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In Venezuela Juan Guaidó, leader dell’opposizione, cavalcando la protesta di piazza contro il presidente in carica Nicolas Maduro, si è autoproclamato presidente ad interim finché non si terranno nuove elezioni democratiche. Il Parlamento europeo ha votato una risoluzione che chiede ai governi degli Stati membri di considerare Guaidó l’unico presidente legittimo fino a che non saranno indette nuove elezioni presidenziali «libere, trasparenti e credibili» e chiede che cessino tutte le violazioni dei diritti umani. L’Italia ha scelto di rimanere neutrale.

I sistemi elettorali prevedono tutti l’elezione diretta del presidente a turno unico, ma in ogni regione – e in particolare in Sardegna in virtù dello statuto speciale – sono presenti delle varianti. In una data tra 15 aprile e il 15 giugno, inoltre, saranno eletti i sindaci di quasi quattromila comuni, compresi 26 capoluoghi di provincia, che in cinque casi sono anche capoluoghi di regione: Bari, Campobasso, Firenze, Perugia e Potenza

Abbiamo bisogno di elezioni in Venezuela? Senza dubbio, però a organizzarle non può certo essere Maduro, e neppure i poteri a capo dei quali ha messo i suoi fedelissimi, come il Consiglio nazionale elettorale (Cne) o il Tribunale supremo di giustizia (Tsj). Perché la crisi inizi a trovare soluzione, bisogna che Maduro lasci il potere e io, come milioni di venezuelani, credo che si debba trattare di un’uscita di scena pacifica. La permanenza di Maduro per altri sei anni (fino al 2025), questa è la sua intenzione detta pubblicamente, significherà la distruzione totale del Venezuela e l’uscita, ancora più imponente, dei venezuelani di tutte le classi sociali per cercare migliori opportunità di vita e libertà in altri paesi. Ogni giorno, secondo l’Onu, emigrano dal Venezuela (in maggioranza attraversando la Colombia per andare in vari paesi sudamericani) circa 5mila venezuelani. Sì, ogni giorno. Secondo gli organismi specializzati in migrazioni, l’uscita di massa dei venezuelani è il fenomeno di mobilità umana più grande che si sia mai verificato in America Latina

Un’indagine sulle recluse madri nelle carceri di Firenze e Pisa. Tra i tanti aspetti approfonditi dalla ricerca, quello sulla lontananza dei figli, vista da tutte le recluse come fattore di stress. “Il contrasto fra l’esigenza di avere contatti coi familiari e la macchina burocratica è particolarmente duro”

I dati Istat. Rispetto al 2008 risultano 128 mila nati in meno. Il saldo naturale nel 2018 è negativo (-187 mila), risultando il secondo più basso nella storia dopo il 2017. Tra gli italiani continuano a essere più numerose le partenze (120 mila espatri nel 2018) dei ritorni (47 mila). Sale la speranza di vita.

Il commissario Pierre Moscovici ha svelato oggi le cifre previsionali per il 2019 e 2020. In generale si riscontra un rallentamento della crescita. Pesano le incertezze internazionali e il Brexit. Ne fanno le spese anche Germania e Paesi Bassi, mentre i Paesi dell'est proseguono la marcia positiva. Italia unico Stato con un Pil vicino allo zero. Da Roma il ministro Tria afferma: "non è recessione, ma una battuta d'arresto"

L'organizzazione nella giornata internazionale della Tolleranza zero: altre 68 milioni subiranno mutilazioni entro il 2030 se non ci sarà “una forte accelerazione nell’azione per porre fine a questa pratica". Necessarie nuove politiche e leggi che proteggano i diritti delle ragazze e piani d'azione nazionali

“Perché nessuno debba più scegliere se mangiare o curarsi”. È lo slogan della XIX Giornata Raccolta del Farmaco che si terrà sabato 9 febbraio prossimo in tutta Italia. Anche nel Veneto, nelle farmacie che espongono la locandina, sarà possibile acquistare una o più confezioni di medicinali che andranno in dono alle persone indigenti grazie ai consigli dei farmacisti e alla collaborazione di 20.000 volontari.

Audizione in Commissione Lavoro di numerosi enti e organizzazioni da tempo impegnati nella lotta alla povertà. Da Caritas a Sant’Egidio, fino all’Alleanza contro la povertà, le perplessità sui singoli aspetti della misura e l'auspicio di modifiche mirate per rendere la misura più efficace

In vista dell’appuntamento con le urne, il Parlamento europeo ha promosso negli ultimi mesi una ventina di dibattiti con capi di Stato e di governo sul tema del “futuro d’Europa”. L’ultimo appuntamento della serie è stato il 31 gennaio con il premier finlandese Juha Sipilä; il prossimo politico che interverrà in emiciclo a Strasburgo sarà, il 12 febbraio, il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte