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Il 12 gennaio del 2010 un sisma del 7° grado della scala Richter rase al suolo la capitale di Haiti Port-au-Prince, provocando almeno 230.000 vittime. A distanza di dieci anni non ci sono tracce visibili del terremoto ma la ricostruzione è stata fatta tra sprechi e inefficienze e pochi sono stati i benefici per la popolazione. Che nel frattempo ha dovuto confrontarsi con altri gravi problemi. Da Port-au-Prince parla al Sir Fiammetta Cappellini, dell'Avsi

“Quanto avvenuto oggi è un segno di speranza che offre l’opportunità di un nuovo inizio alle istituzioni politiche dell’Irlanda del Nord”. Anche i leader delle principali Chiese irlandesi accolgono con favore l’accordo raggiunto ieri tra i partiti politici dell’Irlanda del Nord che consente, dopo tre anni di rottura, la ripresa del funzionamento di un governo e delle istituzioni decentrate a Belfast per l’Irlanda del Nord.

Libano sull'orlo di una gravissima crisi economica. Testimonianze da Beirut raccontano di gente in file ai bancomat, nelle banche per prelevare il denaro, di aziende che chiudono battenti, di servizi di base mancanti. Il tutto accompagnato da una impasse politica che priva il Paese di un Governo e da venti di guerra che scuotono tutto il Medio Oriente. Il presidente di Caritas Libano, padre Paul Karam: "Il Libano ha bisogno di aiuto"

“Le scelte organizzative fatte e i continui investimenti in tecnologia hanno premiato. E’ una soddisfazione di squadra, una squadra che ringrazio tutta in una volta per lo straordinario lavoro quotidiano di grandi medici e dei loro team, di bravi infermieri, di tutti coloro che ogni giorno danno il loro contributo in corsia o dietro una scrivania. L’obbiettivo comune è il bene dei cittadini, e oggi ci viene detto che lo abbiamo centrato in pieno”.

Un’ondata di commozione ha travolto la Francia dopo il ritrovamento di un bambino privo di vita all’interno del carrello di atterraggio di un velivolo Air France operante tra Parigi e Abidjan (Costa d’Avorio). Anche i vescovi e i cattolici di Francia – dice padre Thierry Magnin, segretario generale della Conferenza episcopale francese, raggiunto telefonicamente dal Sir – sono rimasti molto toccati” dalla scoperta.

“Fermare l’escalation della tensione” tra Usa e Iran e con l’aiuto della comunità internazionale “ricercare la pace e risparmiare al popolo iracheno la sofferenza di un’altra guerra”: è l’appello dell’arcivescovo di Erbil, mons. Bashar Warda, lanciato all’indomani dell’attacco missilistico iraniano a basi militari statunitensi in Iraq, in risposta all’assassinio, per mano americana, del generale Soleimani.

“Chiediamo ancora una volta che tutte le parti, in questi giorni critici, abbraccino la pace piuttosto che la violenza”. L’arcivescovo José H. Gomez, presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti (Usccb), e il vescovo David J. Malloy, presidente del Comitato per la giustizia e la pace, incoraggiano a “vincere il male con il bene e rispondere all’odio con amore” come ha chiesto Papa Francesco nel messaggio per la pace del 1° gennaio scorso.

Continua ad estendersi il Piano di Sorveglianza Sanitaria sulla Popolazione Esposta a Pfas, nell’ambito del quale, a metà dicembre 2019, erano 72.100 i residenti nell’area rossa invitati a sottoporsi allo screening, dalle caratteristiche uniche in Italia, gestito dalla Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale della Regione Veneto, in collaborazione con le Ulss del territorio.

“Il sole sorge su Erbil: tra ombra e luce preghiamo per la pace in Iraq e nella regione. Nessuna vittima qui stanotte: possa prevalere il dialogo tra persone di buona volontà”. Il convento domenicano Pierre Martyr si trova nel cuore della città del kurdistan iracheno questa notte presa di mira dai missili iraniani diretti alle forze militari Usa e internazionali – italiane comprese – di stanza nella regione.