra Borra – ci siamo distaccati dalle città e dalle comodità. L’incontro con i disabili e i rifugiati ci ha aperto gli occhi su molti aspetti. È decisamnte un’esperienza diversa dalle altre, che richiede fatica, ma che nutre lo spirito. Ed è proprio per questo che sono venuta».

E adesso, l’incontro con il Papa: «Non so cosa aspettarmi – ammette Alessandra Borra, che ha vissuto anche la Gmg di Cracovia – ma sono emozionata nel rivederlo. A lui porteremo i frutti del nostro Sinodo, le domande che ci siamo fatti e che abbiamo consegnato al vescovo Claudio».

«Abbiamo scelto questo percorso – conclude don Sebastiano Bertin – per incontrare e valorizzare quello che abbiamo nel nostro territorio, aggiungendo nuovi elementi positivi e di valore alle nostre parrocchie e al nostro vicariato. Il nostro territorio, poi, si presta bene, con i Colli, al cammino. È una risorsa grande. In più, abbiamo incontrato “La Tenda”: se qualcuno vorrà fare volontariato con i disabili potrà andare lì. Abbiamo incontrato lo Sprar, chi volesse approfondire i temi legati alle migrazioni sa dove andare».

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