Storie

Se fosse ancora tra di noi, a Natale avrebbe sicuramente trovato il momento per riunire la famiglia attorno all'armonium e cantare insieme qualche mottetto tradizionale, di quelli che tanto gli piacevano.

Perché per Giuseppe Stefani – l'organista a cui le comunità di San Pietro di Stra e della Riviera del Brenta hanno tributato con partecipazione l'estremo saluto ormai più di tre mesi fa – la musica era il sapore della vita.

Fisioterapista, sposato e padre di tre figli, Daniele Ceron ha sempre avuto l’Africa nel cuore. Tre viaggi con Fisioterapisti senza frontiere e poi la richiesta di un amico comboniano: qui c’è bisogno di aiuto. E in attesa del prossimo viaggio, questa volta con la famiglia, sta costruendo un progetto, per fare in modo che almeno due-tre volte l’anno dei fisioterapisti possano andare in Kenya a fare formazione.

Domenica 22 dicembre riaprirà al pubblico la stazione sciistica delle Melette, nel comune altopianese di Gallio. Torna così a risplendere un comprensorio molto amato, per la sua bellezza e per la facile raggiungibilità, che da tre anni e mezzo aveva chiuso i battenti. A rendere possibile l’iniziativa sono stati i 10 milioni di euro di fondi pubblici investiti nell’impresa: 8 milioni provenienti di fondi per i Comuni di confine che ogni anno le Province autonome di Trento e Bolzano versano alle amministrazioni contermini di Veneto e Lombardia; 1.3 milioni stanziati dal Comune di Gallio; 900 mila euro della Provincia di Vicenza attraverso il comune di Asiago, provenienti dalla vendita della centrale a biomassa provinciale sita nel capoluogo dell’Altopiano

Suor Graziella Giraldo ha compiuto da poco 90 anni, è una suora elisabettina e ha speso la sua vita ad accogliere l'altro, in particolare ragazze adolescenti. Ha iniziato in via Cesare Battisti a Padova, a Casa santa Caterina, poi è passata all’Istituto Bettini, a Ponte di Brenta e dopo ancora, nel 1988 all’Opera Casa Famiglia, dove è rimasta fino al 2000 e infine, nel 2001 alla casa di Spiritualità dei Santuari Antoniani di Camposampiero. Ancora oggi, che non è più in servizio, pensa alle sue ragazze e se qualcuno chiede aiuto, lei si mette in moto.

Lucia Osellieri. Raccontare storie le è sempre piaciuto. Ora, dopo aver lavorato come maestra alle elementari, gira l'Italia con i suoi burattini e il suo carretto. E racconta storie a piccoli e grandi, perché «le fiabe aiutano ad affrontare i problemi con fiducia». Continuano a stupirmi i bambini, che si fermano lì per strada... davanti a me, vedono e rivedono lo spettacolo e sono sicura che ha come una valenza terapeutica

Ferramenta Bernardi. Da oltre trent'anni "entra" nella vita dei padovani: sono migliaia le cerniere e le serrature passate dal negozio alle nostre case. E ora la ferramenta, guidata da Francesco, si sta aprendo anche ad altri settori, come la domotica. Dalla copia delle semplici chiavi fino alle più moderne serrature digitali: una delle realtà del settore più importanti d'Italia, quasi un unicum, è nella città del Santo. Quello dei Bernardi non è solo lavoro, ma... vocazione familiare.

Non sono pochi 120 anni per un’associazione sindacale. Se poi questa è l’Associazione stampa padovana abbiamo «un microrganismo specchio e riferimento di una società in movimento, nel grande mare dell’informazione, decisa a sopravvivere e a migliorarsi, a credere nei propri ideali, immagine di una organizzazione piccola ma ben determinata per dare un senso dignitoso al lavoro, per credere nei propri ideali» scriveva il compianto Luigi Montobbio decano del giornalismo patavino dallo stile elegante e concreto, nella prefazione del suo volume che ne ripercorre la storia. Ma questa è un’associazione importante nel panorama culturale della città soprattutto perché Padova è da sempre una “piazza” privilegiata per l’informazione.

Sui Colli. Da Teolo, dove abitano, Antonella e Pietro salgono ogni settimana (anche quattro volte) sul monte della Madonna, sul monte Grande... e raccolgono i rifiuti. "Pattugliano" la strada asfaltata, ma anche i tanti sentieri nel bosco. Era una missione, ma... "Speravamo che il nostro piccolo esempio potesse smuovere qualche altro viandante, ma ormai siamo scettici. Anche se qualcuno c’è..."

Nato nel 1919 come periodico della goliardia padovana, dopo cent'anni oggi è Il Bo live, giornale online di divulgazione culturale e scientifica dell'Università di Padova. Nel secondo dopoguerra il giornale conobbe la sua miglior stagione diventando l’organo di stampa del Tribunato.

Ha ben 50 anni di esperienza sulle spalle l’associazione Murialdo di Padova che si occupa per lo più di accoglienza di persone fragili, abbandonate, minori, stranieri o italiani, famiglie. In questi 50 anni i volontari hanno conosciuto tante storie, di ragazzini, ma anche di adulti. E per celebrare questo traguardo  ma anche per fermarsi e interrogarsi hanno organizzato un convegno, “C’è qualcuno che ha visto lontano. L’attualità di una risposta” che si è tenuto il 25 ottobre scorso. E qualcuno ha visto davvero lontano, perché l’accoglienza dell’Associazione Murialdo ha uno stile tutto nuovo per quei tempi caratterizzati dall’istituzionalizzazione. Uno stile familiare.