Fatti

“La brutale invasione russa dell’Ucraina continua a sconvolgere il mondo. Il panorama geopolitico ed economico dell’Europa è cambiato radicalmente. Questa aggressione sta mettendo sotto pressione le catene di approvvigionamento e sta portando l’inflazione verso l’alto. Ha creato un’enorme incertezza. Le persone nutrono valide preoccupazioni per l’aumento del costo della vita e per la capacità di pagare bollette energetiche più elevate”.

“Abbiamo vinto molte battaglie ma non la guerra”. Sono le amare parole di Angiolo Pellegrini, uno degli uomini di fiducia del giudice Giovanni Falcone. Uno degli ultimi protagonisti ancora in vita di una stagione tragica e irripetibile che ha segnato la storia del nostro paese. La storia degli investigatori e dei magistrati che contro la mafia facevano davvero sul serio. E che sono anche caduti sul campo in mezzo a uno scontro tra clan mafiosi che solo tra il 1979 e il 1986 ha fatto più di mille morti. Pellegrini - in un’intervista telefonica - ricorda quegli anni di inchieste e di arresti eccellenti, di grandi vittorie ma anche di sconfitte. Ricordi che sono al centro del suo libro “Noi gli uomini di Falcone”

La sorella del magistrato ucciso dalla mafia nell'attentato del 23 maggio 1992 al Sir: "Tutto quello che riguarda la lotta alla mafia oggi si rifà alle sue idee, che sono state comprese e portate avanti non solo in Italia ma a livello internazionale". A Palermo, la cerimonia con studenti e insegnanti da tutta Italia: "Se la memoria di Giovanni è viva, lo dobbiamo a loro"

Si è concluso oggi il viaggio di quattro giorni in Ucraina del segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, mons. Paul Richard Gallagher. Da Leopoli a Kiev, il diplomatico di Papa Francesco ha avuto la possibilità di parlare con gli sfollati, visitare i luoghi dei grandi massacri di civili, confrontarsi con i vescovi delle Chiese latina e greco-cattolica e parlare con le autorità del Paese. A Kiev, ha avuto incontri con il primo ministro, con il capo dell’amministrazione presidenziale e con il ministro degli Esteri, alti ufficiali del governo per “riflettere insieme quale direttrici loro vedono e quale l’apporto la Santa Sede può dare, sia nella ricerca della pace, sia nel campo della futura ricostruzione”. È il nunzio apostolico, mons. Kulbokas, a tracciare al Sir un bilancio della visita

Attivare un supporto psicologico immediato e personalizzato. Per la psicoterapeuta Maria Pontillo non si deve perdere tempo: i genitori del piccolo Tommaso, la proprietaria dell’auto che lo investito, suo figlio, i bambini dell’asilo: tutti hanno bisogno di essere aiutati ad affrontare questo trauma. E il papà della piccola vittima, con il “suo straordinario atto empatico, è un esempio per tutti noi”

Da una dozzina d’anni il mottense Mario Po’ segue le vicende e la realtà quotidiana del popolo ucraino. Un’attenzione che non si è interrotta dopo l’invasione da parte dell’esercito russo. L’ultimo viaggio Mario Po’ l’ha intrapreso qualche settimana fa, la sera di Pasqua, transitando per l’Ungheria, viaggiando da solo con Flixbus e con i bus ucraini, visitando alcune località dell’oblast transcarpatico, proseguendo verso nord, giungendo nella Galizia ucraina poi a Leopoli; facendo poi ritorno attraverso la Polonia e l’Austria

“Avevo paura di dover rimanere in Russia per sempre, se avessero chiuso il confine, ma ora sono ad Aachen e sono al sicuro”. Racconta così al Sir, Viktor Khroul, 58 anni, che insegnava etica dei media alla National school of economics, a Mosca, e invece ora si trova nella città tedesca grazie a una borsa di studio del Catholic Academic Exchange Service (Kaad). È stata “una cintura di salvataggio mentre ero nei guai”. Era andato a trovare la sorella in Bielorussia, a inizio marzo, e poi sentendo della nuova legge che modificava il codice penale per punire chi parla male “dell’operazione speciale in Ucraina”, ha deciso di attraversare il confine verso la Lituania, senza tornare a Mosca, dove ancora si trova la moglie