Chiesa nel mondo

Gli eventi di Rue du Bac a Parigi (1830), di cui è manifestazione ed effetto la “medaglia miracolosa”, sono connessi con l'esperienza mistica di santa Catherine Labouré (1806-1876). L'allora arcivescovo di Parigi Hyacinthe-Louis de Quélen (1778-1839), senza pronunciarsi sulla loro soprannaturalità, incoraggerà pubblicamente i fedeli della sua diocesi ad indossare la medaglia, perché grazie a questo gesto di pubblica testimonianza cristiana potevano diffondersi la dottrina favorevole alla concezione immacolata di Maria.

Negli ultimi quattro anni, in Francia, sette preti si sono suicidati. Due si sono tolti la vita quest’anno, entrambi ad agosto. Il Consiglio permanente della Conferenza episcopale francese ha così avviato un’indagine – la prima in assoluto – sulla salute fisica e mentale dei sacerdoti. La buona notizia è che il 93% ha risposto di essere in “buona salute”. La cattiva notizia è che ci sono “nodi” da sciogliere e sono il sovraccarico di lavoro, soprattutto nelle zone rurali, la depressione che può raggiungere addirittura, in 44 casi, il burnout, l’abuso di alcol e l’obesità

Diffuso oggi da Aiuto alla Chiesa che soffre il primo Rapporto “Libera i tuoi prigionieri” sui cristiani ingiustamente detenuti per la loro fede. “Ogni mese, nei 50 Paesi più a rischio, vengono imprigionati ingiustamente oltre 300 cristiani”. A firmare la prefazione Asia Bibi, la donna pakistana, accusata di blasfemia, rimasta in carcere per 3.142 giorni.

Impegno ed entusiasmo, consapevolezza della necessità di cambiare e delle difficoltà che occorre affrontare per arrivare in fondo ad un percorso che è appena iniziato. E poi una grande responsabilità che nasce dall’avere partecipato ad un evento pressoché unico. Dopo la tre giorni mondiale di The economy of Francesco, i giovani si interrogano, riesaminano quanto fatto e quanto ascoltato e, soprattutto, guardano ai prossimi mesi in vista dell’appuntamento 2021 sempre ad Assisi. Li incontriamo a margine di un webinar organizzato da “L’Atelier dell’impresa ibrida”, co-diretto da Torino Nord Ovest e dai Padri Giuseppini del Murialdo: impressioni, suggestioni, idee e progetti nati dal percorso fatto fin qui

Si apre a Como il dormitorio invernale per i senza fissa dimora. Nel ricordo di don Roberto Malgesini, il sacerdote ucciso la mattina del 15 settembre scorso, da uno dei tanti “fratelli” che quotidianamente aiutava. La porta d'ingresso della nuova struttura è a pochi passi dal luogo dell'aggressione. Un angolo ancora oggi adornato di fiori, sempre freschi e curati, meta incessante di preghiera e visite da parte di quanti l’hanno conosciuto e hanno condiviso con lui il suo impegno a favore dei più poveri. La struttura di San Rocco è uno dei due dormitori temporanei allestiti nella città di Como per questo inverno, con una disponibilità di circa sessanta posti che vanno ad aggiungersi a quelli dei dormitori aperti tutto l’anno

Il linguaggio è quello "di una Chiesa materna che sente il dolore dei suoi figli". Simona Borello, esperta in comunicazione, commenta così il messaggio del Cep in tempo di pandemia. La Bibbia come risorsa per stare accanto alla proprio comunità, pur a distanza, perché "essere con gli altri è già potersi salvare". Attenzione al rischio del "protagonismo" nelle omelie e nelle messe in streaming

Ci sono anche cinque italiani tra i nuovi beati e venerabili, grazie ai decreti autorizzati ieri da Papa Francesco che porteranno agli altari anche 127 martiri della guerra civile spagnola e 6 nuovi venerabili servi di Dio da Italia, Spagna e Italia. 

“L’Italia, insieme a molti altri Paesi, sta affrontando grandi limitazioni nella vita ordinaria della popolazione e sperimentando effetti preoccupanti a livello personale, sociale, economico e finanziario. Le Chiese in Italia stanno dando il loro contributo per il bene dei territori, collaborando con tutte le Istituzioni, nella convinzione che l’emergenza richieda senso di responsabilità e di unità: confortati dal magistero di Papa Francesco, siamo certi che per il bene comune occorra continuare in questa linea di dialogo costante e serio”.

Con il “cambio della guardia” avvenuto lunedì 9 novembre, può dirsi compiuto per le Chiese della Panamazzonia il processo di “ristrutturazione”, anche dal punto di vista strutturale, frutto del Sinodo di un anno fa. Il cardinale Pedro Barreto, gesuita peruviano, arcivescovo di Huancayo, ha assunto la presidenza della Rete ecclesiale panamazzonica (Repam), mentre il brasiliano João Gutemberg Sampaio, inizia a lavorare da Manaus come segretario esecutivo. La Repam si interfaccerà con la nuova “creatura” proposta dal Sinodo, la Conferenza ecclesiale panamazzonica (Ceama), che nei giorni scorsi ha tenuto la propria assemblea, sotto la guida dell’ex presidente della Repam, il cardinale brasiliano Claudio Hummes. Proprio con il cardinale Barreto il Sir ha fatto il punto sulle sfide “post-sinodali” per le Chiese e i popoli della Panamazzonia, a conclusione del nono Forum sociale panamazzonico (Fospa), al quale prende parte anche la Repam

“È tempo, cari giovani economisti, imprenditori, lavoratori e dirigenti d’azienda, è tempo di osare il rischio di favorire e stimolare modelli di sviluppo, di progresso e di sostenibilità in cui le persone, e specialmente gli esclusi (e tra questi anche sorella terra), cessino di essere – nel migliore dei casi – una presenza meramente nominale, tecnica o funzionale per diventare protagonisti della loro vita come dell’intero tessuto sociale. Questo non sia una cosa nominale: esistono i poveri, gli esclusi… No, no, che quella presenza non sia nominale, non sia tecnica, non funzionale.