Idee

Assieme alla diseguaglianza, tra gli elementi che caratterizzano il mondo contemporaneo c’è senz’altro quello relativo ai conflitti che attraversano il pianeta. Si tratta di due fenomeni strettamente legati: le diseguaglianze sono una delle più importanti fonti di tensione e di conflitto nelle società; e i conflitti stessi sono a loro volta fattore di inasprimento delle polarizzazioni esistenti, dei fenomeni di diseguaglianza e marginalizzazione

Quanti luoghi comuni contribuisce a spazzar via, quante analisi affonda, quasi le nuove generazioni fossero semplicemente sedute, ripiegate e spente. Chi con violenza assurda e omicida ha voluto spezzare l’esistenza di Antonio ha ottenuto l’effetto contrario: la morte di questo giovane ha dato risonanza planetaria a un patrimonio di valori e progetti, di cultura locale e universale, di impegno civile aperto e propositivo.

Questa domenica molti comuni del Veneto sono chiamati al voto per confermare o respingere i progetti di fusione approvati dai consigli comunali. La fusione, a conti fatti, è una straordinaria opportunità: meglio non sprecarla .

Marisa Iannucci, ricercatrice e studiosa, rilegge il contributo offerto dalle donne al pensiero islamico e le cause della loro progressiva emarginazione. Le donne sono le prime vittime del clima di razzismo e paura nei confronti dell'islam che oggi domina anche l'Europa.

Se da un lato gli italiani come collettivo tendono a chiudersi, dall’altro come singoli tendono sempre a raccontarsi e rappresentarsi sui social network. Questo atteggiamento contrapposto rischia di alterare la percezione autentica del paese reale, mortificando quel senso di comunità che dovrebbe essere il fondamento di ogni popolo. Destrutturare la dimensione comunitaria significa, infatti, mandare la società in cortocircuito. Non solo a livello identitario ma in riferimento a tutto quel corpus di norme, valori e istituzioni che la legittimano come tale e ne assicurano il funzionamento. In questo modo l’incertezza già dominante si trasforma in paura (dei migranti, ma non solo) rendendo l’individuo ancora più solo in tutti quegli spazi tradizionali che dovrebbero proteggerlo e che invece sono spesso avvertiti come insicuri

La May traballa per il Brexit, Macron chiede scusa ai gilet gialli. E l'Italia rivede le cifre della manovra finanziaria. Talvolta si profila la necessità per i governanti di riconsiderare le posizioni assunte, di rimangiarsi qualche promessa irrealizzabile o addirittura dannosa per il proprio Paese. Il Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre dovrà occuparsi anche di questi problemi.

Il 52° Rapporto del Censis, recentemente pubblicato, evidenzia il passaggio da un’economia di sistemi a un ecosistema di attori individuali.

Quel che serve oggi è “una responsabilità politica che non abbia paura della complessità” e che quindi “sappia riconoscere le diversità”. Perché – e qui il Rapporto cita Gianni Rodari – “la lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra”

Ci riferiamo a Lei che ben comprende il nostro stato lancinante e rischioso, perché toccata da vicino da sofferenze a dir poco considerevoli e può accompagnarci nel cammino. Di più, guardare la nostra macchia dolente se, d’un canto fa crescere in consapevolezza, dall’altro rischia di far precipitare in un gorgo buio. Guardare alla sua Bellezza invece suscita desideri luminosi che possano contagiare ed educare ogni essere umano al rispetto, alla condivisione del cammino senza prevaricazione, allo sguardo gettato sulla donna senza che nulla intorbidi il rapporto. Bellezza luminosa: genera bellezza luminosa a tutti donata

Il 23 dicembre 1978 nasceva il Sistema sanitario nazionale e si realizzava concretamente uno degli assunti fondamentali della Costituzione. Quarant'anni dopo, nonostante i problemi, rimane un'eccellenza. Ma fino a quando? La sua nascita è legata a due veneti: Tina Anselmi e Fulvio Palopoli. La nostra riforma era assunta a modello degli altri Paesi, europei e non.

Entrare nel merito del dibattito è ormai quasi impossibile. Chi non vuole la Tav inserisce questa opzione all’interno di un modello articolato di "sviluppo sostenibile" che guarda a un futuro di lungo periodo; mentre i favorevoli al treno veloce guardano ad un "presente" in cui il rischio che il Piemonte rimanga tagliato fuori dalle grandi vie di comunicazione europee è molto concreto – invece che da Lione e Torino il treno potrebbe passare da Marsiglia e Genova oppure, a Nord, da Lione, Ginevra e Losanna…