Idee

«Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo trovati impauriti e smarriti, presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa... Ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è... Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e ravvivare la nostra fede pasquale». 

A colloquio con il magistrato napoletano, esperto di criminalità economica, fino allo scorso ottobre presidente dell'Autorità  nazionale anti corruzione. Raffaele Cantone esamina con il Sir la situazione contingente del nostro Paese e riflette su lavoro, criminalità organizzata, emergenza e condizione delle famiglie, soprattutto al Sud: "Bisogna fare in modo che questi aiuti finanziari destinati alla ripresa dell’economia e alla tutela del lavoro, giungano davvero a chi ne ha veramente bisogno, senza intermediazioni clientelari".

Gesù, entrando da risorto nel cenacolo, riattiva l’incontro, riprende il dialogo, riabbraccia la sua comunità. Come non cogliere in queste suggestioni evangeliche analogie e sollecitazioni per questo tempo? Passato attraverso la sofferenza e la morte, Gesù è vivo Porta i segni di un dolore che apre alla speranza. Quella di cui ha bisogno oggi questa umanità

Il viola plumbeo del deserto e della serietà necessaria arriverà a circondarci e forse a opprimerci con i toni del pericolo e dell’abbandono; quando per un istante apparirà il bianco candido dell’amore, dell’amicizia e del pane condiviso, fin troppo presto esso annegherà nel rosso silenzioso e tragico della violenza e di una condanna che inchioda e che sembrerà zittire nel buio la speranza… ma il bianco tornerà a sfolgorare, la speranza rifiorirà, vincerà, alla fine, la luce

Alcune delle domande più urgenti che questa crisi piena di stimoli spirituali e pastorali ha messo nel cuore di tanti di noi poveri preti, che in questi giorni del coronavirus stiamo lottando per essere “frati Cristoforo” e non “don Abbondi”

Buone pratiche.
Possiamo fare di questo “isolamento” una solitudine abitata. Non sentirci abbandonati, ma prenderci cura di noi stessi, anche per quegli aspetti che nella vita ordinaria abbiamo magari dovuto trascurare.

Siamo consapevoli che il razzismo è in crescita nelle paure del mondo globale, in questo momento difficile, in cui siamo aggrediti pesantemente da una pandemia che scatena pulsioni istintive di difesa e violenza. Non abbiamo bisogno di aggiungere altro alla sofferenza che già viviamo in questo tempo!

Il fatto è che lo star fermi conduce obbligatoriamente ad aumentare il tempo di pensiero. E se nessuno ci ha insegnato come e cosa pensare, noi semplicemente ospiteremo in testa quanto ci troviamo di disponibile, e quindi – di questi tempi, ben prima dell’epidemia – quanto di letteralmente disponibile troviamo tra le mani, scorrendo le schermate del telefono.

L'argomento del ci-dovevamo-muovere-prima che ogni tanto ricompare sulla scena deve fare i conti con l'evidenza che mentre da noi i morti erano già migliaia il Presidente degli Stati Uniti d'America e il Primo Ministro del Regno Unito ancora negavano la portata devastante dell'epidemia e tutt'oggi uno Stato europeo da molti considerato un faro di civiltà (la Svezia) ci comporta come se fossimo di fronte alla solita influenza stagionale. Se proprio vogliamo recriminare sul passato dobbiamo allargare e allungare lo sguardo, puntando su quei nodi strutturali che non sono stati affrontati da molti anni, forse decenni (burocrazia soffocante, debito pubblico accumulato non per investimenti, ma anche sistema sanitario regionalizzato) che oggi ci si rivoltano contro nel momento più duro. Ma non sono problemi che possono essere risolti ora