Storie

La parrocchia della casa di reclusione due Palazzi è frequentata con assiduità da circa 250 detenuti di quattro sezioni distinte. La Pasqua dentro è il tempo più “tosto” dell’anno liturgico: chiede ai carcerati di prendere in mano la propria vita, accogliere la Salvezza e convertirsi. Il racconto di don Marco Pozza, cappellano della casa di reclusione padovana da otto anni.

Fossò. La comunità veneziana recupera, con un encomiabile sforzo collettivo, un’importante opera d’arte e di fede che appartiene alla sua storia: un crocifisso ligneo policromo “doloroso” della celebre bottega dei Moranzone. Diego Mazzetto, già protagonista del ritrovamento e del recupero di un prezioso dipinto di Alessandro Longhi appartenente alla parrocchia di Fossò, ha coordinato una nuova importante “operazione di salvataggio”.

Ad Abu Dhabi, durante i giochi degli Special Olympics, Veronica Paccagnella e Giacomo Bacelle, due atleti padovani della ginnastica artistica con la sindrome di Down, hanno fatto incetta di medaglie. Ma cosa c'è dietro alle loro fatiche e vittorie? Un'associazione, la Blukippe di Salboro, che è un po' una famiglia, dove tutto è iniziato e dove ogni giorno i ragazzi imparano a capire i valori inclusivi dello sport, superando paure e ostacoli sociali.   

La Coco Loco è una squadra di dieci giocatori disabili che pratica il powerchair hockey, l’hockey in carrozzina elettrica. Composta da atleti tra i quindici e i cinquant'anni che si allenano tutte le settimane in una palestra di Brusegana, la Coco Loco partecipa da anni al campionato nazionale di questa disciplina, piazzandosi spesso tra i primi posti. Uno sport nato in Europa, tra i pochi che permette a chi vive in carrozzina di incontrarsi, divertirsi e competere con squadre di altre città.  

Quattro insegnanti alla primaria, 8 docenti alla secondaria di primo grado e 4 figure fisse per la scuola superiore di secondo grado: questo il corpo docenti della scuola in ospedale. Una realtà che a Padova esiste da ben 45 anni. Nefrologia, terapia d’urgenza e chirurgia pediatrica, oncoematologia e trapianti, day hospital oncologico, secondo e terzo piano di pediatria (neuropsichiatria, metabolici, cardiopatici e patologie varie): i reparti che accolgono i bambini della scuola in ospedale. Oggi la scuola è un tutt'uno con la terapia cui sono sottoposti i bambini, un tempo invece il lavoro degli insegnanti era molto difficile, perché si scontrava con la resistenza da parte del personale sanitario infastidito dal dover "inseguire" i bambini per le classi invece di trovarli subito a "disposizione" nei propri lettini.

Da 45 anni a Padova, nella Clinica pediatrica dell’Azienda ospedaliera di Padova, dove i bambini sono ricoverati per lungo tempo per vari motivi, esiste la scuola in ospedale. L'insegnante indossa un camice, ha la mascherina davanti alla bocca, ma dolcezza, pazienza, passione per il proprio lavoro trapelano ugualmente. Elisabetta Ceretti è in ospedale da 22 anni, insegna alla scuola primaria ed è anche responsabile di plesso. La sua classe ha bambini dalla prima alla quinta, il numero varia, a seconda della terapia, delle condizioni fisiche, della guarigione e purtroppo alle volte il posto resta vuoto perché la malattia è stata più aggressiva e il bambino non ce l'ha fatta a vincerla. Queste insegnanti entrano a far parte delle famiglie che in ospedale vivono 24 ore su 24. Condividono gioie e dolori, aiutano i bambini ad uscire dall’ospedale, con la mente, la fantasia, lo studio e per i genitori sono una valvola di sfogo perché mentre i figli sono a scuola possono prendersi due ore di respiro. 

Don Luigi Maran 160 anni fa, il 10 aprile, moriva il sacerdote che – insieme alla beata Elisabetta Vendramini – diede vita, e sostenne anche economicamente, la famiglia religiosa delle suore Francescana Elisabettine. Il suo ricordo è vivo più che mai. Fu un sacerdote fedele: al suo ministero che visse con ammirevole zelo, alla Chiesa che servì come figlio devoto, ai suoi doveri di cittadino e a tutti gli impegni di carità. "Quando poteva dare poco, mostrava il cuore di padre"

Si è concluso il restauro della Madonna con il Bambino della chiesa di San Nicolò a Padova condotto in stretta collaborazione tra Diocesi, Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio e Università. L’opera in terracotta della seconda metà del Quattrocento è stata modellata da Giovanni de Fonduli, un artista originario di Crema che ha lavorato a lungo nella città, permeata dalla lezione di Mantegna e Donatello, e nel contado

Il cicloturismo in Italia vale un paio di miliardi di euro ma il nostro paese è molto lontano dai migliori d'Europa. Eppure le potenzialità per crescere ci sono, anche in provincia di Padova, un territorio in cui si fa tangibile la sensazione dell'opportunità che non viene sfruttata come potrebbe. Gianni Sandon, che ai temi della valorizzazione ambientale e paesaggistica ha dedicato le battaglie di una vita, evidenzia come anche gli interventi più recenti in programma sui principali itinerari ciclabili della Bassa e della zona dei Colli, siano stati progettati senza una precisa strategia per far decollare il settore.

L'8 marzo 1999 apre in piazzetta Forzatè a Padova la prima filiale di Banca Etica. Un’inaugurazione arrivata dopo oltre quattro anni di lavoro collettivo di tanti volontari, cooperatori, pacifisti, ecologisti uniti dal sogno di aprire una banca diversa, alternativa e capace di rispondere alla domanda: “dove e per cosa posso investire i miei soldi?”. I numeri: 17 filiali in Italia, una a Bilbao in Spagna e uffici a Madrid e Barcellona, 283 dipendenti, 42.500 soci, 70 milioni di euro di capitale sociale, impieghi per 916 milioni, raccolta di risparmio per un miliardo e mezzo.

Parla la professoressa Daria Minucci, un medico e una studiosa che in una lunga carriera ha combattuto tante battaglie per la salute delle donne. Tra i programmi che hanno lasciato il segno, e salvato molte vite, Progetto Donna.

Domenica 31 gennaio 1943: la guerra entrava nella sua fase più distruttiva. Il vescovo di Padova Carlo Agostini, a nome della cittadinanza, fece voto di erigere una chiesa dedicata al Cuore immacolato di Maria per chiedere, attraverso la sua mediazione, la protezione del Signore. Prendeva così il via il cantiere di quello che sarebbe diventato il santuario della Madonna Pellegrina.

Claudia Munari, la Cla, come la chiamano amici e familiari, è nata nel 1999. Studia all'Università di Padova per diventare maestra di asilo nido. Pratica sport, la danza classica, ed è scout praticamente dalla nascita. Fin qui tutto nella norma. Claudia però è nata con una malformazione alla mano destra: ha tre dita in meno. Questa diversità nel corso degli anni le ha creato qualche difficoltà, ma le ha fatto capire anche che la disabilità non impedisce di fare grandi cose. Con art4sport, l'associazione ispirata alla storia di Bebe Vio, a fine marzo sarà a Cortina per lo ski4sport, evento giunto alla settima edizione. 

La foto di Claudia è di Gianluca Zahtila.

Settant’anni fa iniziava a Padova il “Grande passaggio” della statua della Madonna che in quasi due anni avrebbe toccato tutte le comunità della diocesi.  Un viaggio che, per il momento storico e per il clima religioso e sociale in cui si compiva, suscitò un’incredibile ondata di partecipazione e di devozione concludendosi solennemente l’8 dicembre dell’anno dopo nella basilica del Santo davanti a una folla straripante.