Idee

Secondo il Piano scuola 2020/2021, si torna in classe il 14 settembre ma alcune Regioni hanno deciso di posticipare l'avvio delle lezioni. Ad anticipare la ripresa delle attività didattiche è invece, come ogni anno, la Provincia autonoma di Bolzano dove la campanella suonerà lunedì prossimo, 7 settembre. Ma come sarà il rientro fra i banchi dopo sei mesi di chiusura? Il messaggio e l'augurio di Eraldo Affinati a ragazzi, famiglie e insegnanti. Lo scrittore e insegnante romano parla di una "grande sfida", della necessità di  progettare la "scuola del futuro" e della "lezione della fragilità". "Per un attimo - dice abbiamo compreso che non si può essere felici se l’infelicità colpisce chi sta accanto a noi"

L'emergenza coronavirus non è l'unica sfida che deve affrontare la scuola, che si prepara a riaccogliere gli studenti per le lezioni dal 14 settembre, in quasi tutte le Regioni, dopo lo stop forzato, da marzo scorso, dovuto alla pandemia. Negli anni da soggetto centrale nella società, la scuola è diventata sempre più marginale e autoreferenziale. Il Covid è stato un ciclone che ha travolto tutto, ma ha fatto riacquistare la consapevolezza dell'importanza della scuola. Sarà l'occasione per ripensarsi in chiave moderna? Ne parliamo con il responsabile di Tuttavia.eu, il sito della Pastorale della cultura dell’arcidiocesi di Palermo, per oltre quarant’anni insegnante di liceo, ora in pensione

Individui deboli e privi di interiorità, che attraverso la violenza e la prevaricazione degli altri esercitano un dominio per sentirsi forti. Senza comprendere la gravità delle proprie azioni e la sofferenza che provocano nelle vittime considerate “simulacri vuoti”, quasi personaggi virtuali di una sorta di Mortal Kombat. L’antropologo e pedagogista analizza l’omicidio di Willy Monteiro e rilancia l’urgenza di educare a relazioni autentiche e al valore della vita

Rapporto Coop 2020: l'84% ha rinvito progetti di vita o di lavoro. E uno su tre teme un peggioramento della propria condizione economica. Per uscire dallo stallo, occorre puntare su scuola e lavoro

“Non si tratta di una riforma così divisiva come viene presentata. Non mette in gioco valori fondamentali, non stravolge gli equilibri costituzionali”. Valerio Onida, presidente emerito della Corte costituzionale, si è pubblicamente espresso a favore del Sì nel referendum sulla riforma che prevede la riduzione del numero dei parlamentari. Ma tiene a sottolineare che non condivide il clima di contrapposizione esasperata che si è creato tra i sostenitori delle due diverse opzioni. E auspica che si vada verso una nuova legge di tipo proporzionale.

Tre episodi agghiaccianti in contesti diversi ma con un unico denominatore: la violenza vile e insensata contro tre vittime innocenti e inermi. L'analisi del responsabile di neuropsichiatria dell'ospedale Bambino Gesù: assoluta mancanza di sensibilità ed empatia, poca conoscenza e paura del diverso, urgenza di riprendere a educare. E oggi, "quello che ci salva dall'orrore, che ci restituisce umanità e dignità di persone è proprio il gesto di Willy, intervenuto per aiutare un amico in difficoltà senza girarsi dall’altra parte"

“Il mio è un No senza particolare entusiasmo, come credo siano senza entusiasmo anche molti Sì. Lo schema binario impone una scelta drastica e ci si ritrova su posizioni opposte anche se magari su molte argomentazioni ci si potrebbe ritrovare”. Enzo Balboni, già professore ordinario di diritto costituzionale all'Università Cattolica di Milano, è tra i firmatari di un appello di giuristi contrari alla legge costituzionale che riduce il numero di deputati e senatori. Ma non sale sulle barricate. “La materia del quesito in sé è miserella – spiega – in quanto il taglio lineare non assicura alcuna maggiore efficacia del Parlamento e presenta forti venature di polemica politica contingente. Ecco, l'errore più grande è stato quello di aver scelto lo strumento dei tagli lineari. Le riforme costituzionali non si fanno così”.

Le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Forum Ambrosetti, indicano la strada verso una integrazione comunitaria fondata sulla più stretta e solidale cooperazione tra gli Stati membri. Sfide urgenti attendono l'Unione: la risposta al Covid, il recesso del Regno Unito, gli affari esteri con un mondo in ebollizione, la Conferenza sul futuro dell'Europa

Una scuola pronta a ripartire. Ma che sia chiaro: non è un “ricominciare”, la scuola non si è mai chiusa. È andata avanti nel lockdown, con metodologie nuove, con approcci differenti nelle diverse realtà territoriali, ma a parte qualche eccezione, la scuola non si è mai fermata. Nemmeno in estate. Ma è una scuola diversa. Che deve puntare sulla relazione, nonostante la distanza, sulla parola nonstante la mascherina, sugli sguardi. Ecco cosa ne pensa Barbara Pastò, psicopedagogista all’istituto comprensivo di Albignasego e presidente del Comitato scientifico della Fondazione Bortignon.

La scuola ha bisogno di una comunicazione diretta, ma anche e soprattutto di "togliere l’ansia", in particolare su alcuni preconcetti della scuola italiana: compiti, verifiche, interrogazioni, standardizzazione. Ora più che mai è necessaria la personalizzazione, nelle scuole e per i singoli studenti.