Idee

Nella migliore delle ipotesi il Pil italiano di fine anno crescerà dello 0,4% (rispetto allo 0,6 stimato a inizio anno da Banca d’Italia) e un’economia debole non aiuterà a comprimere il debito pubblico. Le Borse avevano corso molto, chi aveva guadagnato vende. Gli investitori stanno immaginando conti aziendali più deboli per le società quotate. Un calo generalizzato con appesantimenti per quelle rivolte all’export cinese, del turismo e fieristico. Soffriranno piccole e medie imprese, artigiane e la rete del commercio diffuso. Se tutto si risolverà entro breve potrà essere limitata la perdita di occupazione. Che comunque ci sarà, come segnalano le associazioni di categoria più coinvolte

O eravamo esagerati solo pochi giorni fa o siamo faciloni oggi. O ci hanno raccontato fandonie sull’espandersi dell’epidemia tale da poter mettere in crisi la struttura sanitaria dell’intero Paese oppure resta vero quello che anche noi abbiamo scritto e riportato da luminari della scienza che mettevano in guardia, non secoli fa ma lunedì e martedì scorsi, sul possibile e probabile espandersi a macchia d’olio del Coronavirus

L'epidemia partita dalla Cina rischia di mettere in ginocchio il Paese. Occorrono risposte urgenti, efficaci, condivise. In questo frangente, che mostra aspetti tragici, è necessario riscoprire lo "stringiamoci a coorte" dell'Inno di Mameli. Ognuno deve fare la sua parte: i cittadini, la medicina, la politica (rinunciando a ogni sciacallaggio dal sapore elettorale). E anche un pizzico di sano e intelligente umorismo tricolore può aiutare a vincere le paure collettive

L'Asvis, il cartello di oltre 220 enti e organizzazioni schierati sul fronte dello sviluppo sostenibile, non ha mancato l'appuntamento annuale con l'analisi della manovra economica, esaminata da circa 600 esperti indipendenti alla luce dei 17 obiettivi fissati dall'agenda 2030 dell'Onu. Ma inevitabilmente sulle prospettive globali e interne peseranno gli effetti ancora non calcolabili dell'epidemia da coronavirus

Da quando l’Italia si è confermata tra i paesi al mondo più colpiti dal Covid-19, sono molti gli stati che hanno chiuso le frontiere ai nostri connazionali, mentre altri hanno imposto la quarantena a chi torna dal nord Italia: un piccolo viaggio per chiedere agli italiani residenti all’estero come i comportamenti nei loro confronti sono cambiati

Siamo ancora nella fase di gestione di un fenomeno che ha preso avvio solo pochi giorni fa, in questo momento, come Istituzioni, è assolutamente corretto lavorare in maniera coesa, attiva e possibilmente senza che si producano, ad ogni livello, futili polemiche con giochi al rialzo che rischiano di produrre allarmismo con conseguenti evitabili danni.