Idee

Nella relazione annuale presentata qualche giorno fa, la presidente della Corte costituzionale, Marta Cartabia, ha indicato nella Costituzione la “bussola necessaria” per la vita civile anche in questo tempo eccezionale. E sì che di una bussola c’è gran bisogno in un momento in cui la cosiddetta Fase 2 vede sovrapporsi le spinte, talvolta disordinate, ad ampliare la libertà di movimento e di iniziativa, recuperata solo parzialmente a causa delle ineludibili esigenze della profilassi sanitaria, e una proliferazione non sempre coordinata di norme e di interventi ai vari livelli istituzionali.

La replica. Il moltiplicarsi delle morti per Coronavirus ha suscitato un forte dibattito. Ma dietro troppe prese di posizione allarmate c'è una sostanziale ignoranza della loro storia e della loro reale fisionomia. Tante strutture sono nate oltre un secolo fa dall'amore delle comunità per i loro anziani, e non certo per obiettivi di guadagno

Tra gli aspetti più significativi dell’emergenza Coronavirus in termini etici c’è quello politico. Al netto della situazione senza precedenti, abbiamo assistito a prese di posizione assurde e al limite del grottesco (è il caso dell’invito del presidente Trump a iniettarsi disinfettanti) fino a strategie controverse con mutamenti repentini (come nel Regno Unito del sopravvissuto Boris Johnson).

Una sovraesposizione continua a input e spot che inneggiano al positivo a tutti i costi, facendoci perdere il contatto con la realtà: è il concetto elaborato dalla psicologa veronese Giuliana Guadagnini. “No all’ottimismo a ogni costo, no alla paura irrazionale: serve equilibrio e buon senso”

Alla vigilia del flash-mob nazionale #graziefamiglie, in programma domani, alle 18, Gigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, spiega al Sir il senso e la motivazione di questa iniziativa, ricordando che quello che hanno fatto le famiglie, chiuse in casa, “è inimmaginabile e non quantificabile sotto ogni aspetto”, e che, se il Paese ha retto, “ha retto grazie anche alle famiglie italiane: al pari di medici e infermieri, seppur in condizioni e luoghi diversi, attenendosi scrupolosamente alle indicazioni ricevute dal governo, hanno contribuito a fermare la diffusione del virus e il contagio”