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“Indignazione” per l’omicidio di George Floyd è stata espressa anche dal Consiglio nazionale delle Chiese degli Stati Uniti in un comunicato rilanciato in Europa dal Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc). Floyd – si legge nella nota – è stato “bloccato senza pietà con il ginocchio” da un ufficiale di polizia di Minneapolis fino alla morte mentre ripetutamente diceva: “I can’t breathe”.

Fase 2 tra bisogno di socialità che spinge a movide incontrollate o, al contrario, a restare rinchiusi e ben protetti. I due opposti della faticosa ripartenza dopo il lockdown. “Sapremo adattarci allo shock subito”, assicura lo psichiatra Tonino Cantelmi, ma no alla “stucchevole retorica” del cambiamento in meglio. L’importanza di ricostruire autentiche relazioni interpersonali

Saint Paul e Minneapolis sono conosciute come le città gemelle: insieme formano un’unica area metropolitana, adagiata sulla riva del Mississipi. Dal 25 maggio Saint Paul e Minneapolis sono diventate il centro della rivolta afro-americana, con incendi, saccheggi, atti vandalici nel nome di George Floyd, morto perché un poliziotto bianco per otto minuti lo ha bloccato con un ginocchio sul collo, provocandone il soffocamento, nonostante l’uomo ripetesse: “Non riesco a respirare". Ieri sera una preghiera per la giustizia si è levata da ogni angolo della città, su richiesta del sindaco e dell’arcivescovo mentre una veglia veniva trasmessa in diretta dalla parrocchia afro-americana di Saint Peter Clavel

Le parole di Papa Francesco pronunciate domenica scorsa sono state accolte con gioia dai cattolici cinesi. Kin Sheung Chiaretto Yan vive a Shangai ed è membro della comunità dei Focolari. “Il Santo Padre ci sta guidando nel cammino dell'unità e della comunione”. “Ci sono tuttavia anche situazioni difficili e voci diverse in Cina che dividono e turbano. In questo contesto, le parole del Santo Padre ci assicurano del suo amore e della nostra comunione con la Chiesa universale”  

Cambia lo spaccio, i prezzi e i livelli di purezza di alcune sostanze, ma sui grandi traffici la pandemia non ha avuto effetti. È quanto sostiene uno studio dell’Osservatorio di Lisbona e dell’Europol. “Nel periodo post-pandemico, vedremo una maggiore competizione e violenza associate al traffico di droga. Occorre anticipare questi sviluppi”

La Guajira, è la singolare regione, in gran parte desertica, condivisa tra Colombia e Venezuela, abitata, soprattutto, da uno dei popoli indigeni oggi più numerosi in Sudamerica, l’etnia wayuu. La Guajira è una lingua di territorio, separata dal resto del continente da alti monti, che regala paesaggi indimenticabili, ma diventa un luogo di morte, se abbandonato dalle autorità e anzi depredato della cosa più preziosa che c’è in una zona arida, l’acqua, dirottata verso gli stabilimenti minerari esistenti. In una situazione di questo tipo, la quarantena decisa, con modalità diverse, dalle autorità colombiane e venezuelane, incide in modo pesantissimo: la denutrizione e la mancanza d’acqua si aggravano, il lavoro informale artigianale (i wayuu sono famosi per le “mochilas”, i coloratissimi zainetti) diventa impossibile mentre la regione è nelle ultime settimane attraversata da migliaia di migranti venezuelani di ritorno da Perù, Ecuador e Colombia

I dati di Inail. Le denunce di infortunio sul lavoro presentate tra gennaio e aprile sono state 172.319 (-18,2%), 280 delle quali con esito mortale (-7,6%). Il settore sanità, invece, ha registrato un forte incremento delle denunce di infortunio: +184% su base quadrimestrale e +388% su base bimestrale (dai 4 mila casi di marzo-aprile 2019 ai19 mila di marzo-aprile 2020