Storie

Dinamo Kave. Nata nell'estate 2013, la squadra – che si allena nel campo parrocchiale delle Cave – ha come collante l'amicizia e il fatto che tutti si rimboccano le maniche per la società sportiva. A partire dal direttivo, che è composto per metà da giocatori. "Se non ci fosse stato il supporto della Polisportiva Brentella non avremmo nemmeno potuto pensare di cominciare. Un aiuto che non è mai mancato e che ancora continua"

Un anno per celebrare e per fare memoria di una storia lunga 70 anni che ha accompagnato, mano nella mano, l'Africa per il diritto alla salute e allo sviluppo. Lo spirito che animava il fondatore Francesco Canova resta ancora la radice del Cuamm, espressione di carità della Chiesa di Padova.

L'obiettivo da subito è offrire alle persone di nazionalità diversa uno spazio dove socializzare, creare legami d’amicizia, imparare a cucire, scambiare esperienze di cucina e seguire corsi di formazione. Maria Pase racconta l'associazione che ha fondato a Padova con il sostegno determinante dei missionari comboniani e dei giovani del Gim. Sono nate così Casa di Abramo a Rubano e Casa di Ruth a Mejaniga 

A Teresa Borella quelle parole del suo parroco durante l’omelia non erano affatto entrate da un orecchio e uscite dall’altro. A lei che vive ad Agna – a due passi dai grandi hub per richiedenti asilo di Cona e Bagnoli – l'appello di don Raffaele Coccato, ispirato dal Vangelo, a invitare gli ultimi e i bisognosi al pranzo della festa aveva subito fatto pensare alle migliaia di ragazzi che avevano attraversato il Mediterraneo in barcone e ora stavano rinchiusi nelle due ex basi militari venete.

Nato a Padova nel 1910 Ferdinando Gardellin, da impiegato all’anagrafe del Comune di Padova, fornì carte d’identità e documenti falsi durante la seconda guerra mondiale, salvando centinaia di "ebrei, prigionieri alleati e sbandati". A Terranegra, nel Giardino dei Giusti del mondo, un gelso bianco ne ricorda l'impresa a servizio della libertà. Lo scorso anno una piazza alla Guizza gli è stata intitolata e una lapide è posta negli uffici di piazza dei Signori dove svolse il lavoro di impiegato.

Le notizie che leggo sono contrastanti e non sufficientemente aggiornate. Il campo verrà chiuso (non a breve). Il campo è già stato chiuso (in un imprecisato arco temporale di dicembre). Il campo doveva essere chiuso a dicembre, ma s’è deciso di farlo più in là. E i profughi? Trasferiti in altri campi, uno a Sarajevo e uno a Mostar, stando ad articoli che si leggono online.

Il fotografo professionista Tranquillo Cortiana firma, insieme a Chiara Rampazzo che ha curato i testi, l'elegante volume fotografico La Piave. Madre edito da Cierre grafica. Il giornalista Toni Grossi lo presenterà con gli autori, per la prima volta a Padova, venerdì 17 gennaio alle 18 alla libreria Pangea di via San Martino e Solferino 106. 

Di ritorno dall’isola del mar Egeo, dove sono fermi alla frontiera europea oltre 21 mila migranti, Ernesto Milanesi racconta la drammatica emergenza umanitaria a cui ha assistito in prima persona dal 20 al 22 dicembre scorsi.