Chiesa nel mondo

Si è conclusa a Bruxelles l’Assemblea della Comece che ha riunito, dal 13 al 15 marzo, tutti i vescovi delegati dell’Unione europea. Intervista al presidente, mons. Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo. “Mi preoccupano i nazionalismi. Conosciamo la storia. Sappiamo che in epoche di trasformazioni culturali profonde - e noi siamo in un periodo così - le persone hanno paura e quando le persone hanno paura cercano identità semplici. Avere un’identità è importante. È essere identitari che è sbagliato”

Degli strani “gilet gialli” si aggirano tra camion, cataste di rifiuti e impianti d’avanguardia. Sono i convegnisti del 4° Seminario nazionale di Pastorale sociale, intitolato “Cercare un nuovo inizio, per una pastorale sociale capace di futuro: lavoro, giovani, sostenibilità”, rivolto in particolare ai direttori degli uffici di Pastorale sociale e alle associazioni interessate, che si è aperto mercoledì e si concluderà domani a Treviso, all’hotel Maggior Consiglio

Cinquanta minuti d’intervento e poi un confronto con i vescovi. Si è svolta in un clima di profonda fraternità la visita del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, alla Comece dove sono riuniti in assemblea i vescovi delegati delle Conferenze episcopali dell’Ue. Populismi, povertà, rifugiati, il ruolo dell’Europa nel mondo, Brexit. Moltissimi i temi affrontati da Juncker che al termine del suo discorso ha detto: “Faccio appello a voi uomini saggi. Gli uomini saggi sono pazienti e determinati e l’Europa in questo momento ha bisogno di pazienza e determinazione”. I commenti di mons. Jean Kockerols (Belgio) e di mons. Mariano Crociata (Italia)

Ha preso il via a Bruxelles l’Assemblea della Comece che riunisce i vescovi delegati delle Conferenze episcopali di tutti i Paesi dell’Unione europea. L’incontro si è aperto mentre giungono le notizie del no di Londra all’ultimo tentativo della premier Theresa May di salvare l’accordo con l’Ue. “Non spetta alla Chiesa indicare soluzioni tecniche - dice mons. Hollerich, presidente dei vescovi Ue - ma, come abbiamo ripetuto spesso, la Brexit non riuscirà a rompere la fraternità che esiste tra noi e i nostri fratelli britannici”

Si è aperto a Treviso il 4° Seminario nazionale di Pastorale sociale. Don Bignami (Cei), “nuovo stile nasca dalla Laudato si’. Prossima Settimana sociale sulla sostenibilità”. Padre Occhetta (Civiltà Cattolica), “la Chiesa deve entrare nelle questioni conflittuali che riguardano ambiente e lavoro”, “nei conflitti sociali fondamentale il discernimento delle comunità”.

A Firenze l’annuale incontro dei giovani in servizio civile degli enti aderenti al Tesc (Tavolo ecclesiale sul servizio civile), che riunisce 18 organismi, associazioni ed enti cattolici impegnati in questo ambito. Il tema dell’evento, che ha visto la partecipazione di 800 volontari provenienti da tutta Italia, è stato il Messaggio per la Giornata mondiale per la pace di Papa Francesco: “La buona politica è al servizio della pace”. Sono circa 50mila i ragazzi, tra i 18 e i 28 anni, che ogni anno intraprendono questa esperienza

“La salute mentale riguarda il benessere dell’individuo, dal punto di vista psicologico, emotivo, interpersonale. Inizia con il concepimento e dura per tutta la vita. Va promossa e tutelata intervenendo sui fattori di rischio”, avverte Alberto Siracusano, direttore della Cattedra di psichiatria e della Scuola di specializzazione in psichiatria dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata e componente del Tavolo sulla salute mentale della Cei. E occorre fare attenzione, aggiunge, alla "povertà vitale"

Oggi, 13 marzo 2019, Francesco è in preghiera. È noto che egli sta vivendo giorni di esercizi spirituali nella “Casa Divin Maestro” presso Ariccia, nel territorio della diocesi di Albano. Se in questo giorno il Papa prega, penso sia importante anche per noi unirci alla sua preghiera e avere per la sua persona e il suo ministero una intercessione tutta speciale, arricchita dalla gratitudine e dall’augurio

"Una panchina infinita". Sembra essere questo, nella nostra società, il destino dei giovani, la cui condizione "è una specie di Quaresima". Parola di don Armando Matteo, che per il Sir analizza il rapporto tra i giovani e il tempo in preparazione alla Pasqua, cominciando dai frutti del Sinodo e in attesa dell'esortazione apostolica che Papa Francesco firmerà il 25 marzo a Loreto, durante il suo viaggio apostolico

Sul fronte delle attività, nel 2018 sono state ascoltate 450 tra persone e famiglie dalla Fondazione barese e dalle 11 diocesi convenzionate. Con alcune diocesi è stato promosso un percorso “per assicurare – scrive D’Urso - le anticipazioni per il rientro in bonis delle persone 'a rischio casa'”. L’esperienza positiva “ha permesso la ripresa del normale pagamento delle rate”; la procedura, visti i risultati, sarà usata anche in futuro

L’appello di mons. Yapaupa, vescovo di Alindao nella Repubblica Centrafricana, dopo l’ennesima strage in cui hanno trovato la morte anche due sacerdoti. La visita del papa nel novembre 2015 è stata solo una breve parentesi di serenità in un Paese martoriato dalla guerra civile. "Vogliamo offrire la nostra testimonianza di fede, speranza e carità. Siamo pronti anche a morire per la nostra gente"

In Niger ci si prepara a vivere la Pasqua, ma questa Quaresima è molto diversa dalle altre: il 17 marzo si ricorderanno i sei mesi dal rapimento di padre Pierluigi Maccalli. Cattolici, cristiani e persone di ogni fede uniti nella preghiera e nel chiedere la liberazione di padre Maccalli, perché la prossima Pasqua sia anche per padre Pierluigi "un passaggio dalla cattività alla liberazione".

Mons. Hermann Glettler, vescovo di Innsbruck, non ha esitato un attimo a mettere in pratica quanto ha scritto nella sua lettera per la Quaresima ed è sceso per le strade.

“Ogni singola parola di don Peppe era una parola profetica, capace di toccare le coscienze, schiarire le menti, infondere coraggio, innescare cambiamenti. Gli hanno negato quell’ultima omelia, senza capire che, così facendo, il suo messaggio sarebbe risuonato ancora più forte, amplificato dal martirio”. Ne è convinto don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera, che ricorda don Peppe Diana a 25 anni dall’uccisione, sull’ultimo numero del mensile “Vita Pastorale” (marzo 2019). Pubblichiamo il testo integrale della sua riflessione.

Gesù esce vittorioso da questa prova, è perciò è modello e speranza anche per le molte tentazioni che la vita di ogni uomo incontra. In questo tempo particolare orientiamo il nostro cuore alla sobrietà, all’essenziale, al primato di Dio e alla sua parola, alla ricerca di ciò che realmente è necessario, guardando al nostro modello Gesù che nel deserto ha orientato il suo cuore