Chiesa nel mondo

Don Davide e don Giacomo Crespi, i fratelli gemelli di San Zenone degli Ezzelini, un paese ai piedi del Grappa, vicino ad Asolo, domenica 26 maggio hanno celebrato la prima messa nella loro parrocchia di origine. Una celebrazione alla quale ha partecipato il paese intero, dentro e fuori la chiesa. Don Giacomo e don Davide, 26 anni, sono stati ordinati sacerdoti dal vescovo di Treviso, Gianfranco Agostino Gardin, sabato 25 maggio, nella chiesa cattedrale, insieme ad altri tre amici e compagni di Seminario, don Luca Biasini, don Riccardo De Biasi e don Nicola Stocco

Il documento è frutto di un lavoro di studio di quasi tre anni, prima del Gruppo e poi del Servizio nazionale per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili guidato dall’arcivescovo di Ravenna-Cervia, mons. Lorenzo Ghizzoni, che in quest’intervista spiega la portata della sfida che la Chiesa italiana ha deciso di affrontare. A partire dall’azione pastorale e formativa da avviare, anche nei confronti dei ragazzi, in ogni territorio a protezione dei più piccoli e vulnerabili, una preoccupazione che dovrà essere dell’intera comunità cristiana, delle parrocchie, delle diocesi. Perché troppo gravi sono i danni che segnano le vittime degli abusi, dentro e fuori dalla chiesa

Dal 3 al 9 giugno musei, archivi e biblioteche ecclesiastici propongono una settimana di eventi in tutta Italia. Mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, aprirà la Giornata inaugurale a Roma. Don Valerio Pennasso, direttore Ufficio beni ecclesiastici e edilizia di culto: “Importante il legame con il territorio e la comunità civile”

Gheorghe Militaru: “Il popolo romeno sa riconoscere il bene, indipendentemente da dove esso proviene. Sa fare tesoro di una parola buona, di una parola di speranza… Sa accogliere il forestiero e il bisognoso, senza che gli chieda di che religione sia, né da dove provenga. Ma è anche un popolo che sa lottare e morire per la sua fede, per la sua patria. Quindi crediamo che la Romania accoglierà ogni messaggio di bene e di speranza”

Per gentile concessione della Libreria Editrice Vaticana pubblichiamo la prefazione di papa Francesco al volume di Mons. Marcello Semeraro, “Ascoltare e curare il cuore. Il discernimento nella vita dei pastori della Chiesa”. Il libro, in distribuzione a partire da questa settimana, raccoglie 3 lettere pastorali in cui Mons. Semeraro, vescovo di Albano e segretario del Consiglio di Cardinali, affronta il tema del discernimento spirituale nella vita del sacerdote, sia a livello personale sia nell’esercizio del suo ministero. Discernimento che, scrive Mons. Semeraro, “può essere considerato come il filo rosso che collega le diverse esperienze della vita di un sacerdote”

Papa Francesco in Romania, dal 31 maggio al 2 giugno, vent’anni dopo la visita di Giovanni Paolo II e il grido che, spontaneo, si levò dalla piazza: “Unitate, unitate”. Mons. Ioan Robu al Sir: “Quel grido non si è mai spento. Io non l’ho mai dimenticato. Credo che da quel grido possa ancora oggi uscire qualcosa. È stato come un seme gettato in un terreno che aspetta ed ha i suoi tempi per germogliare. Ancora non si vedono i frutti ma la speranza rimane e Dio può sorprenderci sempre”

Il segretario generale della Commissione degli episcopati dell’Unione europea commenta, per il Sir, l'esito delle elezioni dell'Euroassemblea. Parla di una Ue da rilanciare, per questo "servono nuove iniziative: i cinque prossimi anni saranno appassionanti ma non necessariamente comodi". Positivo l'afflusso ai seggi, "segno di responsabilità". Sui cattolici nelle istituzioni: "si tratta di guardare le politiche e non la bandiera o il rosario che sono branditi. Ci sono vittorie raggiunte 'per' qualcosa oppure 'contro' qualcuno. Il metro di valutazione è il Vangelo"

Intervista al presidente dei vescovi Ue, mons. Hollerich: “I populisti hanno vinto grandemente in qualche Paese ma in altri sono diminuiti. È pertanto chiaro che il populismo in Europa non è la risposta alla crisi politica”. E sul voto italiano osserva: “L’Italia ha avuto negli ultimi anni una economia terribile. La gente è più povera oggi rispetto a dieci anni fa, mentre per tutti gli altri Paesi in Occidente non è stato così. La gente sente questo problema e ha votato per chi ha fatto delle promesse”

I vescovi della Conferenza episcopale italiana – riuniti nei giorni scorsi a Roma in occasione della 73ª Assemblea generale – hanno nominato l’arcivescovo di Gorizia, mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute e quindi anche della Caritas italiana. Mons. Redaelli raccoglie il testimone da mons. Corrado Pizziolo, vescovo di Vittorio Veneto, che ha ricoperto ad interim il ruolo di presidente dopo le dimissioni nel dicembre scorso del cardinale Francesco Montenegro, vescovo di Agrigento, alla guida dell’organismo ecclesiale dal 2015