Senza frontiere: voci dall'Europa

Chi sono gli eurodeputati? Quante donne siedono nel Parlamento Europeo? Quanto contano i partiti nazionali?  Quanto hanno lavorato gli eurodeputati? In quanto tempo si approva una legge a Bruxelles? Quanti sono i partiti europei?

Da luglio 2014 a dicembre 2018 al Parlamento europeo sono stati approvati in plenaria 2.134 testi, tra cui 708 atti legislativi; le commissioni parlamentari hanno tenuto  552 audizioni pubbliche; sono state ricevute 6.880 petizioni.

C’è tempo fino al 16 maggio per garantirsi uno dei 20 mila travel pass messi a disposizione dalla Commissione europea che ripropone DiscoverEU, il progetto rivolto ai giovani di 18 anni che dà la possibilità di girare l’Unione europea viaggiando gratis. 

Lotta ai cambiamenti climatici, alla povertà e alle disuguaglianze sociali, più istruzione e formazione, una più sentita difesa della democrazia. Sono le priorità espresse dai giovani europei attraverso un'indagine Eurobarometro cui hanno partecipato circa 11mila  giovani che nel marzo 2019 avevano tra i 15 e i 30 anni.

Il voto del 26 maggio darà vita al nuovo Parlamento europeo e, insieme, potrà influenzare la scelta del presidente della Commissione europea. L'europarlamento, infatti, ha cercato di garantire che, votando alle elezioni, i cittadini europei abbiano anche questa possibilità grazie allo Spitzenkandidaten (candidati principali), una procedura in base alla quale i partiti politici europei, in vista delle elezioni, nominano i propri candidati al ruolo di presidente della Commissione, e la presidenza andrà al candidato del partito politico capace di ottenere sufficiente sostegno parlamentare.

Entro il 2060 in Germania il numero dei cattolici sarà dimezzato. Lo dice un rapporto del centro Generationenverträge dell’università Albert-Ludwig di Friburgo che lo imputa alla questione demografica e alla secolarizzazione. La situazione è ora allo studio del Consiglio Ekd e della Conferenza episcopale Dbk. «Non andiamo nel panico a motivo delle proiezioni» è la reazione del card. Reinhard Marx; che aggiunge «orienteremo il nostro lavoro di conseguenza». Per questo è necessario valorizzare i segnali di speranza.

Le elezioni europee si terranno nei 28 Stati membri dal 23 al 26 maggio. Sono elezioni a suffragio universale che si svolgono ogni 5 anni per eleggere 751 deputati al Parlamento europeo. In Italia si voterà domenica 26 maggio e tutti i Paesi inizieranno lo spoglio dei voti alle 23 di quello stesso giorno, in modo tale da rendere lo scrutinio una procedura simultanea in tutta l'Unione europea. Non esiste una legge elettorale europea, ma ciascuno Stato membro usa una propria legge elettorale per l'attribuzione dei seggi che gli spettano. È necessario che il metodo utilizzato sia proporzionale e che la soglia di sbarramento non sia superiore al 5%.

Nella Circoscrizione Nord Est - che comprende Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna - i candidati da eleggere sono quindici. Ogni elettore ha la possibilità di indicare fino a tre preferenze, ma va garantita la parità di genere tra i nomi indicati: se si esprimono tre preferenze, almeno una deve essere di sesso diverso (due uomini e una donna o due donne e un uomo). Se si scrivono tre preferenze e i candidati sono dello stesso sesso, l’ultima preferenza viene annullata. Passano solo liste che superano lo sbarramento del 4%. Tutte le liste hanno scelto come capolista il big del proprio partito. La curisità? La lista “Parlamentare Indipendente” con un solo candidato: Lamberto Roberti. Di seguito tutte le liste in lizza.

«L’Unione europea non è il Santo Graal. Come tutte le creazioni umane ha pregi e difetti: gli inglesi, che hanno scelto di uscirne, stanno dimostrando quanto sia difficile e costoso rinunciare ai benefici che questa appartenenza comporta». Lo sostiene Thierry Vissol, economista, storico, già docente universitario e funzionario della Commissione europea, oggi direttore del Centro euro-mediterraneo Librexpression della Fondazione Giuseppe Di Vagno, nel suo libro “Europa matrigna. Sovranità, identità, economie” (edizioni Donzelli), che attraversa i grandi temi della politica comunitaria soprattutto attraverso la chiave di lettura della sovranità.

Greta Thunberg, la giovane attivista svedese per il clima che ha ispirato il movimento mondiale "School Strike For Climate", è intervenuta a una riunione della commissione per l'ambiente a Strasburgo e nella sua dichiarazione di apertura, ha chiesto «cambiamenti permanenti e senza precedenti in tutti gli aspetti della società» per combattere i cambiamenti del clima e degli ecosistemi ed ha concluso: «Mi aspetto che i politici agiscano ora perché non c'è molto tempo, abbiamo una finestra che non sarà aperta a lungo per fare qualcosa».

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le norme che rafforzano la vigilanza finanziaria UE, per rendere i mercati finanziari più sicuri, combattere il riciclaggio e proteggere i consumatori.

La nuova legislazione, adottata martedì con 521 voti favorevoli, 70 contrari e 55 astensioni e già concordata con i ministri UE, consiste in un aggiornamento delle regole sulle autorità di vigilanza finanziaria dell'UE, istituite nel 2010 e in particolare prevede: un aggiornamento del sistema di vigilanza finanziaria UE per tenere il passo con i cambiamenti; dispone una migliore protezione per consumatori e contribuenti; conferisce nuovi poteri all’Autorità bancaria europea per la lotta contro il riciclaggio di denaro.

«Ai robot non si può dare un’anima e forse neppure un cervello, ma certo non possiamo lasciare che i robot rubino l’anima all’umanità o che sottraggano posti di lavoro senza trovare un’alternativa valida» così uno dei 52 esperti che per conto della Commissione europea ha elaborato  il documento “Orientamenti etici sull’Intelligenza artificiale” reso pubblico in occasione del “Digital Day 2019”. Sul piatto ricerca, innovazione e robotica applicate alla vita di ogni giorno, ma la responsabile al digitale, Maryia Gabriel, ha spiegato che “Al centro si trova l’uomo". Proposte sette linee guida, guardando al futuro.

Un seminario di studi europei per dire che «in un’Europa preoccupata dallo spread e dalle risorse, e incapace di garantire e promuovere la coesione sociale, è dalle politiche di inclusione che bisogna ripartire». Il seminario, organizzato a Bruxelles da Mcl con Efal, Eza e Fondazione italiana Europa popolare, con il contributo dell’Ue, per fare il punto sul cammino verso un’Europa veramente unita, evidenziando e analizzando anche gli elementi di criticità e le battute d’arresto per poter ripartire puntando alla  realizzazione del progetto europeo attraverso nuove politiche di inclusione sociale. Oltre agli italiani il seminario ha visto la presenza di partner europei provenienti da Belgio, Francia, Spagna, Germania, Portogallo, Polonia, Austria, Olanda, Bulgaria e Grecia.