Fatti

Verso il 25 settembre. C’è chi pensa ai ruoli da coprire dopo una vittoria non ancora ottenuta e c’è chi cavalca l’illusione di «non avere nemici a sinistra». Esistono, però, le esigenze del Paese su cui l’Italia è impreparata

Esattamente due anni fa, era il 9 agosto 2020, con l’80 per cento dei voti a favore, le urne sancivano Aljaksand Lukašenka presidente della Bielorussia per il sesto mandato consecutivo, un’egemonia lunga 26 anni.

La Corte di Giustizia dell'Unione europea (Cgue) ha sancito che il salvataggio in mare è un dovere, stabilendo che lo Stato di approdo non può sottoporre a controlli arbitrari le organizzazioni che salvano migranti, trattenendo le navi di soccorso e impendendo lo svolgimento del loro lavoro

Resta in carcere l’uomo che venerdì scorso ha aggredito e ucciso un ambulante nigeriano: un caso intorno al quale sono state molte le riflessioni avanzate in questi giorni. Don Albanesi: “C’è una tendenza all’aggressività interessata”

A giugno 2022, dopo il calo registrato a maggio, il numero di occupati torna ad aumentare per effetto della crescita dei dipendenti permanenti, superando nuovamente i 23 milioni. Rispetto a giugno 2021, l'incremento di oltre 400mila occupati...

Nell'ultima settimana di luglio, il gruppo universitario padovano Movements for freedom, ha organizzato un campus estivo a Padova per studenti bielorussi, in modo da far sentire la loro voce diretta, una voce di lotta, a due anni esatti dall'elezione del 9 agosto 2020, che hanno decretato il sesto mandato consecutivo di Lukašenka, alimentado proteste e dissensi tra la popolazione bielorussa. Tra loro anche studenti universitari che sono stati arrestati e condannati: alcuni di loro sono ancora in carcere, in condizioni disumane, altri sono fuggiti all'estero. E da lì continuano a raccontare cosa fa il regime. A Padova alcuni di loro, hanno deciso di raccontare la propria storia. 

I vescovi in Ucraina non rimangono in silenzio e lanciano grida di dolore e di giustizia per le morti e il sangue versato mentre il conflitto e l’invasione russa sul territorio ucraino non si fermano e, anzi, aumentano di intensità. Brucia ancora la strage avvenuta nel carcere di Olenivka, dove nella notte del 29 luglio, sono rimasti uccisi oltre 50 prigionieri di guerra ucraini. 

Di fronte alla realtà difficile che vive il Paese, “quanto ci farebbe bene dialogare e condividere il pane di idee e pratiche che costruiscano una fraternità politica, pensare in primo luogo a coloro che più soffrono di questa crisi e cercare soluzioni oneste e realistiche, facendo a meno di strumentalizzare in modo clientelare le necessità della gente!

“Il generale deterioramento della situazione nel Paese ci preoccupa sempre di più come Pastori di questo popolo che soffre così tanto”. Inizia così il lungo messaggio diffuso dalla Conferenza episcopale haitiana, che lancia l’ennesimo allarma sulla presenza, ormai incontrollata e sistematica, di bande armate, che si aggiungono a “corruzione, povertà estrema, precarietà generalizzata, sequestri di persona, sfiducia interpersonale”.