Idee

Ricorrono in questo periodo numerose date che riportano a quei tempi tenebrosi di morte: nei quali una mai silente opposizione alla follia nazista vide una schiera di cristiani delle varie confessioni, cardinali, vescovi, laici, preti e suore, più o meno noti finire sul patibolo, venire inviati alla eliminazione programmata nei lager, esiliati o ridotti al silenzio con la tortura ed il carcere sino alla consunzione

Un “Manifesto per l’accoglienza” per dire no ad ogni forma di razzismo e xenofobia. A presentarlo è la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia che propone di affiggerlo sui portoni delle sue chiese membro. Il testo si suddivide in 8 punti e ribadisce la falsa contrapposizione tra accoglienza degli immigrati e bisogni degli italiani, la buona pratica dei corridoi umanitari, l’uso di un linguaggio rispettoso della dignità di ogni persona umana. Uno strumento agile e capillare per dare “testimonianza - dice il presidente della Fcei, Luca Negro - che prendiamo sul serio le parole del Vangelo, a partire dalla frase di Matteo 25, ‘In quanto voi lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, lo avete fatto a me’”

Forse chi vive in un eremo o in un monastero o molte persone che non hanno la possibilità finanziaria di andare in vacanza, non vivono nella fede la bellezza della vita in Dio? Mai come in questo tempo va recuperata la dimensione contemplativa dell’esistenza, per accorgerci nel qui e ora quanto è prezioso ogni momento vissuto con amore e come dono, per riprendere con passione il cammino con Gesù ed essere presenza significativa in ogni angolo della terra tra gli uomini e le donne del nostro tempo

Chi nelle proprie casa ospita il Crocifisso non intende ostentare un proclama sociologico, diventare attivista di chissà mai quale movimento oppure, peggio ancora, mistificarsi da credente. Brandirlo è un atto che squalifica, che riconduce al pc… non sanno appunto quello che fanno e ingannano chi non riflette, quelli a cui nessuno ha dato testimonianza di fede e mai ha insegnato a pensare

Conversazione con don Luigi Ciotti, che spiega alla Difesa perché Libera ha scelto Padova per la prossima Giornata in ricordo delle vittime innocenti delle mafie e fa il punto sulle mafie a Nordest e sulla responsabilità dei cittadini.

Dobbiamo sapere che dire la verità è possibile e che dobbiamo fare tutti gli sforzi per farlo. Dobbiamo riprendere la nostra motivazione a dire le cose come stanno e a verificare ciò che gli altri dicono. Non è inutile, non è impossibile. È anzi qualcosa di basilare: è la base di ogni nostra interazione con gli altri esseri umani

I sentimenti sono una delle “cose” più serie per l’essere umano, non avrebbe senso banalizzarli o ridicolizzarli immaginando che i concorrenti di “Temptation Island” possano davvero essere persone autenticamente impegnate in un rapporto di coppia...

Finché noi cristiani restiamo spettatori della realtà, non contribuiremo mai a tessere evangelicamente la trama o l’ordito della storia. Buttarci nel quotidiano, sporcandoci anche le mani, è un imperativo che chiede conto alla nostra responsabilità, per evitare di giudicare gli altri come il fariseo nel tempio, mistificando spesso il reale, che è la storia di cui facciamo parte.

Se mi ritengo persona umana dinanzi allo sguardo di Josephine, posso ancora dormire nel mio letto, sfamarmi, godermi relazioni di amicizia e pensare alle vacanze? Non scardina ogni carapace di autodifesa? Non mette a nudo chi siamo? Persone che persone osano dirsi tali? Ancora osiamo? Dovremmo lasciarci invadere da quanto rimuoviamo: la vergogna che vorrebbe emergere, se solo glielo consentissimo.