Senza frontiere: voci dall'Europa

Giovani e bambini dovrebbero essere tra i principali beneficiari. Gli eurodeputati del comitato per l'occupazione - gruppo di lavoro del Parlamento europeo - hanno proposto di rafforzare il finanziamento del Fondo sociale europeo Plus  nel bilancio a lungo termine dell'Unione 2021-27 di circa il 19% rispetto alla proposta della Commissione europea, aumentando da circa 89,6 miliardi a circa 106,8 miliardi di euro e di questi 105,7 miliardi saranno gestiti congiuntamente dall'Unione europea e dagli Stati membri. Il mandato per avviare i negoziati con il Consiglio è stato approvato con 543 voti a favore, 81 contrari e 64 astensioni. I deputati ora solleciteranno il Consiglio ad adottare una posizione e avviare i negoziati il prima possibile.

Il governo di Bucarest detiene la presidenza semestrale, fino al 30 giugno, in una fase delicatissima della vita dell'Unione europea. Brexit, budget di lungo periodo ed elezioni dell'Europarlamento tra le sfide principali. Ma la situazione politica interna non aiuterà la premier Viorica Dancila. Il 9 maggio a Sibiu un summit per rilanciare l'integrazione.

L'euro, la moneta comune dell'Europa, compie 20 anni. Il 1° gennaio 1999, 11 paesi dell'Unione europea hanno lanciato una moneta comune, l'euro, e hanno  introdotto una politica monetaria condivisa sotto la Banca centrale europea. Quel momento storico è stato una pietra miliare in un viaggio guidato dall'ambizione di assicurare stabilità e prosperità in Europa. Oggi, ancora giovane, l'euro è già la valuta di 340 milioni di europei in 19 Stati e altri Stati membri dell'UE si stanno preparando ad aderire. Ha portato vantaggi tangibili a famiglie, imprese e governi europei: prezzi stabili, costi di transazione inferiori, risparmi protetti, mercati più trasparenti e competitivi e aumento degli scambi. Circa 60 paesi in tutto il mondo collegano le loro valute all'euro in un modo o nell’altro.

Le piattaforme online che vendono contenuti digitali - come, tra le altre: Netflix, Spotify, Amazon, Google - potranno essere tassate. Nei giorni scorsi gli eurodeputati hanno aggiunto all'elenco dei servizi che possono essere considerati entrate fiscali, la fornitura di «contenuti su un'interfaccia digitale come video, audio, giochi o testi che utilizzano un'interfaccia digitale», indipendentemente dal fatto che tali contenuti siano di proprietà della società fornitrice o che questa ne abbia acquisito i diritti di distribuzione. Il Parlamento però ha un ruolo consultivo in materia di leggi fiscali e quindi tocca al Consiglio decidere all'unanimità sul contenuto definitivo delle norme per cui il Parlamento sta spingendo per un'approvazione prima della fine del suo mandato, nell'aprile 2019.

Ridurre il numero di vittime, combattere il contrabbando e migliorare l’uso dei fondi per la migrazione. Sono questi i motivi alla base della richiesta di proposta legislativa che introduca i visti umanitari europei approvata dall’Europarlamento a maggioranza assoluta con 429 sì, 194 no e 41 astensioni. In particolare il Parlamento europeo ha chiesto che la Commissione europea presenti, entro il 31 marzo 2019, una proposta legislativa che istituisca il visto umanitario, visto che «fornirebbe al richiedente l’accesso al territorio europeo esclusivamente nello Stato membro che lo rilascia e al solo scopo di presentare una domanda di protezione internazionale». E comunque la Commissione dovrà fornire una risposta motivata alla richiesta del Parlamento. I deputati sottolineano che, «nonostante i numerosi annunci e richieste di percorsi sicuri e legali per i richiedenti asilo in Europa, l’Ue non dispone di un quadro armonizzato di procedure di ingresso protetto». Inoltre, «a causa di opzioni giuridiche insufficienti, si stima che il 90% delle persone cui è stata concessa protezione internazionale abbia raggiunto l’Unione europea con mezzi irregolari».

Due italiani su tre pensano che l’appartenenza all’UE sia una cosa positiva per l’Italia. Il 64% degli italiani intervistati nell’ultimo Eurobarometro Flash, che sarà pubblicato nei prossimi giorni, pensa che l’appartenenza dell’Italia all’Unione europea sia una cosa positiva. Si tratta di un aumento di 15 punti percentuali dal dicembre 2017 (49%) mentre il 15% si esprime a sfavore, dato in diminuzione di 7 punti (22%). A livello europeo invece il 68% degli intervistati ha giudicato positivamente l'adesione all'UE.

Eurobarometro chiede inoltre agli intervistati se hanno sentito parlare di recente delle attività del Parlamento europeo tramite i media: il 60% degli europei dice di sì, in Polonia si arriva al 75%, in Finlandia e Svezia al 73%; in Italia la percentuale è al 56%, tra le più basse nell’Ue.

Tav Torino-Lione. «La Commissione non può escludere la possibilità di dover chiedere all’Italia di rimborsare il contributo già erogato, se non potrà essere ragionevolmente speso entro le scadenze previste dall’accordo di sovvenzione, in applicazione del principio “use it or loose it” (usalo o lo perdi), ma speriamo che ciò non accada perché pensiamo che la Torino-Lione sia un progetto importante» ha dichiarato il portavoce della Commissione Europea per i Trasporti Enrico Brivio. Sono 814 milioni i cofinanziamenti approvati da parte della Cef per la prima fase dei lavori ma ora si prevedono dei ritardi vista la sospensione della procedura di appalto pubblico recentemente annunciata dalle autorità italiane.

Italia fuori dai parametri ma non mancano i giudizi negativi sui documenti programmatici di bilancio dei paesi membri, che vedono tra i bocciati Francia, Spagna, Portogallo, Belgio e Slovenia. Bene la Grecia che passa tra i “promossi”. Ma anche se la crescita generale è rallentata, va sottolineato il fatto che per la prima volta dalla nascita dell’euro nessun Paese membro ha un deficit superiore al 3 per cento.

Ma l’euro, agli europei, piace? L’ultimo sondaggio Eurobarometro dice sì. La moneta unica piace a tutti, italiani compresi che in un anno hanno aumentato il gradimento di 12 punti. Restiamo tra quelli che gradiscono meno, certo, ma raggiungiamo il 57%. Anche gli austriaci, che a leggere le notizie sembrano euroscettici e  sovranisti, hanno aumentato come noi il gradimento, ma loro raggiungono il 76%. Sarà per questo che tutti ci chiedono rigore nei conti e nessuno pare disposto a far sconti sul deficit?

Un nuovo sito che illustra in che misura l'UE ha un impatto sulla nostra vita quotidiana. In vista delle prossime elezioni europee l'Europarlamento ha deciso di dare notizia e consistenza delle azioni attuate. Il sito web interattivo e multilingue Cosa fa l’Europa per me, realizzato dal Servizio di ricerca del Parlamento europeo, contiene centinaia di articoli di una pagina e di facile lettura che forniscono esempi dell’impatto positivo che l'UE ha sulla vita dei cittadini. Gli utenti possono facilmente trovare informazioni specifiche su ciò che l'Europa fa per la loro regione, la loro professione o il loro passatempo preferito.

In occasione del centenario della fine della Grande guerra, nell'arcivescovado di Belgrado, rappresentanti della Chiesa cattolica, della Chiesa ortodossa, i protestanti (anglicani, calvinisti ed evangelici) e i musulmani hanno sottoscritto  un Messaggio di pace a nome delle religioni presenti in Serbia.

La Commissione europea ha dichiarato la sua solidarietà all'Italia a causa del suo disastro ambientale e ha offerto assistenza mentre con un'interrogazione urgente alla Commissione, l’europarlamentare Mara Bizzotto, capogruppo della Lega al Parlamento Europeo, chiede «di garantire pieno e concreto sostegno a Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige messi in ginocchio dal maltempo, attraverso la mobilitazione del Fondo di Solidarietà Europeo e l'utilizzo di tutti gli strumenti di emergenza contemplati a livello comunitario».

La delegazione della Commissione cultura del Parlamento europeo conclude oggi la sua visita di tre giorni a Roma. Più ambizione da parte degli Stati membri per il programma Europa Creativa, potenziamento dell’accessibilità e riconoscimento della Cultura non solo come difesa del patrimonio, ma anche come vettore attivo di sviluppo economico e sociale, di innovazione e di cittadinanza.

«Il mercato unico è una cosa straordinaria, ma non crea identità, la cultura e la sua molteplicità sono un collante per l’Europa e per i suoi cittadini». La cultura come risorsa simbolica, ma anche economica e sociale, è stata al centro della conferenza stampa conclusiva della visita di tre giorni a Roma della delegazione della Commissione Cultura del Parlamento europeo, guidata dalla socialdemocratica tedesca Petra Kammerevert.

Conclusa a Bruxelles l’assemblea plenaria della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Ue. Al centro dei lavori, cui hanno partecipato venti vescovi delegati delle rispettive Conferenze episcopali, le prossime elezioni europee previste tra il 23 e il 26 maggio 2019. A mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina, primo vice-presidente della Comece, il Sir ha chiesto un bilancio dei lavori assembleari

No alla plastica e si ai Pfas. L’Europarlamento riunito in Assemblea plenaria ha detto sì a due direttive della Commissione che hanno sollevato decisa contrarietà tra gli europarlamentari italiani.  La richiesta di messa al bando delle plastiche monouso è stata vissuta come «una battaglia giusta affrontata con strumenti inadeguati», «una direttiva che provocherà in Italia una grave crisi imprenditoriale e occupazionale». La plastica inquina i mari, ne va contenuto l’uso e prevenuto l’abuso, ma pare che a Strasburgo il tema del contendere sia tra chi produce plastica e chi cellulosa.

Drammatico l’esito della direttiva sull’acqua per quanto riguarda gli interferenti endocrini, i famigerati Pfas che in Veneto inquinano l’acqua e la vita di almeno 400 mila persone. Bocciate tutte le proposte di vietarne la presenza, alla fine un emendamento del Ppe inserito all’ultimo ha addirittura innalzato i limiti a 500 nanogrammi per litro. Ora l’iter delle due Direttive prevede che il Parlamento dia il via  ai negoziati con il Consiglio non appena i ministri dell'Ue avranno stabilito la propria posizione. E gli italiani non intendono lasciar correre.