Chiesa nel mondo

Ci saranno anche una famiglia ucraina e una famiglia russa che porteranno la Croce, insieme, nella Via Crucis presieduta questo Venerdì Santo da Papa Francesco al Colosseo. A renderlo noto è la Sala Stampa della Santa Sede, che ha diffuso oggi il libretto del tradizionale rito quaresimale, seguito ogni anno in mondovisione da milioni di persone.

Le dichiarazioni del Patriarca di Mosca Kirill a sostegno del conflitto militare in corso in Ucraina e a favore del presidente russo Putin stanno provocando nel mondo ecumenico un vero e proprio scossone tanto da spingere molti a chiedere al Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc) di "espellere" il Patriarcato di Mosca. Il Sir ha girato la domanda direttamente al segretario generale ad interim, il Rev. Ioan Sauca. “Ci sentiamo tutti arrabbiati, frustrati, delusi e, umanamente ed emotivamente, tendiamo a prendere decisioni immediate e radicali. Tuttavia, come seguaci di Cristo, ci è stato affidato il ministero della riconciliazione e dell'unità. Sarebbe molto facile usare il linguaggio dei politici ma siamo chiamati a usare il linguaggio della fede. È facile escludere, scomunicare, demonizzare; ma siamo chiamati come Wcc ad essere una piattaforma di incontro, dialogo e ascolto anche se e quando non siamo d'accordo”.

Desideriamo soffermarci sulla sua vocazione di donna consacrata nel mondo. Insieme a padre Agostino Gemelli, famoso medico convertito e divenuto frate francescano, la Barelli dà inizio ad una forma di vita che trova inizialmente diversi ostacoli, per la sua novità e originalità, al riconoscimento da parte della Chiesa; forma di vita che si delinea progressivamente, cambiando anche denominazione ed ora conosciuta come consacrazione secolare nell’Istituto delle Missionarie della Regalità di Cristo. Al centro dell’intuizione di Armida e padre Agostino giganteggia la centralità di Gesù Cristo e del suo regno di pace, di amore, di giustizia.

“Gesù non solo implora il perdono, ma dice anche il motivo: perdonali perché non sanno quello che fanno. Ma come? I suoi crocifissori avevano premeditato la sua uccisione, organizzato la sua cattura, i processi, e ora sono sul Calvario per assistere alla sua fine. Eppure Cristo giustifica quei violenti perché non sanno. Ecco come si comporta Gesù con noi: si fa nostro avvocato. Non si mette contro di noi, ma per noi contro il nostro peccato”. 

Un nuovo santo e due nuovi beati. Durante l’udienza concessa al card. Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, Papa Francesco ha autorizzato la medesima Congregazione a promulgare i decreti riguardanti il miracolo attribuito all’intercessione del beato Artemide Zatti, laico professo della Società di San Francesco di Sales; nato il 12 ottobre 1880 a Boretto (Italia) e morto il 15 marzo 1951 a Viedma (Argentina) e anche il martirio dei Servi di Dio Giuseppe Bernardi e Mario Ghibaudo, sacerdoti diocesani; uccisi in odio alla fede il 19 settembre 1943 a Boves (Italia) dai soldati nazisti.

Sono oltre 53 mila gli iscritti al pellegrinaggio degli adolescenti che, il 18 aprile, incontreranno Papa Francesco in piazza San Pietro. #Seguimi è il tema dell'incontro, il primo del Papa in Vaticano con i ragazzi italiani dopo la lunga sosta dovuta alla pandemia. Ne abbiamo parlato con don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile (Snpg)

“Ringrazio il Signore per avermi concesso di tagliare questo traguardo, circondato dall’amore di tutte quelle persone che Egli ha voluto mettere sulla mia strada. In questi anni ho sperimentato la bellezza dell’incontro e del camminare insieme. Anche se a volte non sono mancate le fatiche, ho sempre cercato di incarnare la tenerezza e di vivere il mio servizio – da sacerdote, da rettore del Seminario, da vescovo e poi da presidente della Cei – come un dono. Sull’esempio dei preti delle povere contrade dell’Appennino tosco-emiliano, sempre disponibili ad ascoltare e ad aiutare, che sono stati per me un grande esempio di fede e di abnegazione”. 

Il Papa durante l'udienza di oggi ha menzionato ancora una volta la guerra in Ucraina, denunciando "nuove atrocità, come il massacro di Bucha" implorando la fine della guerra, frutto "delle strategie degli Stati più potenti". Ha mostrato una bandiera ucraina proveniente da Bucha e ha chiamato a sé i bambini ucraini presenti in Aula Paolo VI, distribuendo uova di Pasqua. "Non dimentichiamo il popolo ucraino"