Idee

…e dall’alto vedono la nostra vita in agitazione, che vaga spesso in ricerca di un mondo senza confini, senza restrizioni, dove ad ogni angolo c’è a portata di mano un trono per il proprio io libero di ogni legame. Mentre camminiamo quasi indifferenti l’uno accanto all’altro, ci lasciamo attrarre spesso da ciò che non ci procura fastidi. Sembra che molti di noi hanno un sogno nel cassetto: vivere nella libertà senza limiti, fare ciò che si vuole, difendere il proprio cammino da ogni elemento che si frapponga

Con l'attentato del 26 agosto all’aeroporto di Kabul, è apparsa una nuova entità nello scacchiere islamico della Regione: l’Isis del Khorasan. Hanno attaccato – spiega in questa intervista al Sir Paolo Branca dell’Università Cattolica di Milano – perché “ritengono i Talebani troppo morbidi e sostanzialmente dei traditori che stanno lasciando partire i ‘collaborazionisti’ degli occidentali. Vogliono essere percepiti come i puri e i duri difensori dell’islam sunnita autentico contro chi scende a compromessi e si abbassa a forme di conciliazione seppur temporanee coi nemici della fede”

La scuola sarà in presenza da settembre, ma regioni e comuni potranno scegliere un non auspicato ritorno alla didattica a distanza in casi eccezionali. Le nuove norme impongono, salvo casi d’eccezione, l’obbligatorietà del Green Pass a docenti e personale Ata, non per gli studenti, se non quelli universitari. L’era Covid ha imposto necessità, contestate dai sindacati (sospensione dello stipendio a partire da cinque giorni di non ottemperanza dell’obbligo) per tentare un approccio più radicale agli annosi problemi della nostra scuola, come il recupero dell’abbassamento delle competenze che la didattica a distanza ha comportato

Dopo la prima missione di salvataggio, l'appello del presidente Luciano Scalettari alla politica e alla società civile: “Non è accettabile che finanziamo la Guardia costiera libica”. Dal 2017 stanziati complessivamente oltre 32 milioni di euro per le motovedette libiche

“La speranza è che in Afghanistan vi sia una possibilità di poter continuare a lavorare a fianco degli ultimi, in particolare nelle numerose realtà locali che sono sorte negli ultimi anni e che sono fondamentali per molte persone che vivono nel Paese. Veramente si occupano degli ultimi tra gli ultimi. Negli scorsi anni, infatti, anche in collaborazione con la Caritas sono moltiplicati i centri di aiuto e sostegno verso i disabili, i più poveri e per chi vive nelle zone più remote dell’Afghanistan. Ora queste persone sono tutte preoccupatissime perché non sanno se potranno continuare a operare”. 

Dallo scorso 15 settembre, Kabul è nelle mani dei talebani, mentre l’Occidente si ritira. Dopo 20 anni di occupazione e costi umani ed economici elevatissimi. Il disimpegno accelerato della forze statunitensi, l’impreparazione del neonato esercito afghano e il controllo espanso dei talebani. Mentre i civili provano a fuggire temendo il ritorno del regime passato

L’età media del popolo afghano è di 18 anni. Questo dato, per lo più ignorato nelle cronache di questi giorni, ci dice che una gran parte di quei cittadini sono ragazzi che non hanno mai visto il loro Paese se non in stato di guerra, con le missioni internazionali a contendere il territorio a gruppi armati locali.

Per il presidente della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Ue, i corridoi umanitari sono “l’unica risposta che funziona”. "L'unica cosa di cui stiamo discutendo è cosa fare per non avere un grande numero di profughi piuttosto che andare in aiuto di queste persone. E questo atteggiamento mi provoca vergogna", ammette

Parlando della collaborazione con i Ministeri degli Affari esteri e della Difesa per l'accoglienza in Italia delle famiglie e del personale che ha collaborato con il nostro Paese, il presidente della Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha evidenziato la necessità di "pensare a dei percorsi dedicati se non vogliamo creare ulteriore emarginazione. Mi auguro che ci sia un approccio inclusivo"

 “Siamo decisi a restare in Afghanistan e continuare il nostro lavoro nel campo dell’educazione e dell’istruzione. La nostra priorità è la gioventù afghana, i giovani, i ragazzi, le ragazze, i bambini e le bambine. Devono poter continuare ad andare a scuola, nelle loro classi, devono poter ricevere una istruzione di qualità affinché possano diventare insegnanti, medici, ingegneri, competenti e capaci di ricostruire l’Afghanistan, un Paese che ha visto 40 anni di guerre”.