Idee

È difficile parlare della guerra ai bambini, è difficile parlargliene senza metter loro paura. Nelle scuole, nelle famiglie, qualcuno prende coraggio e affronta questi argomenti, poi i pensieri rimangono lì, sospesi nella testa di bambini che, nel tempo, li rielaborano e in ogni occasione devono trovare un sostegno, una parola di speranza, la possibilità di esserci e di dare il proprio contributo portando qualcosa a chi non ha più nulla, o accogliendo con un sorriso il coetaneo che apre la porta della classe per un nuovo primo giorno di scuola

Dopo il Covid anche la guerra in Ucraina è entrata negli occhi e nell'immaginario dei nostri bambini. Maria Pontillo, psicoterapeuta dell’Uoc di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza del Bambino Gesù, parla di "ragazzi interrotti", costretti a continuare a vivere in un mondo "sospeso". Cruciale il ruolo dei genitori nell'accoglierne le paure e nel rassicurarli: "Oltre alle forze in guerra, ci sono forze che stanno lavorando per la pace". Gesti di solidarietà verso i coetanei meno fortunati possono stimolare nei bambini l'empatia e far sentire che, nel proprio piccolo, ognuno può fare qualcosa di bello per chi sta soffrendo

Nell’emiciclo del Parlamento europeo a Strasburgo risuonano le parole della scrittrice, che denuncia la guerra scatenata dalla Russia contro il suo Paese. Nella giornata dell’8 marzo sottolinea che non sono in gioco i diritti delle donne, ma la loro stessa vita. Punta l'indice verso la cecità dell’Occidente di fronte alla minaccia di un nuovo conflitto mondiale

Dare una risposta concreta alla sofferenza e alla difficoltà di vivere di chi porta sul proprio corpo i segni dei disturbi dell’alimentazione. Questo l’obiettivo dell’associazione Alice per i Da, nata nel 2006 dal bisogno di un gruppo di genitori di confrontarsi e chiedere cure adeguate e complete per i propri figli affetti da questa sofferenza psichica.

Il sistema delle sanzioni ha prodotto difficoltà e fastidio per la Russia, ma è tutt’altro che compatto: «Ha delle falle molto significative: blocca solo in parte commerci e pagamenti», rileva Ignazio Angeloni, docente e già membro del consiglio di vigilanza della Banca centrale europea.

Esiste un universo sociale da riprogettare, un habitat economico da ristrutturare, una cultura che offre basi di pensiero da cui ripartire. La guerra scoppia nel cuore dell’Europa proprio mentre sembrava che la ricostruzione post- Covid potesse entrare nel vivo grazie ai vaccini e all’imunità generata dal contagio da Omicron.