Idee

"Bisognava davvero fare la kermesse canora e farla in maniera tradizionale? Ci troviamo in un momento davvero terribile, tragico della storia della nostra Italia, dell’Europa e del mondo e noi andiamo avanti come se nulla fosse con una formula che era quella tradizionale": lo sottolinea il professore di Filosofia morale e di Etica della Comunicazione all’Università di Pisa, che aggiunge: "È bene rimarcare il carattere blasfemo di certi costumi, di certe scenografie, di certi pezzi, perché è necessario sempre un grande rispetto per tutti"

La sfida della pandemia chiama tutti a un ulteriore sforzo il più possibile unitario. E invece i primi segnali non sono confortanti.

“A seguito di tante segnalazioni di giusto sdegno e di proteste riguardo alle ricorrenti occasioni di mancanza di rispetto, di derisione e di manifestazioni blasfeme nei confronti della fede cristiana, della Chiesa cattolica e dei credenti, esibite in forme volgari e offensive nel corso della 71ª edizione del Festival della Canzone Italiana a Sanremo, sento il dovere di condividere pubblicamente una parola di riprovazione e di dispiacere per quanto accaduto”.

Dio non è solo l’Amico leale visto ieri, è anche il Padre tenero che rialza e consola i suoi figlioli dopo che si sono fatti male con le loro stesse azioni scriteriate. Abramo questo lo capirà bene alla fine… quando non sarà più inquieto, quando sarà un vecchietto ormai riconciliato con la vita e con la morte, quando, pur avendo apparentemente perso tutto (o quasi), finalmente capirà come opera Dio, e si rallegrerà di un piccolo germoglio…

Dall’amicizia tra Dio e Abramo, che è il prototipo del credente, possiamo cogliere di riflesso quanto può essere bello quando Dio decide di fare amicizia con un uomo: si mette al suo livello, ci cammina insieme, ci discute, non se la prende, lo incoraggia – e alla fine, il conto lo paga sempre Lui volentieri. Non viene voglia anche a te di avere un simile Amico?

Nel dibattito politico si riaffaccia il tema delle riforme istituzionali e i motivi si possono ricondurre soprattutto a tre filoni. Come ha ricordato lo stesso premier Draghi nel suo discorso programmatico, quello da lui presieduto è il terzo governo della legislatura iniziata nel marzo 2018. E' l'ennesima conferma di un problema di stabilità dell'esecutivo che con alterne vicende (finché esistevano partiti forti e strutturati il sistema aveva una sua continuità di fondo) accompagna sin dagli inizi la vita della Repubblica. Un secondo filone è incentrato sulla necessità di introdurre, come promesso dai sostenitori della riforma confermata con referendum, alcuni correttivi per riequilibrare il sistema dopo il taglio drastico dei parlamentari, che diventerà operativo con la prossima legislatura (dal 2023, se non ci saranno scioglimenti anticipati). Il terzo spunto chiama in causa la straordinaria opportunità offerta da una fase politica in cui il governo è sostenuto da un arco di forze che rappresenta quasi tutto il Parlamento.