Diocesi

Storie di gentilezze fatte e ricevute per lasciarsi contagiare dal bene. E il video di commento al Vangelo del giorno. L’unità pastorale di Sant’Urbano affronta con slancio questo nuovo anno pastorale, tra buone abitudini ereditate dal lockdown e nuove proposte per i giovani, le famiglie e l’intera comunità. 

Il consiglio pastorale continua a interrogarsi sulle fragilità di oggi. Ci stavano “lavorando” già da tempo, in parrocchia a Vigodarzere, quando la Chiesa di Padova ha proposto a tutte le comunità di camminare all’unisono – nell’anno pastorale 2020-21 – avendo come orizzonte “la carità nel tempo della fragilità”.

Una lettera alla comunità per dire che il compito dell’educazione umana e cristiana è di ogni adulto che sa prendersi cura dei più giovani. Questa l'iniziativa della parrocchia di Chiesanuova. Catechiste, accompagnatori degli adulti, educatori Acr... insieme al parroco don Pierpaolo Peron, hanno voluto coinvolgere tutta la comunità nell’educazione alla fede dei ragazzi in questo momento di difficoltà di relazioni. 

Caselle de’ Ruffi venera ogni anno la Madonna della Salute da quando, nel 1855, fece cessare nel paese le morti per colera. Al posto della consueta processione, domenica 22 novembre, sfila lungo le vie cittadine solo la statua, accompagnata dai parroci e dai volontari della protezione civile. I fedeli possono così salutarla dalle loro case, invocarla contro il male di questi tempi, offrirle fiori e candele. 

Proprio come i corridoi umanitari, i corridoi universitari permettono a persone rifugiate di arrivare legalmente nel paese di accoglienza, senza rischiare la vita attraversando il deserto e il mare e senza doversi consegnare a trafficanti di uomini senza scrupoli. In questo caso, però, c’è la possibilità di studiare, formarsi e contribuire – spesso in maniera decisiva – al proprio futuro e a quello della propria famiglia.

Da oltre vent’anni va avanti nel silenzio e nel nascondimento, tanto che l’indirizzo della sua sede non viene rivelato per motivi di sicurezza. Il “Progetto Miriam” – portato avanti dalle suore Francescane dei Poveri, rispondendo a un appello dell’allora vescovo di Padova Antonio Mattiazzo – rappresenta l’impegno della Chiesa di Padova a favore delle vittime della tratta.