Senza frontiere: voci dall'Europa

La delegazione della Commissione cultura del Parlamento europeo conclude oggi la sua visita di tre giorni a Roma. Più ambizione da parte degli Stati membri per il programma Europa Creativa, potenziamento dell’accessibilità e riconoscimento della Cultura non solo come difesa del patrimonio, ma anche come vettore attivo di sviluppo economico e sociale, di innovazione e di cittadinanza.

«Il mercato unico è una cosa straordinaria, ma non crea identità, la cultura e la sua molteplicità sono un collante per l’Europa e per i suoi cittadini». La cultura come risorsa simbolica, ma anche economica e sociale, è stata al centro della conferenza stampa conclusiva della visita di tre giorni a Roma della delegazione della Commissione Cultura del Parlamento europeo, guidata dalla socialdemocratica tedesca Petra Kammerevert.

Conclusa a Bruxelles l’assemblea plenaria della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Ue. Al centro dei lavori, cui hanno partecipato venti vescovi delegati delle rispettive Conferenze episcopali, le prossime elezioni europee previste tra il 23 e il 26 maggio 2019. A mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina, primo vice-presidente della Comece, il Sir ha chiesto un bilancio dei lavori assembleari

No alla plastica e si ai Pfas. L’Europarlamento riunito in Assemblea plenaria ha detto sì a due direttive della Commissione che hanno sollevato decisa contrarietà tra gli europarlamentari italiani.  La richiesta di messa al bando delle plastiche monouso è stata vissuta come «una battaglia giusta affrontata con strumenti inadeguati», «una direttiva che provocherà in Italia una grave crisi imprenditoriale e occupazionale». La plastica inquina i mari, ne va contenuto l’uso e prevenuto l’abuso, ma pare che a Strasburgo il tema del contendere sia tra chi produce plastica e chi cellulosa.

Drammatico l’esito della direttiva sull’acqua per quanto riguarda gli interferenti endocrini, i famigerati Pfas che in Veneto inquinano l’acqua e la vita di almeno 400 mila persone. Bocciate tutte le proposte di vietarne la presenza, alla fine un emendamento del Ppe inserito all’ultimo ha addirittura innalzato i limiti a 500 nanogrammi per litro. Ora l’iter delle due Direttive prevede che il Parlamento dia il via  ai negoziati con il Consiglio non appena i ministri dell'Ue avranno stabilito la propria posizione. E gli italiani non intendono lasciar correre. 

Il Parlamento è preoccupato per la crescente normalizzazione di fascismo, razzismo e xenofobia e chiede ai Paesi dell’UE di interdire i gruppi neofascisti e neonazisti. In una risoluzione non legislativa approvata con 355 voti favorevoli, 90 e 39 astensioni, i deputati denunciano che la mancanza di azioni efficaci contro tali gruppi ha permesso l'attuale ondata xenofoba in Europa.

Il testo menziona l'attacco che ha ucciso 77 persone in Norvegia nel 2011, l'assassinio della deputata britannica Jo Cox nel 2016 e il recente attacco di squadre fasciste di CasaPound contro la deputata europea Eleonora Forenza e il suo assistente lo scorso settembre a Bari.

La risoluzione ricorda anche che un “cittadino italiano è stato condannato a 12 anni di carcere per avere sparato a sei migranti africani, ferendoli, in un attacco a sfondo razziale nella città di Macerata, nell'Italia centrale” e altri episodi di violenza fascista in Polonia, Francia, Spagna, Germania, Grecia e i paesi scandinavi.

Il 53 per cento dei britannici vogliono restare nella Ue, il 24 per cento degli italiani vogliono andarsene e il 44 per cento, la quota più bassa dei 28 Paesi membri, vuole restare. Opposto invece l’atteggiamento degli italiani riguardo alla moneta unica: si dicono favorevoli all’euro per il 65 per cento, raggiungendo una percentuale maggiore della media europea che si ferma al 61. Sono queste alcune delle analisi del periodo di Eurobarometro.

Domenica 28 ottobre, alle 3 di notte, entra in vigore l’ora solare e le lancette tornano indietro di un’ora. Il 31 marzo 2019 tornerà l'ora legale e sposteremo di nuovo le lancette un'ora in avanti. E poi  forse diremo addio per sempre all’ora legale dopo che un referendum promosso tra i cittadini dell’Unione europea l’hanno bocciata. Quasi cinque milioni tra luglio e agosto scorsi hanno votato soprattutto nei Paesi nordeuropei, per abolire il passaggio tra ora legale e ora solare. E il no all’ora legale è stato espresso dal 76% dei partecipanti. 

L’Europa è cultura, per questo il Parlamento europeo sceglie il Festival del Cinema di Roma per la presentazione, sabato 27 ottobre, della campagna per le elezioni europee del 26 maggio. L’evento, a due settimane dalla consegna del Premio Lux, lancia anche la volata alle proiezioni in Italia dei film finalisti.

Per i proprietari di allevamenti avicoli: sono in arrivo nuove risorse dall’Unione Europea e dal Ministero delle politiche agricole per superare l’emergenza aviaria con misure a sostegno delle imprese. Il Veneto è la prima regione in Italia per il comparto avicolo e Padova - seconda in Veneto dopo Verona - conta 650 allevamenti avicoli concentrati soprattutto nella Bassa, un fatturato che supera i 125 milioni di euro e una produzione che sfiora le 91mila tonnellate. Il contributo sarà erogato in favore delle aziende che hanno subito danni indiretti dovuti a provvedimenti sanitari per colpa dell'influenza aviaria del 2016-2017. Il Comitato di gestione della Commissione Europea, ha approvatoun contributo di 11 milioni e altrettanti milioni saranno erogati dal Ministero.

Lunedì 15 ottobre saranno al lavoro la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni sull’interoperabilità tra i sistemi di informazione dell’UE; la commissione per i trasporti e il turismo esaminerà la relazione speciale della Corte dei conti europea sulla rete ferroviaria ad alta velocità; il gruppo di lavoro sul mercato unico digitale della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori analizzerà lo stato dell’arte.

È arrivato l’autunno e con le brume sono arrivate anche le limitazioni al traffico. Ogni anno in Europa si contano circa 400mila casi di morte prematura dovuta a una presenza eccessiva di inquinanti atmosferici come il pulviscolo, il biossido di azoto e l’ozono. Sulla base dall'Accordo di Bacino Padano la Regione Veneto, insieme a Lombardia e Piemonte, ha deciso di fermare le auto diesel Euro 3. Il blocco della circolazione è scattato l'1 ottobre e resterà in vigore fino al 31 marzo 2019 e interesserà anche i benzina Euro 0 e 1, oltre ai diesel Euro 0, 1 e 2.

Da circa 30 anni nell’UE esiste una normativa per l’aria pulita che fissa limiti alle concentrazioni di sostanze inquinanti nell’atmosfera, ma nonostante questo gran parte degli Stati membri dell’UE e numerose città europee presentano una qualità dell’aria spesso scadente. Un report della Corte dei Conti Europea ha constatato che i cittadini europei respirano aria nociva soprattutto a causa di una normativa debole e di un’attuazione insoddisfacente delle politiche. 

Per questo la Corte ha espresso delle Raccomandazioni allo scopo di rafforzare la direttiva sulla qualità dell’aria ambiente e sollecitare ulteriori interventi efficaci da parte della Commissione europea e degli Stati membri, tra cui un miglior coordinamento delle politiche e una maggiore informazione pubblica.

Controlli sui filmati violenti e pornografici, tutela dei minori, maggiore pubblicità e l'obbligo minimo di un 30% di contenuti europei nei cataloghi. Queste le principali novità introdotte dall'Europarlamento che regolamentano i media audiovisivi e le piattaforme video. Le norme si applicheranno sia alle emittenti tradizionali (radio e tv) sia alle piattaforme di video on demand come Netflix, Amazon Video e Google Play iTunes, sia ai canali di condivisione come Youtube e i social network come Facebook.

Nella zona euro non è previsto alcun cambiamento significativo per il prossimo semestre. Il dato emerge dal rapporto Ezeo, realizzato da Ista, Ifo e Kfo, che sottolinea: «i rischi dell’attuale scenario previsivo sono legati all’accentuarsi delle tensioni commerciali globali alimentate anche dalla politica intrapresa dagli Stati Uniti sui dazi»

La plastica rappresenta l'85% dei rifiuti delle spiagge e oltre l'80% dei rifiuti marini e secondo la Commissione europea l'87% dei cittadini dell'UE si dichiara preoccupato per l'impatto ambientale della plastica. Servono nuove norme per garantire biodegradabilità e compostabilità.