Idee

Il direttore della comunicazione dell’Assemblea Ue chiarisce gli intenti della campagna istituzionale in vista dell’appuntamento del 23-26 maggio. “Il nostro compito è mostrare, con equilibrio, i risultati che l’Unione produce e che riguardano la vita di ogni giorno”. Il confronto tra “europeisti” e “sovranisti” accresce nelle opinioni pubbliche l’attenzione verso le elezioni. Appello ai giovani

Molti continuano a donare la loro vita come Gesù e diffondono energie di bene: credono che l’umanità, il capolavoro di Dio, va sempre custodita. Quanti di noi, anche nella stessa Chiesa, ci rendiamo conto del dono gratuito della vita di migliaia di persone che seguono Gesù Cristo, incarnando il Vangelo? Come riconoscere la loro presenza, spesso silenziosa, all’interno del popolo di Dio? Chi sono realmente per la Chiesa le donne e gli uomini consacrati? Per un attimo immaginiamo la società e il popolo di Dio privi della loro presenza: è proprio vero che fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce?

Come smontare il falso mito della contrapposizione tra elite e popolo? Prima di tutto, mostrando che moltissimi tra noi sono già elite e che non si può fare finta di non esserlo. Poi intensificando i momenti di ascolto, anche attraverso nuovi strumenti di partecipazione alle decisioni. Infine, allargando e non restringendo, sia pure con ordine e metodo, la cittadinanza a chi ne è sprovvisto. È necessario essere più esigenti gli uni con gli altri per far ripartire il motore delle elite di massa. Non è detto allora che la crisi politica in cui siamo non possa presto portare ad una rinascita della coscienza civile di quella strana "elite di massa" che siamo, per far rinascere una nuova borghesia europea

Le banche alle prese con la riduzione dei cattivi crediti (prestiti concessi a soggetti che non meritavano, società buone che hanno perso competitività, imprenditori che non hanno gestito bene il cambio generazionale) non possono alimentare più di tanto la ripresa perché sono alle prese con i loro errori e un’economia debole. Condizione che rende più difficile per le imprese la restituzione dei prestiti. Per il governo un arretramento che dovesse durare più trimestri è il peggio che possa capitare a chi ha promesso e ormai deciso impegnativi immediati capitoli di spesa confidando in una ripresa dei consumi che dovrà portare più benessere e più entrate fiscali. Ma se le imprese - di tutti i tipi - non faranno utili pagheranno meno tasse, se i nuovi occupati saranno pochi crescerà lo squilibrio previdenziale fra chi è, o sta andando, in pensione. La recessione prolungata crea uno stato d’incertezza che frena gli investimenti grandi e piccoli: il capannone industriale, il laboratorio artigianale, il negozio, i mutui-casa. Insomma, l’economia non gira e nessun comparto può sentirsi al sicuro

Il tema dei migranti, ricordava domenica scorsa il vescovo Claudio nella sua omelia a conclusione della Marcia della pace, «oggi sembra essere la nuova pietra di inciampo per tanti». Che non significa equipararli alle vittime della Shoah, ma ribadire che un tema così delicato chiede a ciascuno di fermarsi, riflettere, ricordare che in ballo ci sono persone in carne e ossa. Se abbiamo il coraggio di “inciampare” sui loro nomi e sulle loro storie, forse gesti e parole cambieranno.

Paura, ordine, migrazioni, popolo, democrazia, partecipazione, lavoro. Sono le sette parole sulle quali p. Antonio Spadaro, direttore del periodico dei gesuiti La Civiltà Cattolica, invita a riflettere per «tornare a essere popolari» in questo tempo di cambiamenti e conflitti «che ci sfidano» e di fronte ai quali occorre «riconnettersi con la società civile e con i ceti popolari" per ricostruire la relazione naturale con il popolo».

L’evento diocesano per la pace di domenica 27 gennaio è un’occasione per rilanciare in modo nuovo l’impegno politico dei cristiani. Le Acli di Padova invitano a partecipare per essere "popolo comunità" e non popolo suddito.

Forse è il tempo di riprendere il Vangelo tra le mani, per riflettere in che modo ha vissuto Gesù Cristo e come hanno testimoniato con coerenza coloro che ci hanno preceduto. Gesù spesso andava in disparte per incontrare il Padre: da dove attingiamo la forza per strutturare la vita alla presenza di Dio nella vita personale, familiare, amicale, lavorativa, sociale? Quale processo aprire per essere ovunque autentici testimoni credibili?

Il Consiglio permanente della Cei ha già messo sul tavolo alcune sfide emergenti, dentro e fuori la comunità ecclesiale: la questione antropologica, la relazione tra preti e laici, la cura della vita interiore e la sinodalità. Un’attenzione particolare è stata chiesta per l’età della preadolescenza. Sono alcune prime sottolineature, che preludono al successivo lavoro di definizione dei contenuti e dell’arco temporale. Nulla è già deciso, se non la volontà di continuare a svolgere un servizio per il bene autentico delle persone e dell’intera comunità italiana

"Ormai tutti urlano, e dunque il farlo non è più efficace. Meglio, a volte, un silenzio eloquente. La cultura dei social porta a una polarizzazione delle opinioni: o mi piace o non mi piace. Non c’è la possibilità di argomentare, di esprimere un giudizio sfumato. E la polarizzazione porta allo scontro. La violenza verbale o visiva prima o poi genera altra violenza, anche fisica". Lo sostiene Adriano Fabris, docente di filosofia morale all'Università di Pisa: "Oggi sta subentrando un rapporto più diretto tra politici ed elettori: quello reso possibile dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, e in particolare dai social network. È la rivoluzione della disintermediazione". E aggiunge: "Sembra che si possa fare a meno di qualsiasi intermediario, e pure dei comunicatori come professionisti dell’intermediazione comunicativa, perché il politico è ormai in grado, attraverso un account social, di dire la sua direttamente. In realtà questi intermediari ci sono ancora. Il Papa o il Presidente della Repubblica non possono certo avere il tempo di chattare o di mandare un tweet. E tuttavia l’illusione di un contatto diretto permane"

La cronaca segnala quasi ogni giorno motivi di scontro fra il governo italiano e le autorità francesi. Ma altri fronti politico-diplomatici si aprono verso nazioni vicine, come ad esempio la Germania. L'esecutivo giallo-verde è tenuto a difedere gli interessi nazionali, senza però rinunciare al quadro comunitario. Il voto per l'Europarlamento porterà ad alzare il livello delle contese: quale campagna elettorale dovremmo attenderci?

Un'altra tragedia nel Mediterraneo, altre centinaia di migranti respinti in Libia, mentre i leader politici italiani esultano per la diminuzione degli arrivi tacendo sui morti. Da Barcellona parla al Sir Riccardo Gatti, comandante e capomissione di Open Arms, una delle poche Ong rimaste nel Mediterraneo. La Capitaneria di porto ha impedito alla nave di ripartire per una missione di salvataggio ma è probabile che la situazione verrà sbloccata presto, ancora prima del ricorso presentato da Open arms

Cent’anni fa siamo venuti dall’altra parte del mondo a risolvere un problema a cui nessuno aveva saputo trovare una soluzione: il dislivello degli oceani. Abbiamo portato qui le chiuse di Leonardo. Cent’anni dopo hanno usato la stessa tecnologia per il raddoppio del canale e sono venuti in Italia a chiedere di costruire le paratie. Perché siamo così scoraggiati nell’affrontare la vita quotidiana a casa nostra? Perché non crediamo più di potercela fare? Penso alla società, alla politica e ovviamente anche alla Chiesa che (Vangelo nel cuore) avrebbe più di una ragione per continuare a seminare speranza con sempre maggiore efficacia