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In questi giorni si era arrivati a ipotizzare una mozione unitaria e invece, al dunque, tutto è saltato. Al momento di esprimersi in Aula ognuno ha votato la propria mozione. È passata, ovviamente, quella presentata dalla maggioranza giallo-verde, approvata dal governo che invece ha espresso parere negativo su tutte le altre. Sulla famiglia, insomma, ci si continua a dividere anche se tutti, almeno a parole, si dicono convinti della necessità di interventi concreti e urgenti

La provincia di Bolzano è l’unica in Italia con un saldo naturale positivo: più nati che morti. Giocano un ruolo non solo il benessere economico o il contesto culturale, ma anche gli aiuti erogati a livello provinciale a padri e madri. Sia che scelgano di lavorare, sia che optino per l’accudimento dei figli

47.213 persone invitate a partecipare allo screening, con un’adesione alla chiamata di circa il 60%; già disponibili gli esiti di tutti gli esami effettuati per 25.288 di loro; a 16.400 cittadini sono stati riscontrati valori di PFAS elevati e alterazioni delle pressione arteriosa o degli esami bioumorali; a tutti è stato suggerito e offerto, gratuitamente, un percorso di approfondimento di secondo livello.

La denuncia di Unicef. La maggior parte ha un età compresa tra i 13 e i 17 anni. I numeri diffusi in occasione del ricordo del quinto anno dal rapimento di Chibok (14 aprile): più di 100 delle ragazza sequestrate risultano ancora scomparse

La Campania (137.206) e la Sicilia (128.809) sommate insieme raccolgono da sole il 32% delle richieste. Seguono il Lazio (73.861), la Puglia (71.535) e la Lombardia (71.310). Se però si prende a riferimento il numero delle domande in rapporto alla popolazione, la percentuale più alta è quella della Calabria (2,91 con 56.871 domande), le regioni del Sud occupano le prime otto posizioni e la Lombardia (0,70) precipita verso la coda alla classifica, subito prima del Veneto (0,55) che registra un basso numero di domande anche in valori assoluti (27.248)

E' il numero più basso in almeno un decennio: sono state 690 nel 2018, il 31% in meno rispetto alle 993 dell’anno precedente. Alla fine del 2018 142 Stati avevano abolito la pena di morte per legge o nella prassi. Di questi, 106 erano abolizionisti totali. I primi cinque Stati per numero di esecuzioni sono stati invece: Cina (migliaia), Iran (almeno 253, anche se sono diminuite del 50%), Arabia Saudita (149), Vietnam (85) e Iraq (almeno 52). E ancora più di 19.000 persone sono detenute nei bracci della morte. Sono i dati contenuti nel rapporto globale sulla pena di morte di Amnesty International

Per l'anno in corso stima attualmente una crescita del Prodotto interno lordo (Pil) pari allo 0,1%, su cui anche l'effetto dei decreti “sblocca cantieri” e “crescita” sarebbe piuttosto limitato, portando la previsione al +0,2%. Se si pensa che con la legge di bilancio approvata alla fine del 2018, quindi pochi mesi fa, l'esecutivo indicava una crescita dell'1% (dopo essere partito addirittura dall'1,5%), si ha la misura di come sia cambiato il quadro economico anche nella visione del governo