Chiesa nel mondo

Quattro discorsi, un appello a quattro mani firmato a sorpresa per Gerusalemme, la "prima volta" di un Papa in un istituto di formazione musulmana. Sono questi i momenti salienti del viaggio apostolico di Francesco in Marocco, quasi "un secondo tempo" del viaggio negli Emirati Arabi Uniti di due mesi fa, a ottocento anni dall'incontro tra San Francesco e il Sultano. Al centro i temi del dialogo interreligioso, in particolare con i fratelli musulmani, e dei migranti. L'omaggio e l'incoraggiamento al piccolo gregge di cattolici, meno dell'1% della popolazione

Parla la direttrice del Centro di ricerca "Interfaith & Peacebuilding" che si trova all’interno della prestigiosa Rabita (Lega) El Mouhammadia degli Ulema: “L'incontro tra Sua Maestà il Re Mohamed VI e Sua Santità Papa Francesco sembra essere qualcosa di assolutamente naturale. È l’incontro tra due grandi leader religiosi che condividono molte cause comuni: sfida climatica, consolidamento della pace, sensibilità e attenzione per l'altro, questione migratoria e posizione contro derive estreme”

Il ricordo delle Benedettine del Monastero "Regina Pacis" di Saint-Oyen, in Valle d’Aosta, fondato nel 2002 in qualità di “priorato” Regina Pacis ed eretto a Monastero autonomo il 12 ottobre 2018

Presentata oggi a Roma, presso la Radio Vaticana, la 13ma Clericus Cup, mondiale pontificio di calcio che prende il via sabato 30 marzo. Slogan: “Giocare per credere”. Novità assoluta: gironi preliminari distinti per seminaristi e sacerdoti. Previsti un “cartellino azzurro” e uno speciale “terzo tempo” dedicato alla preghiera comune

Rachid Saadi (marocchino e musulmano) è docente di pedagogia interculturale e di islamologia. “La nostra speranza - dice - è che questa visita, soprattutto l'incontro con i responsabili dell'Istituto di formazione degli imam, dia il via ad una vera e propria dinamica di dialogo interreligioso. Si vedono già alcuni segnali precursori”. Tra questi, il professore indica il progetto d’inserire un corso sulla conoscenza del cristianesimo ‘così come è pensato e vissuto dai cristiani” nel percorso di formazione degli imam

Parla suor Maria Concetta Esu, 85 anni, da quasi 60 anni missionaria in Africa, dove da ostetrica ha fatto nascere 33.777 bambini. Oggi il Papa, al termine dell'udienza generale, le ha consegnato un'onorificenza: una pergamena e una medaglia del pontificato. Con questo gesto, senza precedenti, Bergoglio l'ha indicata come modello per tutti i missionari e le missionarie del mondo, che per il mondo non fanno notizia. Ma suor Maria Concetta si schernisce e dice al Sir: "Non ho fatto niente più degli altri".

Il Papa atteso anche dai musulmani del Marocco. Abderrahim Cheikhi, presidente del Movimento “Unità e Riforma”: “Diamo anche noi il benvenuto a Francesco. Stiamo assistendo a un aumento dei discorsi di odio che spesso si trasformano in pericolosi atti di violenza. Credo che il Papa e, in generale, gli uomini saggi cristiani e musulmani possono lanciare un messaggio e rafforzare con il dialogo i legami di amicizia tra le religioni. Abbiamo bisogno di questo dialogo per ridurre le tensioni che esistono”

Prego ogni giorno per i miei parrocchiani. Prego ogni giorno che questa quaresima finisca presto. Prego ogni giorno che il giorno dopo il sabato sia un giorno di luce, di sviluppo, di pace e, soprattutto, sia un giorno di vita. Che sia una pasqua di vita per tutti i guineensi, che sia una pasqua per sempre, una vita piena, una vita per tutti. E che pasqua sia

"Faro di civiltà e maestra di accoglienza", "città dei ponti, mai dei muri". Sono alcune definizioni della Capitale, nel ritratto disegnato dal Papa nella sua prima visita in Campidoglio, quarto Papa a salire al Colle dopo Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. "Accogliere e integrare", gli imperativi per una "rinascita morale e spirituale" all'altezza dei suoi compiti e dei suoi 2.800 anni di storia. 45 anni dopo, cita il Convegno sui "mali di Roma" e chiede di affrontare senza paure la "sfida epocale" delle migrazioni

Riceviamo e pubblichiamo l'accorato appello di don Dante Carraro, direttore di Medici con l'Africa Cuamm sulla situazione in Mozambico: "È difficile rendere l’idea della portata distruttiva del ciclone, ma provate ad immaginare una città di 500.000 persone, grande quasi come Genova, allagata e distrutta per il 90%, con la gente costretta ad accamparsi in ripari di fortuna, senza cibo e acqua pulita". "Chiedo il vostro contributo, come possibile, per aiutare la gente di Beira a risollevarsi".