Chiesa nel mondo

Ottocento anni dopo l’incontro tra san Francesco e il sultano Malik al Kamil, avvenuto a Damietta, in Egitto, nel 1219, Papa Francesco, sarà dal 3 al 5 febbraio negli Emirati Arabi Uniti, primo pontefice della storia a mettere piede nella Penisola arabica, culla dell’Islam. Il Custode di Terra Santa, padre Patton: "San Francesco ha dimostrato in piena Quinta Crociata che era possibile il dialogo, l’incontro e l’amicizia tra un cristiano e un musulmano"

Sono state colpite le diocesi di Catania e di Acireale: Fleri, frazione di Zafferana Etnea, Santa Venerina, Pennisi, Monterosso e Santa Maria La Stella. Per la Protezione civile regionale (dato del 31 dicembre), gli sfollati sono 1.096. È quanto si apprende dalla Protezione civile regionale. Ma la maggior parte sono ospitati in alberghi convenzionati con la Regione Siciliana, mentre meno di 300 persone hanno fatto ricorso a sistemazioni autonome. Sono più di 4mila le richieste di sopralluoghi. Sono inagibili scuole e chiese dei quartieri colpiti

Don Valentino Cottini (Pisai) racconta al Sir le prospettive del viaggio di Papa Francesco negli Emirati Arabi: “Ha un’importanza unica. È la prima volta in assoluto che il capo della Chiesa cattolica sbarca nella penisola araba. Non possiamo dimenticare che la penisola araba è la culla e il santuario dell’Islam, dove per secoli si è sostenuto che potessero mettervi piede solo i musulmani”

Movimenti ecclesiali e civili, fedeli e semplici cittadini hanno riempito ogni spazio della cattedrale, raccogliendo l’invito dell’arcivescovo mons. Salvatore Pappalardo. “La solidarietà dimostrata in questa occasione deve essere per tutti uno stile quotidiano” ha detto il presule nel suo saluto a conclusione della veglia sul tema “Ero forestiero e mi avete ospitato”. E ha ricordato ai presenti: “Nel Vangelo, Gesù Cristo si identifica con l’affamato, l’assetato, lo straniero, il nudo, il malato e il prigioniero”

“Nel quotidiano ministero a servizio del matrimonio cristiano, voi fate esperienza di due fondamentali capisaldi non solo della teologia e del diritto matrimoniale canonico, ma anche e ancor prima dell’essenza stessa della Chiesa di Cristo: l’unità e la fedeltà. Questi due beni matrimoniali, infatti, prima di essere, anzi, per essere obblighi giuridici di ogni unione coniugale in Cristo, devono essere epifania della fede battesimale”.

Asia è stata scarcerata il 9 novembre, dopo 3.429 giorni di carcere, e condotta in una località segreta dove si trova assieme al marito. A tutt’oggi non ha ancora incontrato le figlie che da diversi giorni si trovano all’estero. Dopo il 31 ottobre, gli islamisti che già prima del verdetto avevano minacciato di morte i giudici della Corte Suprema e chiesto a gran voce l’impiccagione di Asia, hanno dato vita a violente manifestazioni di piazza. Le autorità pachistane hanno disposto maggiori misure di sicurezza, specie nelle aree abitate dai cristiani e dalle altre minoranze, temendo massacri anticristiani

“È un desiderio soprattutto dei giovani. In questo momento migliaia di universitari portoghesi sono in missione. Si chiama ‘missione Paese’, vanno nelle parrocchie di tutto il Portogallo per condividere la loro vita e la loro esperienza. Poi, ritornano nelle scuole pieni di volontà di fare. Tutto questo fermento chiede al vescovo di fare di più e il Papa ha indicato Lisbona”. 

Intervista al card. Gualtiero Bassetti, presidente dei vescovi italiani, al termine della Giornata mondiale della gioventù: “Bisogna ritornare a far sognare i giovani. Non possiamo essere i controllori dei loro sogni. Devono sognare con intelligenza, con amore, con grazia. Dobbiamo essere i custodi dei loro sogni. Anche i vecchi hanno i sogni e quando i vecchi e i giovani sognano insieme diventano la forza di Dio”

C’è anche la pastorale vocazionale alla Gmg di Panama: ha animato uno stand alla Fiera vocazionale al Parque Omar di Panama. Don Michele Gianola: “Dio chiama sempre. La Gmg può essere una occasione nella quale, dentro l’ascolto della parola del Papa, dentro un’esperienza di Chiesa così universale, questa chiamata può essere sollecitata. La cosa che a noi però interessa di più è che, dopo la Gmg, si continui ad accompagnare i ragazzi. La vocazione, come la vita, passa nelle relazioni personali, sul territorio, dentro la realtà”