Chiesa nel mondo

La Serva di Dio Sandra Sabattini è nata il 19 agosto 1961 a Riccione. Da adolescente, nel 1974, iniziò a frequentare gli incontri della Comunità Papa Giovanni XXIII, associazione guidata e fondata dal Servo di Dio don Oreste Benzi. Al suo interno coronò la propria vocazione di servizio al prossimo bisognoso impegnandosi in varie attività caritative. Nell’agosto 1979 si fidanzò con Guido Rossi, anch’egli membro della stessa Associazione. Terminato il liceo scientifico, nel 1980 si iscrisse alla facoltà di Medicina dell’Università di Bologna. All’inizio degli anni ’80 la Comunità Papa Giovanni XXIII aprì una comunità terapeutica ad Igea Marina dedicata in maniera specifica all’assistenza di chi aveva problemi di droga. Sandra diede subito la propria disponibilità a dedicarsi a questo servizio di carità, mostrando generosità e, nel contempo, maturità non comuni a contatto con i tossicodipendenti, al punto che nel periodo delle vacanze estive si trasferiva in comunità per svolgere il servizio a tempo pieno. Il 29 aprile 1984, mentre si recava ad un incontro della Comunità fu coinvolta in un grave incidente stradale presso Igea Marina. Venne trasportata d’urgenza all’ospedale, ma le sue condizioni apparvero subito disperate. Morì pochi giorni dopo: era il 2 maggio 1984.

Il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, ha presentato alla stampa il documento con cui si è concluso il pre-Sinodo, a cui hanno partecipato 300 giovani in Vaticano e 15mila attraverso i social. Aprendo i lavori, lunedì scorso, il Papa si è intrattenuto con i protagonisti dell'iniziativa per tre ore e mezza. Riceverà il documento, che costituirà parte integrante dell'Instrumentum laboris del Sinodo di ottobre, dalle mani di un giovane di Panama.

"Il 4 marzo gli italiani hanno votato. I partiti oggi hanno non solo il diritto, ma anche il dovere di governare. Per questo il Parlamento deve esprimere una maggioranza che interpreti non soltanto le ambizioni delle forze politiche, ma i bisogni fondamentali della gente, a partire da quanti sono più in difficoltà". Così il card. Bassetti nelle conclusioni del Consiglio permanente dei vescovi italiani.

“Discepoli missionari custodi della casa comune – Discernimento alla luce dell’enciclica Laudato Si’”. Si chiama così il documento diffuso dal Consiglio episcopale latinoamericano (Celam). Si tratta di un testo ampio e di largo respiro, nel quale la Laudato Si’ viene approfondita e calata nel contesto latinoamericano.

Tre eredità, che corrispondono a tre segni visibili: i Gruppi di preghiera, gli ammalati della Casa Sollievo e il confessionale. A consegnarle ai 40 mila fedeli che lo hanno accolto a San Giovanni Rotondo è stato il Papa, nella sua visita in occasione del 50° anniversario della morte e dell’apparizione delle stigmate permanenti.

Cresce l'attesa a San Giovanni Rotondo per la visita di Papa Francesco. L'arcivescovo Michele Castoro traccia un identikit di San Pio, "un frate classico, l'uomo dell'essenziale, del Vangelo vissuto", che ancora oggi - come Bergoglio - sa parlare ai giovani. Saranno in duemila, nella veglia del 16 marzo con mons. Galantino e poi nella Messa del giorno dopo al Santuario, con il Papa.

Mons. Jean-Claude Hollerich, vescovo di Lussemburgo, è il nuovo presidente del Comece, Commissione delle conferenze episcopali della Comunità Europea. Gesuita, ha trascorso molti anni in Giappone. È presidente di “Giustizia e Pace Europa”.